settembre 2005

unione musicale


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Unione Musicale, sessant´anni

di Alberto Papuzzi

Unione Musicale

ĞAvevo avuto per caso una tessera per un concerto della ProCultura Femminile. Mi ricordo ancora del pianista di quella sera, Walter Schaufuss Bonini, che fu anche fischiato, poveretto. Io finii in una poltrona numerata centrale del Conservatorio in mezzo a una quantità di belle signore, tra l´altro un pochino sur l´age, e mi chiesi: ma lo studente che vuole andare ai concerti nel suo ambiente, come fa? Dove va? Il mattino dopo ne parlai ai miei compagni della 2a C del Cavour e decidemmo di fondare quella che chiamammo Associazione Studentesca Amici della Musicağ. Così, in un´intervista, Giorgio Balmas ha raccontato la nascita dell´Unione Musicale. I giovani fondatori ignoravano l´esistenza della Società degli Amici della Musica di Torino, la cui attività era stata interrotta dalla Guerra; quando, di lì a poco, ne vennero informati cambiarono la denominazione della loro associazione, per evitare confusioni. Il primo concerto il 23 marzo 1946 al Salone Principessa Clotilde, con la violinista Liliana Cumino e i pianisti Elisa Ravazzini e Ettore Manco, impegnati in musiche di Bach, Beethoven, Vivaldi, Marcello, Veracini, Albéniz, Granados e Ries. Lo spirito d´avventura che diede vita all´Unione Musicale rispecchiava il clima e la cultura di un´epoca in cui tutto poteva cambiare, perché ci si era lasciati alle spalle il fallimento di un regime e la catastrofe della Guerra. Nelle edicole torinesi era riapparsa "La Stampa" con la dizione "Nuova", nelle sale cinematografiche si andava a vedere Joan Fontaine in Sospetto di Hitchcock, al Teatro Lirico si era riaperta la stagione operistica, al Teatro Carignano serata in onore di Ruggiero Ruggeri, il sabato sera si potevano contare una dozzina di veglioni, con l´Orchestra di Cinico Angelini che si esibiva al Gay Danze. L´immediato dopoguerra aveva visto anche sorgere l´Unione Culturale, per iniziativa dell´antifascista Franco Antonicelli, intellettuale liberale, poeta lieve, che aveva presieduto il CLN del Piemonte, e aveva fatto parte del circolo di Augusto Monti, al Liceo D´Azeglio, con Leone Ginzburg, Cesare Pavese e Bobbio, Foa, Mila, Einaudi. Qui si saldava il legame con una tradizione che risaliva alla lezione di Piero Gobetti, editore dei montaliani Ossi di seppia; non a caso è Antonicelli a pubblicare, per i tipi di Da Silva, nel 1947, Se questo è un uomo di Primo Levi (bocciato dagli einaudiani). L´Orchestra della Rai aveva ripreso i concerti, dopo trasferimenti e vicissitudini, e il 25 marzo 1946 - a due sere dalla prima uscita dell´Unione Musicale - poteva esibire Goffredo Petrassi che dirigeva il suo Coro di morti. Ma l´associazione nata in mezzo agli studenti si scava gradualmente un proprio spazio, si conquista un pubblico, esprimendo, per Balmas, Ğun bisogno vero e proprio dei giovani di fronte a una inadeguatezza del sistema scolasticoğ. Sfogliando i programmi delle prime stagioni, ecco nel 1948 Ludovico Lessona, ancora ventenne, suonare al pianoforte, per il concerto di chiusura, Mozart (Fantasia K. 397 e Sonata K. 332) e Chopin (3 Mazurke e 6 Studi), oppure nel 1951 Maria Tipo, anch´ella ventenne, cimentarsi con brani di Mozart, Schumann, Chopin, Debussy e Ernest Bloch (Poems of the Sea). Passione, impegno - documentati da un protocollo del Provveditorato agli Studi che autorizzava Balmas e un suo compagno a fare propaganda e a raccogliere fondi per la loro associazione nelle scuole superiori -, spirito pionieristico, il gusto delle sorprese, quello della scoperta e un pizzico di anticonformismo: è questo il carattere dell´Unione Musicale, messo a fuoco da Giorgio Balmas, quindi trasferito a Walter Vergnano, fatto proprio da Giorgio Pugliaro, e ritratto in una fotografia giustamente famosa. È la sera del 30 gennaio 1980, il pubblico si ammassa all´Auditorium Rai, per un concerto di Pollini: gli ascoltatori si accalcano fin sul palco, come in un concerto rock, il pianista è un´isola di luce nel mare emozionato del silenzio (come scriverà vent´anni dopo in una lettera al giornale dell´Unione Musicale uno dei fortunati partecipanti a quel concerto).