ottobre 2005

unione musicale


Torna all'indice dei contenuti

Rossana Casale «Canterò Billie Holiday con affetto e ironia»

Rossana Casale

«Artisti, certo, ma soprattutto persone che sviscerano i sentimenti fino a renderli polvere da soffiare dolcemente in faccia ai disattenti, quasi a volerne destare il torpore». Inseparabili compagni di viaggio, grandi complici. Questo il ruolo insostituibile del jazz e dei suoi grandi interpreti per Rossana Casale. Oltre trent´anni di un percorso artistico in perenne evoluzione, iniziato dalle aule del Conservatorio di Milano e segnato dal sodalizio con i più prestigiosi nomi del jazz italiano. Dal 1989 con Incoerente Jazz al 1994 con Jazz in Me. Da Jacques Brel in Me del 1999, che nel 2001 le è valso il Premio "Donne in Jazz", fino a Strani frutti del 2000 e Billie Holiday in Me del 2004. Un intenso itinerario di ricerca portato avanti puntando soprattutto a "scavare" nell´intimità e nella profondità del sentimento.

Come nasce il suo rapporto privilegiato con il jazz?
«È la musica della mia infanzia, la musica che si ascoltava a casa. Sono i dischi di mio padre e di mia madre. Tutti i miei ricordi, i miei segreti e i miei mondi nascosti sono in questa "casa". È una specie di rifugio. Ogni volta che voglio immergermi in un luogo dove provare forti emozioni, è là che vado. Il jazz è così forte per me perché è un luogo di emozioni, è qualcosa di intimo che ha a che fare con l´affettività».

In un libro da poco edito dal Mulino Davide Sparti sostiene che l´improvvisazione è l´ingrediente che accomuna il jazz e la vita odierna. Condivide questa tesi?
«La verità è che siamo tutti messi dentro equazioni e formule ben precise, che ci viene richiesto di seguire come pecore. Io combatto in continuazione tutti questi stereotipi. È importante fare evolvere i propri sensi, saper sentire, vedere, accorgersi della bellezza delle cose che abbiamo intorno, ascoltare la voce della gente, i racconti delle persone, i suoni nell´aria. L´improvvisazione è creatività: se riuscissimo a mettere più creatività nella nostra vita, probabilmente saremmo molto più felici. Invece, purtroppo viviamo in un´era di grande infelicità e di grande paura, proprio perché non coltiviamo dentro di noi il seme della creatività».

Da un punto di vista più tecnico, il jazz l´ha aiutata a maturare la sua vocalità?
«Di sicuro il jazz tecnicamente mi ha aiutata tanto. Mi ha insegnato a condividere. Mi ha insegnato che la musica non si fa da soli, ma insieme ad altri. Il fatto di lavorare con musicisti molto diversi fra loro mi ha dato la possibilità di continuare a far muovere la mia personalità, di prendere informazione dagli altri».

Perché questo omaggio a Billie Holiday?
«Billie per me è come l'amica del cuore a cui ci si rivolge quando ci si trova di fronte a quei maledetti bivi della vita. Non era una grande voce. Era un grande megafono di racconti e di emozioni. Il suo modo di usare la voce era pieno di sentimento, inconsapevole e travolgente. Ci ha insegnato che il jazz non è solo musica, ma un´espressione pura di vita e ci ha lasciato in eredità una chiave interpretativa unica e innovativa: la parola cantata e suonata. Ultimamente, preparando un nuovo progetto di jazz, mi sono resa conto che stavo scegliendo tutti brani che aveva interpretato Billie Holiday. Alla fine ho preso il coraggio di dichiarare questa mia venerazione e amicizia nei suoi confronti».

Quali brani canterà nel concerto di Torino?
«Dai tantissimi brani che Billie Holiday sceglieva di interpretare ho estrapolato quelli in cui lei canta l´amore, per raccontare un lato del suo carattere, il suo modo "maledetto" di vivere la vita, perché i suoi amori sono stati quasi tutti molto sfortunati. Attraverso l´amore riesco a raccontare un po´ della sua vita semplicemente cantando. Però con grande ironia, perché Billie aveva la capacità di ridere molto di se stessa». (a.c.)




mercoledì 26 ottobre

Sala Cinquecento del Lingotto ore 21 - serie pari
Rossana Casalevoce
Luigi Bonafede pianoforte
Aldo Mellacontrabbasso
Francesco Sotgiubatteria
Roberto Regissassofono

BILLIE HOLIDAY IN ME
Torna all'articolo

Navigare in musica