Un’interprete polivalente. Il suo repertorio spazia dal Barocco a Schoenberg, passando per Mozart, Rossini, Weber e Verdi. Pianista e musicologa, ha studiato canto in Olanda, Francia e Italia. Ha vinto i Concorsi «Cilea» e Città di Conegliano Veneto. È stata ospite a Parma, Venezia, Zurigo, Palermo, con direttori quali Gelmetti, Soudant, Guschlbauer, Tate. A Gabriella Costa chiediamo qualche segreto della sua recente carriera.
Com’è arrivata alla musica barocca?
«L’ho sempre frequentata. Ho avuto un iter di studi un po’ particolare. Sono partita dal pianoforte. Il periodo che prediligevo era il Settecento. Il mio autore preferito è Mozart: con le sue Sonate ho anche vinto dei concorsi pianistici. Il fatto di essere stata prima strumentista mi ha dato la possibilità di poter accedere a qualsiasi tipo di repertorio con estrema facilità».
Com’è il rapporto con l’Academia Montis Regalis?
«Eccezionale. Sono dei grandissimi professionisti ed è sempre un piacere far musica con loro. Quando ci incontriamo, ci sintonizziamo subito sulla stessa lunghezza d’onda, per cui le cose vengono con una facilità e una naturalezza meravigliose».
Cosa la affascina dello Stabat Mater di Boccherini?
«Vi sono legata in maniera viscerale. È l’opera del mio cuore: la eseguo molte volte (dopo Torino la replicheremo per i Concerti del Quirinale organizzati e trasmessi in diretta da Radio3 la domenica mattina). È molto impegnativa, ma raggiunge dei picchi fortissimi di intensità emotiva. Unita a questo valore musicale c’è una forte intensità religiosa». (a.c.)
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