ottobre 2005

unione musicale


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Julia Fischer
Un giovane talento alle prese con Brahms

di Oreste Bossini

Fischer

La tentazione d´imboccare la scorciatoia giornalistica e affibbiare a Julia Fischer la comoda etichetta di "nuova Mutter", diciamolo con franchezza, sarebbe forte. Del resto, le due violiniste hanno in comune diverse caratteristiche, soprattutto forse quelle più appariscenti. Anche la Fischer, infatti, possiede la particolare bellezza delle donne bavaresi, in cui i tratti morbidi si mescolano al segno di un carattere energico, poco disposto, si suppone, all´indulgenza verso se stessi e gli altri. Al primo momento, vedendo sul palcoscenico Julia Fischer, non si sfugge all´impressione di rivedere le prime spettacolari apparizioni in concerto di Anne Sophie Mutter, con il bel visino serio e concentrato, per nulla impressionata dal fatto di avere accanto il totem dei direttori d´orchestra, Herbert von Karajan, attento a non disturbare con la sua massiccia orchestra il canto puro e limpido del violino.
Simile anche in questo alla famosa collega, inoltre, la Fischer a soli ventidue anni costituisce una specie di azienda perfettamente organizzata. Professionista impeccabile, la giovane violinista studia le partiture direttamente al pianoforte, che suona con grande passione. Il suo repertorio comprende in pratica tutta la letteratura importante, dal prezioso scrigno di capolavori del periodo classico e romantico fino alle principali composizioni del Novecento. Come attrezzo di lavoro possiede un violino di tutto rispetto, un "Giovan Battista Guadagnini" del 1750, che figura tra i migliori strumenti a disposizione di un musicista d´oggi. Le stagioni della Fischer sono piene e laboriose, la ruota della sua vita non si ferma un minuto. Il tempo vola via tra un concerto e una registrazione discografica, un aeroplano da prendere e magari qualche ora dedicata al violoncello, la sua nuova passione, e chi sa cos´altro, visto che non vuol privarsi proprio di nulla.
Il paragone con la Mutter finisce qui, tuttavia, anche per non diventare sgradevoli. Non c´è niente di più urtante per un artista che essere messo a confronto con qualcuno venuto prima di lui. La Fischer ha tutto il diritto di farsi giudicare per quel che sa esprimere oggi in modo originale, nell´ambito del repertorio della grande tradizione, al quale appartiene il Concerto per violino di Brahms.
In questa circostanza la violinista si esibisce con l´Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino, diretta da Marek Janowski, un incontro per lei non troppo abituale. Anche il Concerto di Brahms è rimasto finora abbastanza ai margini del suo repertorio, cosa del tutto comprensibile. Julia Fischer è ancora giovanissima e la pagina di Brahms, monumento del violinismo del grande Ottocento, richiede suono robusto, respiro lungo e comprensione profonda della forma musicale. Ascoltare un musicista non ancora del tutto avvezzo a un pezzo del grande repertorio costituisce però un vantaggio, per certi versi. Il pubblico forse non incontra un interprete del tutto maturo e pienamente consapevole, ma in compenso coglie l´artista nel momento in cui il suo approccio all´opera è più fresco e spontaneo. Un solo pericolo incombe su una carriera così brillante: che la giovane violinista soccomba al kitsch bavarese. Per esempio, la Fischer ha registrato un video delle Stagioni di Vivaldi con l´Academy of St. Martin in the Fields, in cui la vediamo animare ciascun concerto in una scenografia, ahimé, in perfetta simbiosi con la relativa stagione dell´anno. Ecco quindi i musicisti suonare l´Estate mescolati ai fronzuti rami di una rigogliosa serra oppure esibirsi nell´Inverno vestiti di tutto punto come perlacei pinguini ghiacciati. Cara Julia, preservi la sua natura di primadonna per espressioni più congeniali del suo talento: un giorno considererà tutto questo un simpatico errore di gioventù.




lunedì 10 ottobre

Auditorium del Lingotto - ore 21
Serie dispari e pari
Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino
Marek Janowski direttore
Julia Fischer
violino

Brahms
Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77
Schumann
Sinfonia n. 4
in re minore op. 120 Torna all'articolo

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