settembre 2005

teatro regio torino


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Un Regio straordinario
Stagione di meraviglie per festeggiare l'anno olimpico

di Luca Del Fra

Abbado

«Sì: corre voce che l´Etiope ardisca sfidarci ancora...»: ecco le prime parole che risuoneranno al Regio l´11 ottobre del 2005 per l´Aida. Metafora eccellente: ogni Stagione è una sfida, un guanto lanciato a perpetuare una tradizione come il melodramma, che possiamo dire nostra, ma rinnovandola nei modi d´interpretare il repertorio e mettendo in scena nuovi titoli. Con 11 spettacoli - di cui 6 nuove produzioni - che spaziano da Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio, 1782) di Mozart ai nuovi lavori di Giorgio Barberio Corsetti, di Carlo Galante e Luca Fontana, che ripensano Purcell e Shakespeare, il Teatro Regio si presenta a un anno del tutto particolare per la sua città.

Con i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006, a Torino arriveranno spettatori da tutto il mondo. È giusto dire che rispetto a intrattenimenti popolari come lo sport le attività culturali sono in posizione di agonismo-antagonismo: rendono più invitante la città, ma devono strappare in qualche modo il pubblico dalle tribune dello stadio. Ecco, allora diventano più chiare molte delle scelte che caratterizzano la programmazione del Regio: Aida e Don Carlo, composte da Giuseppe Verdi per teatri dove lo spettacolo doveva essere fastoso, incorniciano magnificamente una stagione connotata dalla presenza di opere per cui il pubblico stravede, come Carmen, che nel ruolo titolare ha la collaudatissima Julia Gertseva, e Manon Lescaut, cui si affianca il balletto L´Histoire de Manon del coreografo Kenneth MacMillan, ispirato sempre al romanzo di Prévost e interpretato dal Corpo di Ballo della Scala con la presenza delle étoiles Darcey Bussell e Roberto Bolle. Se con quattro opere Verdi e Puccini la fanno da padroni, conseguentemente è più ridotto lo spazio del Novecento, con The Consul di Giancarlo Menotti, partitura di forte impatto.

Colpisce il debutto torinese di due registi provenienti dal mondo del cinema, in particolare William Friedkin cui è stato affidato lo spettacolo inaugurale. Celebrato con Il braccio violento della legge, celeberrimo, e famigerato, per L´esorcista, lo statunitense Friedkin è arrivato al teatro musicale nel 1998, in Italia, con una produzione del Wozzeck al Maggio Musicale diretta da Zubin Mehta. Nel 2003 alla Los Angeles Opera con un dittico Bartók-Puccini (Barbablù e Gianni Schicchi), avvia un solido rapporto con la bacchetta di Kent Nagano, che lo ha poi voluto nella successiva produzione di Ariadne auf Naxos. A far guadagnare a Friedkin nuove commissioni da vari teatri - a giugno ha debuttato a Tel Aviv con Samson et Dalila -, è senz´altro l´alta pressione spettacolare delle sue regie, il che spiega anche l´incarico ottenuto per il nuovo allestimento dell´opera egizia di Verdi. Guidati dalla mano sicura di Pinchas Steinberg, in Aida si esibiscono Fiorenza Cedolins, Marianne Cornetti, Walter Fraccaro, Alberto Gazale e Giorgio Surian. Una distribuzione da cui già si possono valutare i criteri con cui sono stati costruiti i cast, sempre ben bilanciati e di livello, impreziositi da nomi di cartello. Ecco infatti i rossiniani Eva Mei, Michele Pertusi e Alfonso Antoniozzi impegnati ne Il turco in Italia, che va in scena a dicembre diretto da Corrado Rovaris. A gennaio per Manon Lescaut, altra nuova produzione, arriva una vera star del canto: tenore dal timbro argenteo, beniamino del pubblico, Roberto Alagna ha eletto il Regio di Torino a unico italico teatro dove esibirsi. Per l´opera di Puccini ha convinto il suo grande amico Jean Reno, protagonista di film come Nikita e Leon, a firmarne il nuovo allestimento. Campeggia il soprano bulgaro Svetla Vassileva nel ruolo di Manon, e soprattutto spicca la bacchetta di Evelino Pidò - la cui chiarezza, eleganza e razionalità il pubblico torinese già conosce -, un direttore particolarmente adatto per l´approccio mai scontato alla tradizione. La triade Alagna, Vassileva, Pidò è riproposta per la ripresa de La bohème nel collaudato allestimento di Patroni Griffi.

