di Alexander Balanescu
Venerdì 28 ottobre prende il via la settima edizione del Piccolo Regio Laboratorio. Alexander Balanescu in compagnia del suo Quartetto e delle percussioni di Steve Argüelles racconta la storia di Maria Tanase (1913-1963), cantante e attrice, talento complesso e icona della cultura rumena, che partecipa virtualmente allo spettacolo attraverso le immagini elaborate dal videoartista austriaco Klaus Obermaier.
Ritengo questo progetto molto ambizioso. Prendendo spunto dall´album
Luminitza per il quale ho attinto elementi della musica folk dell´Est
europeo, per Maria T. ho preso le canzoni da lei interpretate come basi
per nuove composizioni. Non avevo alcuna intenzione di fare arrangiamenti
e trascrizioni di materiale etnico, ma volevo invece sviluppare un nuovo
linguaggio personale attraverso la mia particolare prospettiva musicale
(con influenze classiche, jazz, elettroniche e in genere molto eclettiche).
Sono partito con l´obiettivo di ottenere una gran varietà
sonora nel rapporto con le differenti canzoni/composizioni, sottolineando
le affinità tra la cultura e la musica dei nostri giorni e quella
dell´epoca in cui Maria è vissuta. In altre parole, ho scelto
soprattutto di usare gli aspetti più attuali della sua vocalità,
combinandoli con materiale live. Le nuove tecnologie hanno facilitato
questo incontro per me emozionante.
Ho scelto di lavorare con determinate canzoni per ragioni diverse, ma
soprattutto per affinità emotive. A dispetto del suo leggendario
status di star in Romania, credo che Maria Tanase abbia le potenzialità
per essere ancor più estesamente conosciuta. Possedeva un´autentica
gran voce con una moltitudine di nuances espressive, dal teatrale all´operistico.
Dalla mia ricerca ho appreso che era una personalità molto interessante,
proveniente da un background economicamente svantaggiato dal quale spese
tutta la sua vita per fuggire. Questo è stato il motore principale
nella sua implacabile e appassionata ricerca di un´identità.
E il suo percorso di crescita le è stato talvolta indicato da persone
speciali, come Harry Brauner, eminente musicologo e collezionista di folk
music che indirizzò il suo repertorio e la sua carriera in generale.
Maria Tanase era molto glamorous, visse la vita in pieno, e come tutti
i grandi artisti cantò per la sua gioia personale, cantò
i suoi dolori e le sue aspirazioni.
Secondo me le sue canzoni incarnano alla perfezione l´anima della
poesia e della filosofia rumena. Negli ultimi anni ho compreso quanto
importante sia l´aspetto visivo delle performance musicali e in
particolare per questo progetto l´aspetto visivo è diventato
essenziale, vista l´assenza fisica del cantante – che normalmente
focalizza l´attenzione del pubblico – pur onnipresente in ogni altro
aspetto. Per la parte scenica dello spettacolo ho lavorato insieme al
videoartista Klaus Obermaier con l´intenzione di suggerire all´audience
lo "spirito" di Maria Tanase attraverso l´uso della luce
e le videoproiezioni. È stato molto importante poter attingere
ad archivi televisivi e sequenze cinematografiche degli anni Cinquanta
e Sessanta. Klaus ha scelto un approccio poetico, traendo ispirazione
dai testi delle canzoni, dai patterns e dalle texture delle arts & crafts
tradizionali rumene e dall´atmosfera culturale e politica della
Romania durante la Seconda Guerra Mondiale e la transizione verso il Comunismo.
Al pari di Maria Tanase, la cultura stessa della Romania diventa il vero
soggetto dello spettacolo. Attraverso la sua vita e la sua opera lei arriva
a riflettere e a ridefinire le complesse e meravigliose contraddizioni
dell´anima rumena.