Il 2006, denso
di eventi eccezionali (Olimpiadi Invernali, Olimpiadi della Cultura, Torino
Capitale Mondiale del Libro, 14th Suzuki Method World Convention, Olimpiadi
degli scacchi), porterà la nostra città e la nostra regione
a una ribalta internazionale. Di conseguenza anche la Stagione Concertistica
2005-2006 della «Stefano Tempia» tiene conto del momento particolare
e presenta quasi esclusivamente compositori e artisti piemontesi. In questo
senso il progetto d’ascolto I tesori musicali del Piemonte iniziato
la scorsa stagione, incentrato sulla produzione musicale “nostrana”,
subisce quest’anno una sorta di amplificazione, contribuendo alla
conoscenza, da parte dei numerosi stranieri che affolleranno la città,
del nostro patrimonio musicale. Sono felice di poter presentare i compositori
rappresentativi della nostra terra, facendo conoscere un pezzo della nostra
storia, quasi l’ossatura culturale di una regione. Oggi, proprio
in un momento in cui godiamo di una dimensione internazionale e portiamo
la nostra cultura all’estero, abbiamo più che mai bisogno
di riconoscerci nel nostro passato e riscoprire le nostre radici. La «Stefano
Tempia» nel 2006 si prefigge questo compito.
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| «Penso che
il carisma di Orff e della sua musica risieda in quel fascino primordiale
che emana dalle sue opere». È proprio da questa energia arcaica
e sottilmente straniante che Dario Turrini attinge la linfa vitale per
la sua Serata Orff, che non è solo concerto, ma spettacolo totale,
che prevede interventi poetici e brani recitati, trascinando irresistibilmente
il pubblico nel mondo evocato dal compositore tedesco. È forse
l’autore moderno che più si confonde con le suggestioni del
tempo – dei tempi (non dimentichiamo il suo De temporum fine comedia)
– e il programma della serata (Catulli Carmina e Carmina Burana)
segna proprio il viaggio di ritorno da una latinità dimenticata
attraverso un medioevo arcano fino alle soglie dell’era moderna.
Qui Orff pare arrestarsi altero, come quel condottiero che arrivato al
mare volta il cavallo e ritorna sui suoi passi conscio che l’orizzonte
non può riservargli più nulla. Cibo, morte, amore, violenza
e spiritualità sono i valori di questo naufragio medievale che
verranno celebrati in un rito laico e pagano. (a.t.) |