Non senza emozione presentiamo al nostro pubblico i concerti della stagione 2005-2006: la stagione del ritorno dell´Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nella sua sede storica, l´Auditorium di via Rossini. La nostra azienda e la sua Orchestra recuperano e pongono a disposizione di tutta la città un edificio antico e glorioso, che in un secolo e mezzo di vita ha mutato più volte il suo aspetto dedicandosi presto e pressoché irreversibilmente alla musica. Variamo questo cartellone senza poter precisare il giorno in cui la nostra orchestra tornerà a riempire di suoni l´Auditorium Rai. Ci prepariamo quindi, se sarà necessario, ad aprire la stagione ancora una volta al Lingotto, la sala che ci ha accolto in questi anni e alla quale cercheremo in qualche modo di rimanere legati anche in futuro. Per questo chiediamo agli abbonati di scegliere i loro posti in entrambe le sale. Non appena ci saranno consegnate le chiavi della nostra casa recuperata, Orchestra e pubblico si trasferiranno in via Rossini. Apriamo comunque la stagione con un concerto speciale, che doniamo ai nostri abbonati per ringraziarli della fedeltà e della disponibilità che ci hanno dimostrato in questi primi undici anni della nostra storia. L´auspicio è che già allora Rafael Frühbeck de Burgos possa restituire alla musica l´Auditorium Rai con Verdi e Beethoven. Se invece per le prime settimane saremo ancora al Lingotto, considereremo questo concerto come un augurio e una promessa, quasi una inaugurazione morale della sala ritrovata. In questa prospettiva abbiamo costruito una stagione specialmente festosa. Grandi interpreti e promesse, nomi nuovi e vecchi amici, con ben sette produzioni con coro e solisti, compreso il concerto fuori abbonamento, in massima parte affidate ai tre direttori principali del nostro formidabile tridente e variamente rappresentative dei temi che guidano il cartellone: un grande impegno per il Coro «Maghini», coinvolto sempre più intensamente nelle nostre attività in una crescita qualitativa che non dà segno di volersi arrestare, e ancora una presenza del Coro del Teatro Regio, una collaborazione alla quale non intendiamo rinunciare, tanto per la qualità straordinaria alla quale questi artisti amici ci hanno abituato, quanto per il legame quasi di parentela che sentiamo verso la massima istituzione musicale espressa dalla città che ci ospita. Diamo com´è giusto uno spazio speciale a Mozart, per il suo duecentocinquantesimo compleanno: lo indaghiamo nelle grandi partiture sacre dell´ultimo periodo, proponendole com´è nostro costume in approcci interpretativi diversi, per meglio aiutarci a ricostruire un quarto di millennio di presenza nella nostra cultura e nei nostri affetti del compositore più amato e amabile di tutta la storia della musica. Lo stesso per la produzione strumentale, che fotografa ancora una volta il grande decennio viennese a distanza ravvicinata con un concerto dedicato al Mozart prodigioso della primissima giovinezza, affidato non per caso all´interpretazione di due giovani. Tanti auguri anche a Dmitrij S?ostakovic?: cento anni dalla nascita del musicista che ha più profondamente segnato il sinfonismo del secolo scorso. E un grande abbraccio a Mahler, nostro amico da sempre, attraverso alcuni dei suoi capolavori massimi, e in particolare con le due settimane consecutive dedicate da Jeffrey Tate alla sua ultima stagione, allineando in successione due partiture sublimi e profondamente connesse l´una all´altra, il Canto della terra e la Nona sinfonia. E una presenza imponente dell´Ottocento italiano, fotografato dagli altri due nostri direttori nelle partiture sacre che meglio lo rappresentano, lo Stabat Mater di Rossini, con cui Frühbeck de Burgos con una seconda inaugurazione darà il via alla stagione ufficiale, e la Messa da Requiem di Verdi, per Gianandrea Noseda. Ancora Rafael Frühbeck de Burgos, coniugando scelte austere e coltissime con il repertorio più popolare, per un´altra tappa della sua ricognizione del Brahms sinfonico-corale e per una riproposta di una partitura fra le più amate del Novecento, i Carmina Burana di Carl Orff. Non manca la proposta contemporanea, a collegare alla stagione in abbonamento l´impegno eccezionalmente intenso del ciclo Rai NuovaMusica, che per l´edizione 2005 è valso alla nostra Orchestra il Premio «Franco Abbiati» per la migliore iniziativa musicale, e che anche quest´anno verrà ad aggiungersi all´attività ordinaria, contribuendo al pari di altre manifestazioni speciali alle accoglienze offerte da Torino alle Olimpiadi Invernali. Una vocazione tutta nostra, che ci procura un altro altissimo onore: l´invito al Festival di Salisburgo, per la prima europea della nuova versione di Gogo no Eiko di Hans Werner Henze, nell´estate 2006, a coronamento di un anno di attività destinato a rimanere nella nostra storia come un punto di svolta, quasi un nuovo inizio.
Daniele Spini direttore artistico
Rai NuovaMusica 2006
7 concerti di musica contemporanea dal 10 al 31 marzo 2006
Auditorium Rai - Torino
Quattro concerti sinfonici
Tre concerti di musica da camera
Prime esecuzioni assolute
Prime esecuzioni in Italia
Commissioni dell´Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Rai NuovaMusica 2006 è inserita nel progetto Olimpiadi della
Cultura Il programma dettagliato dei concerti con le informazioni relative
alle condizioni di abbonamento e biglietteria sarà pubblicato
entro dicembre 2005.