Sistema Musica giugno-luglio 2005
orch. fil. di torino
  Idee in forma di concerto
La sfida dell’Oft


NAVIGARE IN MUSICA
  Il sito dell'Orchestra Filarmonica di Torino

OftQuella che presenteremo al nostro pubblico quest’anno non sarà una stagione di concerti: sarà una stagione di idee in forma di concerto. Ci siamo infatti accorti che l’eccellenza raggiunta dall’Orchestra, la presenza di solisti e direttori sempre più prestigiosi e il costante svecchiamento del repertorio al quale ci siamo dedicati negli ultimi anni non ci bastavano più: l’Orchestra Filarmonica di Torino aveva voglia di qualcosa di nuovo. Così ci è venuto in mente che la prima mossa da fare era quella di spezzare la routine della programmazione e di inventarci dieci di quelli che altrove verrebbero definiti “progetti speciali” e che per noi, da quest'anno, diventeranno normali. Dieci idee, cioè, per le quali valga la pena chiuderci per giorni a provare, riprovare, correggere e limare e per le quali, simmetricamente, valga la pena mettersi il cappotto, uscire di casa e venire a farci visita. Il tutto, naturalmente, in quella capitale della musica che è oggi Torino, ricca dell’offerta quotidiana che tutti conosciamo.
Alcune di queste idee sono molto semplici da identificare. Una è quella di allineare e raggruppare capolavori: tutti i Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven eseguiti in due serate da Giovanni Bellucci, con Pietro Borgonovo sul podio; le tre ultime Sinfonie di Mozart dirette da Damian Iorio; un tutto-Ravel con Jean Bernard Pommier al pianoforte e un Micro-Bolero che Maurizio Pisati sta scrivendo per noi.
Un’altra idea ha quasi il sapore della sfida: è una serata dedicata a musica lenta, con una sequenza di Adagio che Umberto Benedetti Michelangeli dirigerà con la curiosità di andare a vedere come ci sentiremo alla fine (benissimo, secondo noi). Altre idee vogliono suggerire in che modo ascoltare alcuni brani, partendo da talune loro caratteristiche: è il caso del concerto Adrenalina, nato addosso alla carica vitale di Fabrice Pierre, o di Fuori tempo, dove Micha Hamel, aiutato dal violoncello di Umberto Clerici, guiderà solo brani nei quali i compositori fingevano (o fingono) di essere vissuti in altre epoche; o ancora di Sorrisi e sberleffi con le prodezze di Benedetto Lupo (che suona due Concerti per pianoforte) e Yoram David, o di Danzare il virtuosismo nel quale Sergio Lamberto promette di ottenere dai propri archi performance pericolose e ardite, o ancora di Velluto, con il clarinetto di Darko Brlek che sembra quasi foderare il palcoscenico perché poi Brahms vi venga a danzare sopra con Rista Savic.
Un’ultima idea ha un intenso sapore di “sistema musica”, perché con Quattro compositori per il 2006 ci unisce all’Ensemble Antidogma e all’Accademia «Stefano Tempia» in un articolato progetto dedicato agli autori piemontesi attivi oggi. Con la guida di Mario Ancillotti e la presenza di solisti che è un po’ eccezionale riunire in una sola serata, nel cruciale 2006 olimpico e culturale ci dedicheremo intensamente al presente. (oft)

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