ottobre 2005

le idee


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Glenn Gould? Non era poi così strano
Segreti e leggende sul mitico pianista canadese

di Kevin Bazzana

Glenn Gould

Riportiamo alcuni stralci dell´intervista rilasciata a Radio3 Suite da Kevin Bazzana, musicologo canadese, autore del recente Mirabilmente singolare. Racconto della vita di Glenn Gould pubblicato dalle Edizioni e/o nella traduzione italiana di Silvia Nono (pp. 550, 16 euro).

Una delle principali ragioni per le quali ho scritto questo libro è che le biografie precedenti non prendevano sufficientemente in considerazione la prima parte della vita di Gould. Credo che gli altri biografi, americani, non comprendessero quanto fosse significativo crescere a Toronto nella prima parte del Novecento, tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta. A quell´epoca Toronto era una città assolutamente vittoriana, molto tranquilla, con codici religiosi e morali decisamente sentiti; e i genitori di Gould erano persone devote, con un´etica molto rigida. Un ambiente come questo influenzò non soltanto la personalità di Gould, ma anche le sue idee musicali: il giovane Glenn crebbe diventando molto razionale, piuttosto sobrio, con un atteggiamento di forte sospetto nei confronti di cose come la sensualità, e dunque amò sempre musica con componenti fortemente razionali, come quella di Bach o la produzione dodecafonica di Schoenberg. Fu sempre molto sospettoso anche nei confronti di quelli che chiamava "valori mediterranei", come l´opera italiana, la musica francese e così via: per lui erano troppo sensuali. Molti fan di Glenn Gould in giro per il mondo pensano che avesse un carattere assolutamente singolare per un musicista classico; ma chi sa come fosse Toronto negli anni Trenta e Quaranta capisce invece che Gould non era affatto singolare e, anzi, per molti aspetti era un torontiano molto tipico – silenzioso, piuttosto moralista, ragionevole, educato, discreto.
[…] In molti casi le sue eccentricità sono state esagerate nel corso degli anni e molte storie su Gould tendono a essere più intense di quanto lo fosse la realtà: l´ho scoperto parlando con gente che ebbe contatti con lui in circostanze private. Se si parla con persone che conobbero Gould solo occasionalmente, si sente raccontare di un uomo piuttosto eccentrico. Ma quando era a casa, a proprio agio, in una situazione di tranquillità, allora Gould era assolutamente normale. Un esempio è il suo rifiuto a concedere una stretta di mano: da qualcuno può essere considerato eccentrico, ma in realtà Gould si comportava così solo in circostanze nelle quali non conosceva le persone con le quali aveva a che fare: se voi foste andati nel suo camerino senza che lui vi conoscesse non vi avrebbe stretto la mano. Ma ai suoi amici stringeva spesso la mano e talvolta era il primo ad allungare il braccio se si trovava di fronte a qualcuno che conosceva bene e che sapeva che sarebbe stato garbato.
[…] Gould fu sempre attratto da diversi tipi di tecnologie – anche suo padre, ho scoperto, era sempre stato interessato alla radio e alle tecniche di registrazione. Spiegò che la radio era il suo media preferito e questo non dovrebbe stupire perché tutte le sue relazioni con la musica furono sempre molto private. Non fu mai interessato ai concerti, ai teatri d´opera, ai risvolti pubblici della musica: aveva una relazione interna, privata, con il mondo dei suoni. Alcune delle sue prime esperienze con la musica avvennero attraverso la radio e le registrazioni, e credo che anche quando realizzava i propri programmi radiofonici Gould pensasse di attivare una comunicazione molto privata tra sé e gli ascoltatori, in modo più diretto, più intenso di come fosse possibile fare in una sala da concerto.
[…] Ci sono diverse ragioni che spiegano il successo planetario di Gould. Una di queste è che lui fu noto al proprio pubblico soltanto attraverso dischi, registrazioni e programmi radiotelevisivi, il che comportò che la sua carriera professionale progredì senza che ci fosse bisogno della sua presenza come concertista o come ospite di show televisivi in diretta. Così, quando lui morì, non cambiò molto nella percezione collettiva che si aveva di Gould e per molti anni il Maestro ha continuato a essere accessibile ai suoi fan esattamente allo stesso modo. Molti esecutori hanno bisogno di promuovere la propria immagine attraverso concerti e altre apparizioni pubbliche; non avendo mai avuto questa necessità, Gould non smise di fare carriera quando morì. Un´altra ragione è che Gould era così particolare nelle sue esecuzioni che le sue registrazioni suonano sempre inusuali, originali, uniche, indipendentemente dal tempo che passa e dalla quantità di altri musicisti che incidono dischi: Gould suona "strano" e c´è costantemente una nuova generazione di ascoltatori che sentono Gould per la prima volta e lo trovano diverso, singolare; così, dunque, i suoi fan crescono in continuazione. E poi c´è la sua personalità, perché, pur considerando ciò che si diceva prima, non ci sono dubbi sul fatto che Gould fosse un musicista molto particolare. In più, Gould è sempre stato preso seriamente in considerazione come pensatore musicale: da sempre lo si considera più di un semplice pianista.