Mese delle Olimpiadi, febbraio vedrà il Regio impegnato su tre fronti: oltre alla Bohème, fuori dalla sede principale debuttano due nuove commissioni di concezione molto diversa. Ispirato ai miti del nord, Il colore bianco di Giorgio Barberio Corsetti è spettacolo di teatro, danza e arti circensi in una fusione brillante, funambolica e mai priva d´ironia. Lo spettacolo si avvale delle coreografie di Fatou Traoré, artista belga originaria del Mali, già ospite di Torinodanza, che coproduce lo spettacolo. È invece lo Stabile di Torino a partecipare alla produzione de La tempesta, opportunità per due autori contemporanei di confrontarsi con i mostri sacri del Barocco. Il nuovo libretto Luca Fontana lo ha desunto dal soggetto di The Tempest di William Shakespeare, un romance da cui Carlo Galante ha ripreso le musiche originali di Henry Purcell restaurandole in chiave moderna e aggiungendovi le sue, per un nuovo lavoro di teatro musicale di cui Giancarlo Cobelli cura la regia e Ottavio Dantone, esperto nella prassi musicale antica, la direzione d´orchestra. Ispirata alla vera storia di un´emigrante polacca suicidatasi a New York per il mancato rilascio del permesso di soggiorno negli Stati Uniti, The Consul (1950) di Menotti parla delle peripezie dei rifugiati, politici e d´ogni altro tipo. Andrà in scena ad aprile in un nuovo allestimento per la regia di Walter Le Moli, la direzione di Mark Stringer, con Cristina Gallardo-Domas e Vladimir Stoyanov. Da una storia attuale a una antica, ma in fondo senza tempo: quella del Ratto dal serraglio, l´opera consacrata alla ricorrenza del 250° anniversario dalla nascita di Mozart, cui il Teatro dedica un nuovo e sbalorditivo allestimento in chiave contemporanea firmato da Davide Livermore, geniale creatore dell´ultimo Billy Budd. Molte le aspettative per lo spettacolo che conclude la stagione: per la presenza di Semyon Bychkov, protagonista al Regio di un non dimenticato Das Rheingold in forma di concerto, e ora alle prese con uno dei titoli più complessi del teatro di Verdi; per le brunite atmosfere della Spagna seicentesca affidate a Hugo de Ana, il più barocco dei registi d´opera; una distribuzione che vede Violeta Urmana, splendido soprano drammatico, affiancata a Marcello Giordani, Ferruccio Furlanetto, Roberto Frontali e Mariana Pentcheva. Il Don Carlo, coprodotto dal Regio con i Teatri di Genova e Madrid, spettacolo realizzato con il massimo impegno, promette una festa per la musica.


abbonamenti

Abbonamenti Ordinari, A scelta, Speciali
in vendita da martedì 20 a venerdì 30 settembre.
Per gli abbonamenti Ordinari e quelli A scelta a 7 o 11 titoli è possibile richiedere il pagamento rateale.

biglietti

Sono in vendita i biglietti per le recite fuori abbonamento.
Vendita biglietti Aida da sabato 1 ottobre
Vendita biglietti altri titoli dal 22 ottobre
L´Histoire de Manon,
Il turco in Italia,
Manon Lescaut
dal 26 ottobre
recite olimpiche di Manon Lescaut,
La bohème,
La tempesta,
Il colore bianco
dal 10 dicembre
Carmen,
Il console,
Il ratto dal serraglio,
Don Carlo
Acquisto on line, telefonico, con carta di credito e punti vendita convenzionati
Teatro Regio, tel. 011 88 15 270
www.teatroregio.torino.it
Charta, tel. 199 112 112
www.charta.it
Ticket One, tel. 899 500 022
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