Sistema Musica gennaio  2005
sintonie
  Video sul perdente
Areale, parlano gli autori
di Alessandro Bertirotti e Ugo Locatelli

appuntamenti

Da woyzeck a wozzeck: iconografia del perdente
Laboratorio multimediale in due tempi
A cura della Fondazione Italiana per la Fotografia in collaborazione con Maison Musique
giovedì 10 febbraio 2005
Maison Musique
via Rosta, 23 - Rivoli (Torino)
Programma e orari:
ore 16.30
L’arte del perdente, contributi critici e artistici
ore 18.30
Areale: Luogo e Risonanza, video e tavola rotonda
A cura di Ugo Locatelli
Ingresso gratuito
Informazioni:
tel. 011 521 75 91
011 95 61 782


Sintonie fotografiaLa tappa Areale: Luogo e Risonanza tende a comprendere e a interconnettere un numero sempre maggiore di percezioni e di relazioni: un sistema di osservazione e di ascolto policentrico, ramificato e fluido. In questa dimensione la comunicazione (qui nel senso di tutti gli scambi possibili) non dipende da ciò che si trasmette, ma da ciò che accade con chi riceve.
L’Occidente insegna tante cose. Più di tutto insegna un metodo, una strada per “andare oltre”. Nessuno di noi però è effettivamente riuscito a svelare questo oltre. Forse il metodo proposto – peraltro di tutto rispetto perché aristotelico – non è applicabile a tutti gli aspetti del reale. Forse lo stesso reale è probabilmente una operazione solo mentale, che mette in gioco la coscienza. La questione di cosa sia reale e non reale è, come tutti sanno, nata con l’uomo corticale, fra i 120.000 e 70.000 anni fa.
Il dilemma sulla realtà non è stato ovviamente risolto. La nostra volontà, presuntiva e umana, ricerca una soluzione definitiva. Non esiste però nessuna definizione umana che sia definitiva. La definizione è sempre transitiva, perché legata al nostro essere in vita. Questa transitività è areale. È l’interspazio fra noi e la nostra risonanza nell’altro, grazie alla quale ogni essere umano diventa l’esperienza altrui.
La nostra individualità è legata alla percezione che gli altri hanno di noi. Risuonare è quindi come specchiarci musicalmente nelle note degli altri. E le note sono gradini di una scala. I gradini sono frequenze acustiche. Le note proposte dal Woyzeck sono dolorose. Ultrasuoni per alcuni e infrasuoni per altri. Sono dunque frequenze che non vogliamo sentire o che non possiamo sentire? Oltre i 20.000 Hz o al disotto dei 16 Hz non siamo in grado di sentire nulla. È anzi assai probabile che non si sia neppure in grado di capire nulla. Nel caso invece in cui fossero toni parziali? In questo caso saremmo in grado di sentire e capire. I toni parziali sono multipli e sottomultipli della nota fondamentale, ossia della frequenza generatrice: la perdita della nostra identità, dunque Woyzeck.
Per questo motivo in ognuno di noi abita la risonanza di Woyzeck. Siamo tutti la risonanza della sua perdita, multipli o sottomultipli. Non è solo una questione matematica. È soprattutto esistenziale, quindi una questione geometrica. Una geometria metafisica, nella quale ArealeRisonatore facilita l’evidenza di questo lascito e permette di scegliere l’arealtà. Unica condizione umanamente disumana.

CINEMA

Rassegna cinematografica collegata ai concerti in programma all’Auditorium «Giovanni Agnelli» del Lingotto e comprendente le versioni cinematografiche del Woyzeck, i film legati alla Passione di Cristo e quelli riguardanti la vita di Ludwig van Beethoven. Progetto del Museo Nazionale del Cinema

9-16 febbraio 2005
Cinema Massimo, Sala Tre via Verdi, 18 – Torino Orario spettacoli: pomeridiani e serali Ingressi: interi euro 5,20 ridotti euro 3,60 studenti universitari euro 2,60 (spettacoli pomeridiani dei giorni feriali)
Ingresso gratuito a una proiezione a scelta con Carnet Sintonie
Il calendario delle proiezioni verrà distribuito dal Museo Nazionale del Cinema.
Informazioni: tel. 011 812 56 06

Sistema Musica via San Francesco da Paola, 3 - Torino - e-mail: sistemamusica@comune.torino.it