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Michele Mo
L’Oft in viaggio con Brahms
per le Serate Musicali
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appuntamenti |
domenica 30
gennaio
Conservatorio - ore 17
Prova generale
martedì 1 febbraio
Conservatorio - ore 21
Orchestra Filarmonica
di Torino
Marzio Conti direttore
Mikhail Lidski pianoforte
Brahms
Concerto n. 2 in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra
op. 83
Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98
In collaborazione
con le Serate Musicali di Milano
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concerti hicare |
Musica
da camera a Palazzo Barolo
Palazzo Barolo
Salone d’Onore
via delle Orfane, 7 – ore 21
lunedì 7 febbraio
Manuela Janke Yuki violino
Adriano Del Sal chitarra
Musiche di Paganini, Regondi, Rodrigo, Bach, Isaÿe, Milstein
lunedì 28 febbraio
Fabrizio von Arx violino
Roberto Prosseda pianoforte
Musiche di Beethoven, Mendelssohn, Saint-Saëns, Chausson, Grieg
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| Un’inedita sinergia Torino-Milano vedrà protagoniste l’Orchestra Filarmonica di Torino e le Serate Musicali di Milano. A partire da questo mese di febbraio. Ce la racconta il presidente dell’Oft Michele Mo.
Quando e come è nata l’idea di questo Progetto Brahms?
«Lo scorso anno, in occasione d’un suo concerto nella nostra stagione, Domenico Nordio è rimasto molto ben impressionato dalla nostra Orchestra. Ci prospettò la possibilità di un progetto con Serate Musicali, delle quali lui è coordinatore insieme con il maestro Hans Fazzari. Ci è venuta l’idea di un progetto monografico intitolato a un autore. Lo abbiamo portato avanti perché Serate Musicali è una vetrina molto importante. Per la stagione in corso abbiamo fissato due appuntamenti brahmsiani con il Concerto doppio op. 102 con Brunello e Nordio e il Concerto per pianoforte n. 2 op. 83 con Mikhail Lidski. Ai due concerti abbiamo abbinato la Quarta (l’1 febbraio) e la Terza sinfonia (il 15 marzo)».
Come funzionerà questa collaborazione?
«I concerti vengono ospitati sia nella nostra stagione di Torino sia in quella di Milano. È quasi una coproduzione: i solisti di Serate Musicali vengono nella nostra stagione e l’Oft con loro va al Teatro Dal Verme. Siccome le presenze orchestrali nel cartellone delle Serate Musicali sono sempre prestigiose, il fatto di avere due concerti in questa stagione per noi è un’ottima possibilità. E anche un riconoscimento del valore conquistato in anni di lavoro non solo a Torino, ma a livello nazionale e internazionale. Questa prima collaborazione prelude molto probabilmente a una nostra presenza stabile nei programmi delle Serate Musicali per più anni, toccando anche altri compositori».
Per quale motivo allora avete scelto Brahms?
«Insieme con Nordio e Fazzari abbiamo constatato che sia nella nostra stagione sia nella loro era un autore che andava approfondito. Da noi era un autore che mancava da un po’ di tempo, anche perché Brahms sfora un po’ rispetto a quella che è la linea su cui ci siamo assestati in questi anni, quella cioè di una orchestra sinfonica piccola. Anche nella stagione di Milano era da un po’ di tempo che mancava la presenza di un Brahms con orchestra. In più c’era la possibilità di avere come solisti Nordio e Brunello…»
In futuro vi farete tentare nuovamente dal repertorio sinfonico di fine Ottocento?
«Tendenzialmente no. Il repertorio classico in senso stretto credo che sia quello più adatto alla nostra Orchestra. Poi non è detto: magari dopo Beethoven ci verrà voglia di esplorare qualche cosa d’altro. Però, credo che al momento a Torino ci sia una distribuzione molto seria sui vari repertori. Nel nostro campo noi pensiamo di poter fare bene autori meno frequentati da una grande orchestra sinfonica, come per esempio quelle della Rai o del Teatro Regio, che esplorano il repertorio del Novecento con intelligenza e proprietà».
Come procede la collaborazione con Marzio Conti?
«È il nostro direttore principale da tre stagioni ormai: ci troviamo molto bene. Il rapporto privilegiato avviato con lui ha fatto maturare molto l’Orchestra e le ha dato un’impronta. Abbiamo voluto questo giovane direttore anche per promuovere i talenti italiani. Per lo stesso motivo quest’anno abbiamo scelto Umberto Clerici – che riteniamo sia un astro nascente di primissima grandezza – come solista residente per tre anni (lo scorso novembre abbiamo tenuto due concerti con lui). Credo che sia giusto valorizzare fin da subito i giovani talenti, non solo italiani ma anche torinesi. Finora abbiamo aspettato che i vari Dindo e Manara diventassero famosi altrove per poi rivolerli di nuovo a Torino». (a.c.)
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Un nuovo direttore artistico, una nuova immagine
Nicola Campogrande è il nuovo direttore artistico dell’Orchestra
Filarmonica di Torino. Insieme al presidente Michele Mo e al direttore
principale Marzio Conti guiderà un’ulteriore trasformazione
dell’Oft, che negli ultimi anni ha già attuato un profondo
processo di rinnovamento. L’idea è quella di fare dell’Orchestra
sempre più un luogo nel quale la musica è divertente,
emozionante, sorprendente, sia per chi la suona che per chi la viene
ad ascoltare. Anche per questo verrà rinnovata l’immagine
della formazione, a cominciare dal nuovo logo disegnato da Francesco
Panico. |
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