di Monica Luccisano
Francoforte,
autunno 1814. Il poeta sessantacinquenne incontra Marianne, terza moglie
dell´attempato banchiere Willemer, neppure trentenne. Amore a prima
vista per il vecchio Goethe, convinto che quella fiamma mai più
dovesse riprendere ad ardere. Estate 1815: nasce quasi di getto il Buch
Suleika, parte del Divano occidentale-orientale. Eros e messaggi cifrati,
esotismo e sincretismo in questo capolavoro dell´ultimo Goethe.
Oggetto affascinante di studio, idea per un nuovo progetto artistico per
Valentina Valente ed Erik Battaglia.
Erik Battaglia, quando e come è nata l´idea di
questo concerto-spettacolo?
«Sto per pubblicare Gioia e dolore diventano canto, un libro dedicato
a mille Lieder su poesie di Goethe. Ho trovato un enorme materiale musicale
sul Libro di Suleika, tra cui alcuni schizzi di Anton Webern per la quartina
che dà il titolo al nostro spettacolo: "Lo specchio mi dice:
son bella!". Ho quindi composto delle variazioni per quartetto d´archi
su quel bellissimo canone dodecafonico, come "raccordo" tra
i vari Lieder. Mia moglie – Valentina Valente, ndr – ha svolto ricerche
sul personaggio di Suleika in tutte le sue apparizioni letterarie dal
Corano a Nietzsche, dai mistici persiani a Thomas Mann. Ne ha ricavato
il testo da recitare sulle variazioni, e anche la giustificazione estetica
di questo concerto».
Con che spirito lei, Valentina Valente, affronta il duplice ruolo
di cantante e di voce recitante?
«La Lulu di Berg, di cui sono stata la prima interprete italiana in lingua
tedesca, è stata un´impagabile scuola di alternanza tra declamazione
e canto. In questo caso la sfida sarà rendere unitario il florilegio
di testi così distanti tra loro, trovando in Suleika un aspetto
anche drammaturgico, non solo liederistico». (a.c.)