Giovanni Battista Rigon è un musicista che attraversa una fase delicata della carriera, la più rischiosa, forse, per un artista, ma anche la più ricca di emozioni. Come pianista, Rigon ha percorso una bella e proficua strada, in gran parte compiuta nell’ambito della musica da camera. Per anni ha esplorato il repertorio dei grandi autori, da Mozart a Brahms, assieme a due musiciste di pregio come la violinista Sonig Tchakerian e la violoncellista Silvia Chiesa. A contatto con quel genere di musica, da cui non si resta immuni, il suo pianoforte ha sentito sempre più il bisogno di aprirsi e di rintracciare le concordanze segrete tra le arti in un raggio più ampio di opere e autori. Nascono così, grazie alla sua intraprendenza, le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, che dal 1992 in poi hanno costituito un punto di riferimento per i migliori musicisti del nostro Paese e per numerosi colleghi da tutta Europa, chiamati a raccogliersi in amicizia e spirito libero per mettere a disposizione di un nuovo pubblico il tesoro della musica da camera, un patrimonio che solo in Italia è così avvilito dall’ignoranza e dalla trascuratezza della classe dirigente. A lui va il merito, per fare un esempio tra i tanti, di aver convinto Lucia Valentini Terrani, splendida e sfortunata voce di contralto, a cantare Frauenliebe und leben di Schumann, poco tempo prima di lasciarci. Altri, forse, si sarebbero accontentati e avrebbero perseguito un’onorevole carriera di routine, Rigon no. Avendo compreso che un ciclo della vita artistica si era concluso, ha deciso di voltare ancora pagina, cercando aiuti e risorse per un nuovo progetto. È nata così una nuova orchestra, che porta con sé il nome ma soprattutto l’esperienza del Teatro Olimpico. Se con essa sia nato anche un nuovo direttore, lo sapremo non appena Rigon si staccherà dalla sua creatura e avrà occasione di suonare con altre formazioni. L’impressione dei primi concerti lascia ben sperare nel successo della nuova carriera. |