«Tutto
il nostro cuore oggi è pieno di te, grande compagno lontano: e
musica e lacrime diventano una cosa sola». Così recita il necrologio
di Ernesto Tagliaferro, eccellente musicista che, in collaborazione con
Murolo, segnò l´epoca d´oro della canzone napoletana
(nei primi decenni del Novecento), custode di un repertorio in cui vi
è ben poco di storicamente autentico. Lo stesso Salvatore Di Giacomo,
protagonista indiscusso di quel periodo, ebbe a dire: «il popolo non c´entra
(…) certi maestri di musica diventan popolo», segnando la strada per creare,
o ri-creare, una tradizione. All´origine di questa vasta e complessa
operazione culturale c´è un atteggiamento fortemente paternalistico
da parte delle classi "alte", che ritenevano necessario educare
e purificare l´autentica tradizione dei "posteggiatori",
le orchestre di strada che realmente diffondevano lo stile e il repertorio
vocale napoletano. Accadde così che le antiche celebrazioni di
Piedigrotta, dedicate alla Madonna, venissero soppiantate da una sorta
di "festival" per la promozione di nuove canzoni, alla cui composizione
si cimentarono musicisti di ogni estrazione, fra cui l´operista
Leoncavallo (a questo periodo risale l´attribuzione leggendaria
di Te voglio bene assaje al defunto Donizetti). Tutto ciò dovrebbe
comportare un´etichetta di mistificazione e di falsità per
tutte le orchestrazioni colte, per le sceneggiate televisive e quant´altro
abbia contraddistinto negli anni a venire la diffusione di questo repertorio
popolare. E lo meriterebbe, se si pensa realmente che una tradizione musicale
così antica e radicata possa soccombere a un qualsivoglia rimaneggiamento.
Accade invece che ogni rilettura o interpretazione tradisca la presenza
di quell´autentico spirito in cui «musica e lacrime diventano una
cosa sola», in quanto entrambe sgorgano irrefrenabilmente da una ghiandola
interna e nascosta che di questo popolo rivela il cuore segreto. (a.t.)
Gli abbonati alla serie didomenica potranno usufruire del trasporto gratuito per alba prenotando il posto entro giovedì 20 aprile (tel. 011 566 98 11). Il bus partirà dalla chiesa della Gran Madre di Dio alle ore 14.45.