settembre 2005

torino settembre musica


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Reggio, tre film contro la tecnologia
Le musiche di Philip Glass, colonne sonore d´eccezione

di Alberto Bosco

Philip Glass

Nel Prometeo incatenato a un certo punto si legge: «La tecnica è di gran lunga più debole della necessità». E necessità è Ananke, ossia quella suprema potenza che custodisce le leggi della natura e così facendo mantiene il cosmo nel suo ordine e nei suoi limiti. Questo si poteva dire ai tempi di Eschilo, quando l´avventura dell´uomo era ancora ai suoi inizi. Oggi, quanti se la sentirebbero di giurare su questa verità che sembrava eterna?
I due termini della contesa si sono scambiati le parti: nell´età della tecnica è la natura governata dalla necessità a ritirarsi di fronte allo strapotere dell´uomo. O almeno così ci illudiamo che sia, visto che, stando a Eschilo, Prometeo è pur sempre incatenato a una roccia, cioè alla terra. Eppure noi uomini moderni questa catena la sentiamo sempre di meno, anzi per noi non esiste più. A tal punto siamo inebriati dal potere tecnico che siamo ancora convinti di essere noi a servirci della tecnica, quando al contrario è questa a cambiare noi. Un pesce non si accorge di essere nell´acqua: così l´uomo civilizzato è l´ultimo a rendersi conto di che cosa sia realmente la tecnologia e di come agisca su di lui.
Con questo paragone, il regista americano Godfrey Reggio spiega il senso della sua Qatsi-Trilogy, un´opera celebrata dai cinefili di ogni paese, che si compone di tre film il cui intento è quello di aprire gli occhi dell´uomo occidentale sugli effetti della deriva tecnologica che ha ormai cambiato definitivamente il suo modo di stare al mondo e sta ora cambiando altrettanto definitivamente il mondo stesso, con le sue creature e gli altri esseri umani che lo abitano. I tre film portano dei titoli in lingua Hopi e sono Koyaanisqatsi (1983), che in italiano significa qualcosa come "vita squilibrata", Powaqqatsi (1987), traducibile con "vita in trasformazione", e Naqoyqatsi (2003), "vita come guerra". Il primo si concentra sullo scontro tra natura e mondo tecnologico; il secondo affronta gli effetti di quest´ultimo sulle culture più tradizionali del Sud del pianeta; nel terzo film, infine, l´orizzonte tecnologico rimane l´unico spazio abitato dall´uomo. Così, la trilogia si conclude con uno sguardo sulla tecnologia dal suo interno, essendo impossibile concepire per l´uomo moderno un altro habitat ed essendosi la realtà sempre più dissolta sotto gli effetti della digitalizzazione. Come fa però Reggio a raccontare criticamente la vita alterata dalla tecnologia attraverso la forma d´arte più compromessa con quella condizione, cioè il cinema? Ebbene Reggio riesce nell´intento rivoluzionando il linguaggio cinematografico tradizionale, eliminando dalle sue risorse quelle che più possono manipolare la coscienza dello spettatore: i dialoghi, gli attori e la trama. Restano cioè solo le immagini a farsi carico del messaggio del film, che Reggio intende lasciare il più possibile aperto. Le immagini, e la musica beninteso. Che è quella di Philip Glass, le cui partiture per Qatsi-Trilogy sono uno degli esempi più riusciti di collaborazione tra un compositore e un regista. Già, perché non c´è linguaggio migliore di quello automatico del minimalismo per assecondare senza sovrapposizioni le immagini in movimento di Reggio; esperienza ancor più coinvolgente quando, come a Torino, le musiche sono eseguite dal vivo dallo stesso Glass e dal suo Ensemble. Sempre nel segno del fecondo rapporto tra musica minimale e arti visive, è da non perdere anche l´appuntamento del 19 settembre al Museo del Cinema: qui il protagonista sarà il padre stesso del minimalismo, colui che nel 1964 diede inizio a questa grande corrente: Terry Riley. Al suo fianco l´inesauribile Stefano Scodanibbio, il più geniale contrabbassista dai tempi di Bottesini.


lunedì 12 settembre

KOYAANISQATSI
(Vita squilibrata)


martedì 13 settembre

POWAQQATSI
(Vita in trasformazione)

mercoledì 14 settembre

NAQOYQATSI
(Vita come guerra)
Film di Godfrey Reggio
Musiche di Philip Glass
Philip Glass
Philip Glass Ensemble
Michael Riesman
direttore
Auditorium del Lingotto ore 21


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