dicembre 2005

teatro regio


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Il fantasma all´opera
Ritorna al Piccolo il balletto di Monteverde, Galante e Calafiore

di Chiara Castellazzi

Fantasma Balletto, fumetto, dolcetto, scherzetto. In fondo Il fantasma di Canterville, lo spettacolo coreografico inserito nel programma de La Scuola all´Opera dal 6 al 17 dicembre, è costituito da questi elementi. A partire dal talento di Fabrizio Monteverde di avvicinare le sensibilità, in questo caso sia dei ragazzi che sono i destinatari del lavoro, sia dell´autore della pièce, Oscar Wilde, che scrisse questa ghost story con gusto giocoso e immaginifico, molto adatto a una scansione narrativa a strisce di fumetto. Un fresco balletto "de paura", questo Fantasma di Canterville, composto per il Piccolo Regio qualche stagione fa a sei mani (e l´espressione suoni raccapricciante come una deformità da Famiglia Addams!) da Monteverde – creatore per il Regio anche di una versione danzata di Pinocchio – dal compositore Carlo Galante – quest´anno impegnato per la Stagione d´Opera nella Tempesta che lo affianca a Purcell – e dallo scenografo Paolo Calafiore, l´autore dello Sperimentalismo alchemico.
E se il coreografo ha immaginato le scene come strips orizzontali di un manga, anche le immagini pittoriche scelte da Calafiore per bombardare il fondale del Piccolo, mentre sfilano i componenti della tecnologica e positivista famiglia Otis, chiamano in causa i "fumettoni" di Roy Lichtenstein e un´iconografia frivola e immediata incarnata da Andy Warhol, dal marchio Coca-Cola e da altri spot di americanità come Superman e Topolino.
Ne sortisce un noir coloratissimo dove la musica, che risuona a tratti britteniana alla maniera dell´opera The Turn of the Screw – altrettanto dominata da sinistre apparizioni –, contribuisce a costruire i personaggi e a innestare, sulla scanzonata narrazione di fondo, spazi di lirismo per la storia d´amore, o quanto meno di delicati sentimenti nella quarta dimensione, di Virginia Otis con il Fantasma. Sono romantici e quasi sensuali i loro passi a due che spezzano il ritmo spumeggiante del ragtime dell´ambasciatore degli USA con la moglie, del galop degli acrobatici gemelli che spaventano lo spettro vestiti di boxer «stelle e strisce» e maschere da teschi, degli interventi scatenati di Washington Otis, che, scrive Wilde, «persino a Londra passava per eccellente ballerino». Mentre arie di antiche danze rinascimentali accompagnano la figura di sir Simon, non morto nel 1584.
Fra armature, gorgiere (nel racconto dello scrittore irlandese il signore di Canterville incolpa la moglie da lui assassinata di non avergli mai stirato quei pizzi), lampadari che oscillano, versioni spray dell´«Impareggiabile super-smacchiatore e detergente Pinkerton», il balletto non si nega niente di scherzoso e ironico. Ci sono pure sessioni video, dove l´intera famiglia Otis partecipa del rito collettivo del rimanere incollati davanti alla Tv.
Si legge la contrapposizione fra vecchio e nuovo mondo, fra modernità e ancien régime che in Wilde fa dire al diplomatico americano che «i fantasmi non esistono e non credo che le leggi della natura possano fare eccezioni in favore dell´aristocrazia britannica» e a sir Simon de Canterville che può usare qualunque colore per la macchia di sangue perché gli statunitensi non prestano nessuna attenzione neppure al sangue blu.
Viene resa tutta la teatralità e l´ironia del testo del dandy irlandese che prevede le apparizioni come rôles sempre diversi, in cui il fantasma si esibisce «con l´egotismo entusiastico del vero artista»: da «Daniele il Muto, ovvero lo Scheletro del Suicida», a «Ruben il Rosso, ovvero l´Infante Strangolato», a «Rupert il Temerario, ovvero il Conte Decapitato». Senza retrogusti amari, sembra di assistere a una iperbolica narrazione di americanissime storie da notte di Halloween. Non bisogna neanche scegliere. Dolcetto e scherzetto.




appuntamenti

martedì 6, mercoledì 7, venerdì 9, martedì 13, mercoledì 14, giovedì 15, venerdì 16 dicembre ore 10.30 sabato 17 dicembre ore 17
Piccolo Regio Puccini
La Scuola all´Opera
Il fantasma di Canterville
Balletto in due tempi dal racconto di Oscar Wilde
Coreografia e regia di Fabrizio Monteverde
Musiche originali di Carlo Galante
Progetto scenico di Paolo Calafiore
Costumi di Laura ViglioneTorna all'articolo

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