dicembre 2005

città di torino


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Dedicati a Mozart
Targhe e intitolazioni: Dogana Vecchia e non solo

di Anna Parvopassu

Mozart

«Vennero alcuni giorni di grandi impegni per il giovane Mozart, presentato in diversi salotti torinesi, eccitato per aver assistito all´Annibale in Italia di Paisiello, e ancor più per aver suonato il violino in Duomo davanti al maestro Gasparini. Non gli era sembrato più tanto piccolo il Duomo, quando c´era stato dentro; anzi, gli era piaciuto, così severo, con le bianche pareti intente a raccogliere tutta la luce del sole e dei ceri». Correva l´anno 1771. La luce che ci svela Laura Mancinelli, nel suo racconto lieve Amadé, è quella un po´ particolare che da sempre avvolge Torino in certe fredde giornate d´inverno. Erano i giorni in cui Wolfgang Amadeus Mozart stava ultimando il suo primo viaggio in Italia. Nelle due settimane tra il 14 e il 30 gennaio, insieme al padre Leopold, soggiornò nella capitale sabauda – festeggiando proprio a Torino il suo quindicesimo compleanno. I due trovarono alloggio presso l´albergo Dogana Nuova, al numero 4 di via Corte d´Appello. Il giovane Wolfgang prese parte alla vita culturale della città: assistette a concerti e spettacoli teatrali, ebbe l´occasione di conoscere alcuni esponenti di corte e di esibirsi per loro, incontrò musicisti e compositori. Il fanciullo prodigio non era certo nuovo a questo tipo di esperienze. Il suo "pellegrinaggio" in giro per le più importanti capitali europee era già cominciato nel 1762, sempre in compagnia del padre (sua prima e fondamentale guida) e all´epoca anche della sorella Nannerl, esibendosi al clavicembalo, al violino, all´organo, nelle città di Vienna, Monaco, Francoforte, Parigi, Londra, Amsterdam. Ogni volta suscitando stupore, ammirazione, entusiasmo. Negli anni tra il 1770 e il 1773, Amadeus e Leopold furono per tre volte in Italia, riscuotendo successi a Bologna, Verona, Milano, Venezia. Quando giunse a Torino Mozart aveva già accumulato un patrimonio di esperienze incredibile. Aveva già composto le sue prime sonate e sinfonie, e poi ancora messe, Lieder, opere teatrali. Da lì a poco tempo la sua carriera sarà un crescendo continuo di creatività, capolavoro dopo capolavoro. Di tutto quell´ingegno oggi ci rimangono pentagrammi e note da far risuonare. A Torino rimane anche quella dimora – all´epoca "nuova" – che nel corso dei secoli ha ormai assorbito tutto il fascino e la ricchezza del tempo, mutando la sua denominazione in Dogana Vecchia. Tra pochi mesi la sua facciata ospiterà una targa per le generazioni a venire, per ricordare la preziosa sosta mozartiana fra quelle mura. Affinché la memoria non sia solo di pochi amatori ma diventi storia di tutti, patrimonio allargato, strumento di conoscenza e di crescita collettiva. L´iniziativa è promossa dalla Città di Torino, forte della sua recente adesione all´Associazione «European Mozart Ways», un progetto di respiro europeo nato nel 2002 per approfondire la ricerca intorno alla figura e all´opera del maestro, quasi a voler collegare idealmente le sue numerose tappe turistico-musicali compiute in tre decenni di vita. L´esposizione della targa s´inserisce nell´ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Mozart, che vedranno impegnati tutti i principali enti musicali torinesi nell´allestimento di manifestazioni artistiche di varia natura. A sottolineare il legame del capoluogo piemontese con Wolfgang Amadeus Mozart e i suoi "viaggi di formazione", l´amministrazione comunale ha inoltre deciso che nel 2006 l´edificio di corso Taranto 160, sede del Centro di Formazione Musicale e del Centro Interculturale della Città di Torino, sarà intitolato al compositore salisburghese: un´operazione di buon auspicio per quanti all´arte e ai saperi dedicano tempo e passioni, talvolta già negli anni dell´infanzia e dell´adolescenza, come ebbe a fare il piccolo grande Amadé.