novembre 2005

editoriale


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Siamo all´ultimo atto?

di Nicola Campogrande

Nicola CampograndeNel momento in cui chiudiamo questo numero di "Sistema Musica" in tipografia, i quotidiani danno conto della sollevazione dell´intero settore dello spettacolo contro la nuova Legge Finanziaria. I tagli previsti – che si aggiungono a quelli registrati negli ultimi anni – sono tali da pregiudicare la sopravvivenza di una fetta importante del cinema, del teatro, della danza e naturalmente della musica italiana. Nel senso che, se la scelta del governo procede lungo la rotta tracciata, molte cose che oggi esistono non esisteranno più. E poiché è in atto una forte contrazione dei conferimenti del Fondo Unico per lo Spettacolo a chi produce e distribuisce concerti e opere liriche (proprio in queste settimane il Ministero per i Beni e le Attività Culturali sta comunicando le sovvenzioni per il 2005 e c´è già chi sta piangendo...), io credo che sui prossimi numeri di questa rivista dovremo raccontare che cosa succederà a un Paese nel quale la Cultura ha smesso di interessare la Politica. Nel frattempo, augurandoci un ripensamento di chi di dovere, mi permetto di suggerire agli appassionati di godersi questo mese di musica a Torino perché, onestamente, non è affatto detto che in un futuro prossimo ci saranno risorse sufficienti per garantire l´eccellenza alla quale siamo (giustamente) abituati. I quarantasei appuntamenti dei quali parliamo questo mese tra un anno potrebbero diventare trenta, o venti. E dove leggiamo "orchestra" potremo forse leggere "piccolo ensemble", dove troviamo il nome di un grande solista potremo forse trovare quello di un discreto comprimario. Il professionista lascerà il posto all´amatore, le giornate di prova diminuiranno, le esecuzioni di alto livello verranno sostituite da performance raffazzonate alla bell´e meglio. E così via. Che tristezza.
Mi viene da dire che, in questo momento cruciale, c´è una cosa importante da fare: tenere le orecchie aperte. In ogni senso. Che cosa ne pensate?