di Anna Parvopassu
Rientrare tra le mura di una scuola fa sempre un certo effetto. Perché questi sono i luoghi della passione e della riflessione, della fatica, della crescita. La sensazione di varcare una soglia un po´ speciale si prova anche in corso Taranto 160, dove ha sede il Centro di Formazione Musicale della Città di Torino. Già dal cortile si intravedono i pianoforti, e poi man mano che ci si avvicina si percepiscono i suoni accavallati degli strumenti: una chitarra, un flauto, gli archetti in movimento sulle corde tese. Salendo al primo piano dell´edificio, l´occhio si fa ancora distrarre da un piacevole movimento di alunni e insegnanti, corridoi lunghi dove scambiarsi saluti e qualche parola.
Ci accoglie il maestro Francesco Violato, insegnante di contrabbasso
classico dal 1998 ma anche ex allievo proprio di questi stessi Corsi del
Comune. Uno che di scuole se ne intende.
Che cosa ha rappresentato quell´esperienza, maestro?
«Fu innanzitutto una grande possibilità. Non potendo frequentare
il Conservatorio - avevo superato il limite massimo d´età
- ebbi l´occasione di approfondire le mie conoscenze musicali. Per
di più riuscendo a lavorare di giorno e frequentando i corsi in
orario serale. Prerogativa rimasta proprio per facilitare chi non ha molto
tempo a disposizione».
Studiare in età adulta le ha creato delle difficoltà?
«Sicuramente non è stato un percorso facile. Passavo molte ore
a casa a esercitarmi. È importante studiare con costanza, non mollare
mai. È una cosa che cerco di trasmettere anche ai miei allievi.
Pur sapendo che non sempre è facile conciliare gli impegni con
la scelta di dedicarsi alla musica».
A questo proposito, il signor Claudio Beneventi, di professione maestro
elementare e da tre anni qui studente di canto lirico, ci fa capire che,
nonostante la tirannia del tempo, è lo slancio emotivo il vero
motore da cui sarebbe impossibile prescindere.
Come ha cominciato a studiare canto? E con quali aspettative?
«Ho iniziato per caso, più per curiosità che per convinzione.
Anche se l´interesse per la musica l´ho sempre avuto. Poi,
approfondendo lo studio, è arrivata la passione. E con questa le
aspirazioni e le prime soddisfazioni. Oggi faccio parte di una piccola
compagnia lirica; quest´estate ci esibiremo a San Marino. È
un´idea in cui credo molto».
Che aria si respira in questa scuola?
«Un´atmosfera ottima. Nascono amicizie, sia tra allievi sia con
gli insegnanti. C´è spirito di gruppo, ci si aiuta davvero
senza rivalità. Si cresce professionalmente ma soprattutto umanamente.
Può sembrare un po´ forte, ma mi sento migliore da quando
frequento queste aule».
Senso di pienezza e soddisfazione traspare anche dalle parole della
dottoressa Rossella Perez, specializzanda in neurochirurgia e appassionata
"frequentatrice di pianoforti" (e di questi Corsi) da almeno
diciott´anni. Il suo futuro lavorativo, ci spiega, è nella
medicina, ma prossimo è anche il diploma al Conservatorio.
In tutto questo tempo, che cosa ha imparato?
«Innanzitutto che si devono fare molti sacrifici. E poi che si scoprono
sempre cose nuove, non solo tecnicamente. Ci sono stimoli continui: si
impara a suonare in gruppo, ad aprirsi agli altri, a confrontarsi. La
musica diventa un´occasione per liberare la propria emotività».
C´è qualcosa che vorrebbe cambiare in questo Centro?
«Sarebbe bello poter avere una scuola sempre aperta: accoglienza
a tutte le ore e la possibilità di venire a suonare quando se ne
ha voglia».
Il sogno di uno spazio per la musica senza limiti, che volentieri giriamo alle Amministrazioni competenti. Che cosa ne penseranno?