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Brunello & Lucchesini
Incontri, ultimo atto
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INCONTRI
CON LA MUSICA DA CAMERA
XII edizione
Progetto artistico di Mario Brunello e Andrea Lucchesini
Sonig Tchakerian violino
Marco Rizzi violino
Danilo Rossi viola
Mario Brunello violoncello
Alberto Bocini contrabbasso
Andrea Lucchesini pianoforte
Quartetto Accademia
Adrian Pinzaru violino
Matteo Amadasi viola
Umberto Clerici violoncello
Andrea Secchi pianoforte
domenica 30 gennaio
(primo concerto)
Conservatorio ore 21
serie blu
Musiche di Bach, Brahms, Mozart
mercoledì 2 febbraio
(secondo concerto)
Conservatorio ore 21
serie verde
Musiche di Boccherini, Sollima, Brahms
Prove aperte al pubblico
venerdì 28, sabato 29, lunedì 31 gennaio
Conservatorio ore 19-22
Informazioni:
tel. 011 56 69 811
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Mario Brunello, Andrea Lucchesini: siamo arrivati all’ultima annata degli Incontri con la musica da camera. Che cosa avevate in mente dodici anni fa quando avete dato vita a questa formula? Quali idee, quali speranze? E che cosa di tutto questo si è realizzato in questi anni?
Andrea Lucchesini «L’idea di partenza era quella di far musica insieme, radunando un gruppo di amici che fosse animato dallo stesso desiderio, realizzando una collaborazione che sfuggisse all’alienazione della sequenza viaggio-prova-concerto e ci desse modo di stare insieme per più tempo per “costruire”, oltre al concerto, anche rapporti umani e amichevoli. C’era da sempre la speranza di coinvolgere i giovani, per questo abbiamo offerto la disponibilità di molte ore di prove aperte, e anche sollecitato una partecipazione attiva degli studenti di musica, alcuni dei quali hanno potuto suonare con noi».
Mario Brunello «Tutto è cominciato con un regalo che l’Unione Musicale ci ha fatto aprendoci una stanza dove si poteva fare quello che si voleva. L’idea era suonare quello che ci piaceva senza nessun progetto da sviluppare nel tempo. Poi la cosa è cresciuta nella partecipazione, con un gruppo che si è ritrovato sempre più frequentemente; e si è tracciata così anche una strada da percorrere: non solo suonare quello che ci piaceva ma anche seguire accostamenti particolari, indagando certi repertori, con musiche più “scelte”. Dare spazio a Giovanni Sollima nell’edizione dello scorso anno era un’occasione per vedere come un compositore può guardare alla musica da camera».
Circola una statistica europea che certifica l’assoluto calo di interesse nei confronti della musica da camera. Tanto che il direttore artistico della Biennale Musica di Venezia, Giorgio Battistelli, ha dichiarato di aver programmato solo concerti sinfonici perché tanto la musica da camera non interessa. Che impressione avete in proposito? E, se siete d’accordo con il calo di interesse, come lo giustificate?
M.B. «Sono pienamente d’accordo su questo calo; non sono d’accordo sul fatto che non interessi la musica sinfonica: va di pari passo anche per quella. Io sono convinto che il pubblico potenziale ci sia, che sia lo stesso di cinquanta anni fa; evidentemente bisogna che arrivi a zero l’attenzione generale per poterla fare rinascere. C’è uno scontro tra la voglia di musica e il mondo economico di adesso che dalla musica non ricava niente, per cui il meccanismo non funzionerà mai finché queste due cose non andranno insieme».
A.L. «Non mi permetto di mettere in discussione la statistica, ma credo che non si debba andare nella direzione dei numeri, pena essere poi direttamente responsabili di ulteriori disaffezioni. Mi sembra che i concerti vivi e interessanti non manchino di attrarre un pubblico affezionato, e anzi noto un aumento consolante della presenza giovanile. Credo che occorra comunque incentivare l’ascolto di tutti i tipi di musica, con ogni mezzo. Eviterei però di eccedere con i “grandi eventi” che invece purtroppo sembrano a molti l’unica strada: assorbono una gran quantità di risorse e rischiano di essere sempre di più cattedrali nel deserto».
Che cosa vi siete detti nel programmare quest’ultima edizione? Che tipo di finale avete in mente?
A.L. «Per il programma di questi ultimi “nostri” Incontri abbiamo pensato, tra le altre cose, di dare spazio a un quartetto formato da giovani e validissimi musicisti: l’Unione Musicale ha infatti commissionato a Giovanni Sollima un nuovo pezzo che sarà presentato da loro proprio agli Incontri. Ci sembra un ottimo spunto per ulteriori e fecondi sviluppi. La speranza è perciò che non si tratti davvero di un finale, ma che l’UM affidi ad altri giovani l’incarico di organizzare qualcosa di analogo per il futuro».
M.B. «È come un’uscita dalla musica da camera attraverso trascrizioni di brani sinfonici. Abbiamo volutamente messo in programma trascrizioni e concerti per strumento solista e orchestra con una realizzazione “a parti reali” per salutare la musica da camera con una certa rassegnazione. Anche perché, in dodici anni, il repertorio lo abbiamo ben sondato». (n.c.)
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