di Paola Giunti
Mondo della cultura e mondo delle imprese, due universi che sempre più spesso si incrociano, si incontrano, collaborano. Due punti di vista emblematici, quello di Fausto Marchionni, Amministratore Delegato e Direttore Generale Fondiaria-Sai, e quello di Walter Vergnano, Sovrintendente del Teatro Regio.
Professor Marchionni, quale dev´essere secondo lei il
ruolo del "privato" nella cultura?
«Credo che la condivisione di progetti culturali sia un impegno prioritario
per il mondo dell´impresa. Oggi il successo e la credibilità
di un´azienda non dipendono soltanto da fattori come competitività
e redditività, ma anche da valori intangibili come la reputazione,
l´immagine e l´affidabilità, elementi che concorrono
a formare la dimensione etica di un´impresa. A questo proposito
il Gruppo Fondiaria-Sai avverte da sempre la responsabilità di
creare non solo valore economico, ma anche valore etico: oltre agli azionisti,
il nostro punto di riferimento sono i clienti, i dipendenti, le pubbliche
amministrazioni, le comunità locali, gli enti attivi sul territorio
e l´intera società civile, ai quali dobbiamo dimostrare la
sensibilità e l´attenzione di un grande gruppo assicurativo
verso il patrimonio più prezioso che abbiamo, quello culturale.
La collaborazione con il Teatro Regio si inserisce proprio in una prospettiva
di responsabilità sociale d´impresa, ma mi preme sottolineare
che questa operazione non entra in una banale logica di sponsorship: si
tratta di un "appoggio etico", dell´adesione e condivisione
di un obiettivo culturale».
Come riuscite ad affermare la Responsabilità Sociale d´Impresa?
«Anzitutto attraverso la Fondazione Fondiaria-Sai, che eroga
contributi nel settore socio-assistenziale e culturale. A questo proposito
le dico che credo molto nella "cultura della solidarietà",
un atteggiamento etico ancor prima che di contributo economico, che deve
permeare tutte le decisioni e le iniziative della nostra Fondazione. La
vocazione del nostro Gruppo per la responsabilità sociale è
però anche testimoniata dalla decisione di pubblicare nei prossimi
mesi il primo Bilancio Sociale, uno strumento che profila in modo trasparente
la pratica della Corporate Social Responsibility. I principi che ispirano
il Gruppo Fondiaria-Sai e la sua Fondazione, inoltre, sono formalizzati
in un Codice Etico, nel quale autodiscipliniamo la nostra etica professionale
anche in relazione alla comunità in cui operiamo».
Sovrintendente Vergnano, il Teatro Regio è una Fondazione
finanziata dalle istituzioni ma anche da società private. Che cosa
è cambiato con il loro ingresso?
«Nel 1999, con la creazione della Fondazione, ci è stata
offerta la straordinaria opportunità di allacciare rapporti con
il sistema economico e finanziario del territorio. Ci siamo confrontati
con una cultura nuova, che ha portato – anche nel consiglio di amministrazione
– un arricchimento della governance del Teatro. Il nostro rapporto con
il mondo aziendale si concreta nell´assunzione di criteri e strategie
aziendali all´interno del nostro organismo che, con 350 dipendenti
e 43 milioni di euro di bilancio annuo, può essere considerata
un´azienda di medie dimensioni. Quest´impostazione ci ha consentito
di ottimizzare la gestione delle risorse umane, raggiungendo gli obiettivi
– che rimangono culturali – in modo più puntuale. Alle imprese
non abbiamo chiesto di contribuire solo finanziariamente, ma anche di
condividere un progetto culturale: in sei anni di Fondazione non mi è
mai capitato di ricevere pressioni esterne per modificare la programmazione
artistica, ma siamo stati stimolati in vario modo a una gestione più
efficiente ed efficace».
Che cosa si intende per "condivisione di un progetto culturale"?
«L´esperienza con il Gruppo Fondiaria-Sai nasce esattamente da questo
spirito di progettualità condivisa a favore di Torino e del territorio
piemontese. Grazie a un rapporto che si è approfondito negli anni
abbiamo capito che avevamo lo stesso obiettivo, quello di rendere un servizio
migliore alla città, dimostrando di essere radicati nel suo tessuto
culturale e impegnati nel suo rilancio. Così è nata la collaborazione
per la serata inaugurale del 2004 e così prosegue la nostra importante
partnership per l´inaugurazione della nuova stagione con Aida. Il
consolidamento di un´alleanza intorno a uno dei più importanti
appuntamenti culturali della Città credo sia il segno tangibile
che è possibile condividere, mettendo a frutto le proprie specifiche
competenze e capacità, un progetto che vada a vantaggio di tutta
la comunità».
Le conferenze del regio 2005-2006
Incontri con l´opera Anche la Stagione 2005-2006 è accompagnata dal ciclo Le conferenze del Regio, una trentina di appuntamenti tra Incontri con l´Opera, Anniversari, Presentazioni editoriali e discografiche, nel corso dei quali si avvicendano al microfono alcune delle firme più brillanti della critica musicale italiana, dei nomi più illustri della musicologia e degli artisti più celebri delle scene internazionali, all´insegna del solito saporito equilibrio tra storia e attualità, critica e cronaca.
mercoledì 5 ottobre
Aida
Giorgio Pestelli
mercoledì 2 novembre
L´Histoire de Manon
Elisa Guzzo Vaccarino
mercoledì 7 dicembre
Il turco in Italia
Marco Beghelli
mercoledì 11 gennaio
Manon Lescaut
Michele Girardi
mercoledì 8 marzo
Carmen
Enzo Restagno
mercoledì 5 aprile
Il console
Luca Scarlini
mercoledì 26 aprile
Il ratto dal serraglio
Paolo Gallarati
mercoledì 7 giugno
Don Carlo
Daniele Spini