dicembre 2005

teatro regio


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Rossini allo specchio:
un Poeta in cerca di personaggi

di Fausto Petrellaa

Totò

Della varietà e finezza psicologica presenti nel Turco in Italia mi limito a valorizzare due momenti rilevanti: la specularità riflessiva e la follia comica. Entrambi gli aspetti concorrono, in contrasto tra loro e ciascuno a suo modo, all´umorismo dell´opera. Una funzione speculare e riflessiva, che ha fatto pensare al Pirandello dei Sei personaggi in cerca d´autore, è svolta dal Poeta, in questo caso un Autore in cerca di personaggi, che sin dall´inizio si propone di scrivere un dramma buffo prendendo spunto dalla realtà circostante. Alla fine l´opera cui avremo assistito mostrerà di coincidere con il dramma che il poeta-personaggio ha sviluppato nel corso dello spettacolo. La presenza insolita di un Poeta che scrive l´opera che stiamo vedendo complica la trama, creando un effetto di vertigine nello spettatore: realtà e finzione si mescolano e si rivelano della stessa stoffa, poiché il tempo dello spettacolo viene a coincidere con quello della creazione dell´opera e la scansione spazio-temporale dei diversi momenti narrativi sembra misteriosamente collassarsi.
Il Poeta non è identificabile con la figura dell´autore reale del racconto che si sta sviluppando, ma nemmeno è un cronachista passivo. Il Poeta di Romani e Rossini è piuttosto un doppio demiurgico del narratore reale: accompagna l´azione degli altri personaggi e la indirizza a buon fine, favorendo lo sviluppo dell´intreccio fino allo scioglimento finale. È un mediatore tra realtà e fantasia, ma anche tra lo spettatore e l´opera stessa, con funzioni riflessive di ironico distanziamento e insieme di svelamento iniziatico dell´artificio artistico. Duplica inoltre la componente creatrice che spetta al pubblico, strizzandogli l´occhio nel finale, dove enuncia didascalicamente la felice conclusione dell´opera, sollecitandolo cautamente al consenso: «È l´intreccio terminato, / lieto fine ha il dramma mio. / E contento qual son io / forse il pubblico sarà». La follia comica è raggiunta dalle complicate mosse amorose sviluppate lungo tutta l´opera: l´ingelosire, il sedurre, il ritrarsi, il rischioso ballottaggio tra partner amorosi anteriori e nuovi; tutto questo rende palpitanti sino all´angoscia (il palpito è tipicamente rossiniano) i vari amanti, sempre a rischio di essere abbandonati e pronti a loro volta ad abbandonare… Il lieto fine è dovuto al fatto che la doppia coppia, Geronio/Fiorilla-Selim/Zaida, costituita tutta da protagonisti a pari titolo, dopo impressionanti rivolgimenti, fra travestimenti e agnizioni, ritrova i reciproci accoppiamenti amorosi in bella simmetria, ricomposte con giudizio le confusioni erotiche ed etniche con la soddisfazione di quasi tutti i personaggi implicati, inclusi gli spettatori. Soltanto al cicisbeo don Narciso tocca di rappresentare la parte dell´Escluso. Ma, si sa, Narciso ama solo se stesso. La follia comica transitoria che si manifesta nel corso del "festino in maschera" è uno stilema ricorrente nel Rossini comico. Ben diversamente da quanto accade nel Ballo in maschera, dove la perdita dell´anonimato che la maschera dovrebbe garantire provocherà effetti fatali, il festino del Turco getta Geronio in uno stato di smarrimento. A causa della mascherata finale i Turchi sono diventati tre (Geronio, Narciso e Selim) e le zingare due (Zaida e Fiorilla): che confusione, questo proliferare di doppi mimetici indiscernibili! Le vivaci risposte e gli equivoci sfociano in un quintetto a cappella: «Oh! Guardate che accidente / non conosco più mia moglie! / Egual turco, eguali spoglie, / tutto egual… che farò?». Il silenzio dell´orchestra simbolizza un tipico fenomeno di "pazzia": la realtà scompare e si presenta una sorta di attonita de-realizzazione. L´effetto è ottenuto con la perdita di quel mondo sonoro variopinto che è compito dell´orchestra garantire e che qui lascia il posto allo smarrimento e alla riduzione a nuda vocalità. Ma poi tutto torna al suo posto con la ricostituzione delle coppie: alla loro stabilizzazione corrisponde anche il ritorno alla realtà e il felice superamento della follia minacciosa che si era attivata per qualche istante sulla scena.

Concerto di natale Venerdì 23 dicembre alle ore 20.30

Primo appuntamento sinfonico della Stagione 2005-2006 con l´Orchestra e il Coro del Teatro Regio diretti da Marc Minkowski, con la partecipazione del mezzosoprano Anna Bonitatibus e del violoncellista Jérôme Pernoo.
In programma musiche di Offenbach e Strauss figlio:
del primo sarà proposto il Gran concerto per violoncello e orchestra e alcuni brani tratti dalle operette più celebri; dell´autore dei valzer più famosi al mondo si ascolterà l´Ouverture dal Pipistrello e il Valzer Imperatore.

biglietti intero euro 18 - ridotto euro 15 under 25 e over 65 euro 12

Al Regio in famiglia:
ingresso gratuito per ogni giovane sotto i 16 anni accompagnato da 1 o 2 persone adulte (che possono usufruire del biglietto ridotto a euro 12; altri giovani sotto i 16 anni euro 10)
vendita
Biglietteria del Teatro Regio tel. 011 88 15 241/242
telefonica con carta di credito tel. 011 88 15 270
on line sul sito del Teatro
informazioni
tel. 011 88 15 557