ottobre 2005

teatro regio


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Un cast di specialisti per l'intensa vocalità di Verdi

Gazale Alberto

Solo la magia del teatro d´opera può far sì che un´interprete nata in Val d´Arzino (Friuli) possa vestire i panni di una principessa etiope: ma la cosa a ben vedere stupisce solo fino a un certo punto. Fiorenza Cedolins è infatti una delle migliori voci italiane degli ultimi anni, un soprano dal timbro limpido, cresciuta con il repertorio belcantistico ma del tutto consona anche a quello naturalistico per il particolare peso dato al testo. Un carattere bifronte rinvenibile, dall´altra parte, anche nel teatro di Verdi del periodo che va da La forza del destino fino all´opera egizia, dove la vocalità ha bisogno sia di eleganza nel canto sia di un´incisività nella parola che anticipa il teatro verista. Ecco allora che la Cedolins, già affermata cantante, proprio debuttando nella parte di Aida al San Carlo di Napoli nel 1998, è stata proiettata molto in alto nel firmamento vocale. Si tratta di un ruolo che il soprano in questi anni ha sedimentato portandolo in numerosi teatri, fra cui merita ricordare il Metropolitan di New York l´anno scorso e precedentemente l´Arena di Verona. Di certo spingersi verso i «Cieli azzuri» nel grande teatro romano all´aperto non è uno scherzo. «Ritorna vincitor!… E dal mio labbro uscì l´empia parola! Vincitor del padre mio...» dice Aida, pensando all´amato Radamès ed esplicitando per la prima volta il suo profondo conflitto. Nei panni del capitano egiziano, all´Aida napoletana del 1998, partecipava Walter Fraccaro, che ritroviamo anche in questa produzione. «Verdi t´insegna a cantare, e se non si sa cantare è difficile uscire vivi dalle sue partiture.

Marianne Cornetti

Questo per me lo mette un gradino sopra tutti gli altri…» disse una volta Fraccaro, tenore di razza italiana, timbro argenteo e acuti sicuri, ma poco incline ai funambolismi vocali, e che fino a un paio di anni fa lavorava più all´estero che nel nostro paese. Oltre Radamès, personaggi verdiani ne ha già interpretati parecchi: Riccardo, Don Carlo, Manrico, Foresto.
Tra la coppia multietnica si staglia la figura di Amneris, una delle parti più coinvolgenti scritte da Verdi per la voce di mezzosoprano: ruolo impervio, e non solo vocalmente, affrontato da Marianne Cornetti. Figlia d´arte, la cantante statunitense ha mezzi vocali di prim´ordine e un indubbio temperamento che, nel corso degli ultimi tempi, le hanno permesso di imporsi nei ruoli verdiani più impegnativi, come questo. Anzi, per le sue qualità probabilmente non ha ancora raggiunto i vertici di notorietà che potrebbe meritare. Altro antagonista della coppia è il padre di Aida, e nei panni di Amonasro re d´Etiopia troviamo Alberto Gazale, baritono che al carattere unisce un notevole registro acuto. Sono doti essenziali per molte parti scritte da Verdi per questo registro, e non a caso Muti ha voluto Gazale con sé nel ruolo di Rigoletto.
Intorno al quadrilatero dei protagonisti dovrebbero assieparsi i ruoli cosiddetti minori ma in Aida, com´è stato osservato, «i sacerdoti sono il motore dell´azione». Ecco che un bravo cantante come Giorgio Surian nei panni di Ramfis potrà sfoggiare un fraseggio autorevole e sapienza scenica, doti acquisite attraverso la sua grande esperienza. Completano il cast Alfredo Zanazzo, nel ruolo del re d´Egitto e Carlo Bosi nelle vesti di un messaggero di lusso, visto che questo tenore sa imprimere alle parti brevi lo spessore di un vero personaggio, per finire con Anna Malavasi nel ruolo della sacerdotessa, temibile almeno per il fatto di essere stato interpretato nel passato da grandissime voci come Stich Randall, Sutherland, Sighele, Ghazarian, Ricciarelli, Valentini Terrani. (l.d.f.)

Un secondo cast può riservare sempre delle sorprese e far ritrovare esperte conoscenze: Micaela Carosi, per esempio, è una cantante che ha i suoi punti di forza nella sicurezza del registro acuto e nella duttilità del fraseggio, e sa rendere il suo canto ricco di sfumature. Tra i ruoli verdiani che ha già interpretato – Elisabetta di Valois, Amelia, Abigaille –, Aida è quello che canta più spesso e certo si divertirà, lei così teatrale nella recitazione, a lavorare con un regista come Friedkin. Ritroviamo poi quel "fedele guerrier" di Nicola Martinucci, una delle voci più solide del canto italiano, che dopo tre decenni di palcoscenico appare ancora una sicurezza nei panni di Radamès per i teatri, che lo preferiscono a colleghi più giovani. Mezzosoprano dall´ottima tecnica appresa nelle scuole di musica statunitense, Carolyn Sebron sa usare la voce imprimendo un´inconsueta carica vitale ai suoi personaggi: nella parte di Amneris troverà certo notevoli stimoli. Con un repertorio che da Donizetti arriva a Berg, Luca Grassi è un giovane baritono che affronterà con la sua indubbia versatilità la parte di Amonasro; per Ramfis arriva invece dal repertorio belcantistico di Rossini, Donizetti e Bellini Riccardo Zanellato, che il pubblico torinese già conosce e che è considerato una delle voci emergenti del panorama italiano.