La
delusione per la rottura di un fidanzamento non sembrerebbe lo stato d’animo
migliore per comporre, ma ci si deve ricredere ascoltando la celebre Sonata
op. 35 che venne composta da Chopin proprio in queste condizioni psico-fisiche.
Ma il programma prosegue con un vivace Rondò dello stesso Chopin,
composto già in origine per l’organico insolito di due pianoforti.
Seguono le Variazioni su un tema di Paganini, in cui Lutoslawski “traduce”
sulla tastiera le undici variazioni sul Capriccio n. 24 per violino composte
dallo stesso Paganini. Se con la Rhapsodie espagnole Ravel attinge al
folklore musicale iberico, rievocandolo in una partitura ricca di effetti
sonori sorprendenti, con le Rapsodie ungheresi Liszt evoca le orchestre
zigane itineranti attraverso la resa pianistica dei timbri del violino
e del cimbalon, l’uso di scale pentatoniche e la brusca alternanza
di ritmi di danza lenti con altri animati e focosi. Con I got Rhythm di
Gershwin si sfiorano le improvvisazioni jazzistiche che continuano a conquistare
un vasto pubblico di amatori e intenditori. (l.b.)
|