di Diego Marangon
Nella celebrazione del Natale spesso il lato gioioso prevarica quello più spirituale. A questa tendenza non sono immuni i concerti organizzati in queste occasioni con il rischio, per il pubblico, di ascoltare talvolta brani un po´ inflazionati. Il Concerto di Natale che il Gruppo Eufoné e Alessandro Ruo Rui (che del gruppo è direttore artistico dalla sua fondazione, nel 1994) hanno concepito, sfugge a questo pericolo, proponendo testi liturgici o devozionali attinenti al clima celebrativo dell´Avvento e del Natale in modo non univocamente gioioso. Il denominatore comune nella scelta dei brani è stata la presenza, secondo le parole di Ruo Rui «di un profondo anelito di redenzione; in questo senso vanno interpretati i testi delle Cantate di Buxtehude e di Bach: l´aspirazione all´intervento di Dio come guida e difesa, l´attesa escatologica della piena rivelazione. Il Magnificat di Pachelbel utilizza una tessitura polifonica a metà tra lo stile antico e il gusto armonico del Barocco maturo. L´esecuzione che ne stiamo preparando utilizza gli strumenti, come previsto dall´autore, unicamente in funzione di sostegno alle voci». Accanto a queste composizioni, di cultura protestante, compare il Credo RV 591 del cattolico Vivaldi; questo accostamento permetterà di apprezzare contiguità e differenze tra due modi diversi di utilizzare la musica nella celebrazione del rito. Se nella Chiesa cattolica la musica è accessoria alla funzione, assieme alle pitture, alla gestualità della liturgia, ai profumi, e vissuta tutto sommato passivamente dai fedeli, nella Chiesa protestante il canto comunitario rappresenta un momento fondamentale della liturgia. Ecco quindi lo sviluppo della polifonia nel corale luterano contrapposto alla monodia declamatoria cattolica. La musica è lo strumento che permette a Lutero di riportare l´assemblea dei credenti al centro del culto, e quale luogo migliore del Tempio Valdese per rendersene conto appieno?