novembre 2005

accademia corale stefano tempia


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Dalla magia del Sogno all´incubo di Valpurga
Tutto il Romanticismo di Mendelssohn

di Monica Luccisano

In un solo concerto tutte le sfumature del Romanticismo. E in un solo compositore. «Voglio cominciare a sognare il Sogno di una notte d´estate». Con queste parole Mendelssohn, non ancora diciottenne, si apprestava a scrivere l´Ouverture op. 21 per il Sogno shakespeariano. Amava farsi stregare dalle apparizioni fantastiche, da elfi e fate, dall´antica magia della notte di luna e dai suoi fantasmi. Sedici anni dopo portò a compimento l´opera, ricevuto l´incarico dal re di Prussia di scrivere le musiche di scena per la Tempesta e per il Sogno di Shakespeare. Nonostante il lungo arco di tempo intercorso tra l´Ouverture e gli altri numeri, conosciuti nel 1843 come op. 61, straordinaria è l´unità dello stile e del colore. Come si era tradotto in musica quel mondo fantastico dove l´eterea Titania si invaghisce di un uomo dalla testa d´asino? Dove l´ironico Puck provoca i più inediti intrecci amorosi? In una formula, semplice e magica, pronta a dischiudere l´universo e a contenerlo: una cellula di quattro accordi in grado di strutturare i soggetti, il tessuto della danza, i motivi della festa e i temi lirici. La scintilla scocca dando forma a ciò che per sua natura è informale, aprendo un sogno che non si chiuderà mai definitivamente. Dalla meraviglia incantata si passa poi alle tinte violente di una notte da incubo. Ispirata a uno dei momenti centrali del Faust di Goethe, La prima notte di Valpurga, composta nel 1841) ha l´impatto improvviso di uno schiaffo. L´orchestrazione magistrale e l´imponenza delle parti affidate al coro e ai solisti provocano sconcerto, uno scossone simile a quello dato dall´amore a prima vista. "La notte di Valpurga" affonda le sue radici in antiche leggende popolari: nei pressi dei monti Harz, durante l´ultima notte di aprile, si credeva che le streghe si radunassero per evocare spiriti e demoni. Della parola Walpurgis la prima parte, Wal, significa "morti uccisi" e Purg "castello" o "cittadella": quindi in quella notte si ergeva il fantomatico "castello dei morti". All´alba poi gli spiriti del male venivano cacciati con immensi falò. E più alte erano le fiamme, più sicura sarebbe stata la protezione. Una pagina goethiana tra le più trascinanti, di cui Mendelssohn si innamorò immediatamente, subendo lo "schiaffo" ammaliante che lo condusse a tradurla in musica, con uguale intensità.




lunedì 21 novembre

Auditorium del Lingotto - ore 21
Coro e Orchestra dell´Accademia «Stefano Tempia»
Gruppo vocale Eufoné Massimo Peiretti direttore
fantastiche visioni
Mendelssohn

Sogno di una notte d´estate, ouverture op. 21
La prima notte di Valpurga, ballata per coro e orchestra op. 60 Torna all'articolo