di Kevin Bazzana
Riportiamo alcuni stralci dell´intervista rilasciata a Radio3 Suite da Kevin Bazzana, musicologo canadese, autore del recente Mirabilmente singolare. Racconto della vita di Glenn Gould pubblicato dalle Edizioni e/o nella traduzione italiana di Silvia Nono (pp. 550, 16 euro).
Una delle principali ragioni per le quali ho scritto questo libro è
che le biografie precedenti non prendevano sufficientemente in considerazione
la prima parte della vita di Gould. Credo che gli altri biografi, americani,
non comprendessero quanto fosse significativo crescere a Toronto nella
prima parte del Novecento, tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta. A
quell´epoca Toronto era una città assolutamente vittoriana,
molto tranquilla, con codici religiosi e morali decisamente sentiti; e
i genitori di Gould erano persone devote, con un´etica molto rigida.
Un ambiente come questo influenzò non soltanto la personalità
di Gould, ma anche le sue idee musicali: il giovane Glenn crebbe diventando
molto razionale, piuttosto sobrio, con un atteggiamento di forte sospetto
nei confronti di cose come la sensualità, e dunque amò sempre
musica con componenti fortemente razionali, come quella di Bach o la produzione
dodecafonica di Schoenberg. Fu sempre molto sospettoso anche nei confronti
di quelli che chiamava "valori mediterranei", come l´opera
italiana, la musica francese e così via: per lui erano troppo sensuali.
Molti fan di Glenn Gould in giro per il mondo pensano che avesse un carattere
assolutamente singolare per un musicista classico; ma chi sa come fosse
Toronto negli anni Trenta e Quaranta capisce invece che Gould non era
affatto singolare e, anzi, per molti aspetti era un torontiano molto tipico
– silenzioso, piuttosto moralista, ragionevole, educato, discreto.
[…] In molti casi le sue eccentricità sono state esagerate nel
corso degli anni e molte storie su Gould tendono a essere più intense
di quanto lo fosse la realtà: l´ho scoperto parlando con
gente che ebbe contatti con lui in circostanze private. Se si parla con
persone che conobbero Gould solo occasionalmente, si sente raccontare
di un uomo piuttosto eccentrico. Ma quando era a casa, a proprio agio,
in una situazione di tranquillità, allora Gould era assolutamente
normale. Un esempio è il suo rifiuto a concedere una stretta di
mano: da qualcuno può essere considerato eccentrico, ma in realtà
Gould si comportava così solo in circostanze nelle quali non conosceva
le persone con le quali aveva a che fare: se voi foste andati nel suo
camerino senza che lui vi conoscesse non vi avrebbe stretto la mano. Ma
ai suoi amici stringeva spesso la mano e talvolta era il primo ad allungare
il braccio se si trovava di fronte a qualcuno che conosceva bene e che
sapeva che sarebbe stato garbato.
[…] Gould fu sempre attratto da diversi tipi di tecnologie – anche suo
padre, ho scoperto, era sempre stato interessato alla radio e alle tecniche
di registrazione. Spiegò che la radio era il suo media preferito
e questo non dovrebbe stupire perché tutte le sue relazioni con
la musica furono sempre molto private. Non fu mai interessato ai concerti,
ai teatri d´opera, ai risvolti pubblici della musica: aveva una
relazione interna, privata, con il mondo dei suoni. Alcune delle sue prime
esperienze con la musica avvennero attraverso la radio e le registrazioni,
e credo che anche quando realizzava i propri programmi radiofonici Gould
pensasse di attivare una comunicazione molto privata tra sé e gli
ascoltatori, in modo più diretto, più intenso di come fosse
possibile fare in una sala da concerto.
[…] Ci sono diverse ragioni che spiegano il successo planetario di Gould.
Una di queste è che lui fu noto al proprio pubblico soltanto attraverso
dischi, registrazioni e programmi radiotelevisivi, il che comportò
che la sua carriera professionale progredì senza che ci fosse bisogno
della sua presenza come concertista o come ospite di show televisivi in
diretta. Così, quando lui morì, non cambiò molto
nella percezione collettiva che si aveva di Gould e per molti anni il
Maestro ha continuato a essere accessibile ai suoi fan esattamente allo
stesso modo. Molti esecutori hanno bisogno di promuovere la propria immagine
attraverso concerti e altre apparizioni pubbliche; non avendo mai avuto
questa necessità, Gould non smise di fare carriera quando morì.
Un´altra ragione è che Gould era così particolare
nelle sue esecuzioni che le sue registrazioni suonano sempre inusuali,
originali, uniche, indipendentemente dal tempo che passa e dalla quantità
di altri musicisti che incidono dischi: Gould suona "strano"
e c´è costantemente una nuova generazione di ascoltatori
che sentono Gould per la prima volta e lo trovano diverso, singolare;
così, dunque, i suoi fan crescono in continuazione. E poi c´è
la sua personalità, perché, pur considerando ciò
che si diceva prima, non ci sono dubbi sul fatto che Gould fosse un musicista
molto particolare. In più, Gould è sempre stato preso seriamente
in considerazione come pensatore musicale: da sempre lo si considera più
di un semplice pianista.