aprile 2006

unione musicale


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Caffè italiano
Il cuore segreto della tradizione napoletana

Caffè Italiano«Tutto il nostro cuore oggi è pieno di te, grande compagno lontano: e musica e lacrime diventano una cosa sola». Così recita il necrologio di Ernesto Tagliaferro, eccellente musicista che, in collaborazione con Murolo, segnò l´epoca d´oro della canzone napoletana (nei primi decenni del Novecento), custode di un repertorio in cui vi è ben poco di storicamente autentico. Lo stesso Salvatore Di Giacomo, protagonista indiscusso di quel periodo, ebbe a dire: «il popolo non c´entra (…) certi maestri di musica diventan popolo», segnando la strada per creare, o ri-creare, una tradizione. All´origine di questa vasta e complessa operazione culturale c´è un atteggiamento fortemente paternalistico da parte delle classi "alte", che ritenevano necessario educare e purificare l´autentica tradizione dei "posteggiatori", le orchestre di strada che realmente diffondevano lo stile e il repertorio vocale napoletano. Accadde così che le antiche celebrazioni di Piedigrotta, dedicate alla Madonna, venissero soppiantate da una sorta di "festival" per la promozione di nuove canzoni, alla cui composizione si cimentarono musicisti di ogni estrazione, fra cui l´operista Leoncavallo (a questo periodo risale l´attribuzione leggendaria di Te voglio bene assaje al defunto Donizetti). Tutto ciò dovrebbe comportare un´etichetta di mistificazione e di falsità per tutte le orchestrazioni colte, per le sceneggiate televisive e quant´altro abbia contraddistinto negli anni a venire la diffusione di questo repertorio popolare. E lo meriterebbe, se si pensa realmente che una tradizione musicale così antica e radicata possa soccombere a un qualsivoglia rimaneggiamento. Accade invece che ogni rilettura o interpretazione tradisca la presenza di quell´autentico spirito in cui «musica e lacrime diventano una cosa sola», in quanto entrambe sgorgano irrefrenabilmente da una ghiandola interna e nascosta che di questo popolo rivela il cuore segreto. (a.t.)

Gli abbonati alla serie didomenica potranno usufruire del trasporto gratuito per alba prenotando il posto entro giovedì 20 aprile (tel. 011 566 98 11). Il bus partirà dalla chiesa della Gran Madre di Dio alle ore 14.45.




domenica 23 aprile

Alba Auditorium Ferrero ore 16.30
serie didomenica
Caffè italiano
Maria Luigia Borsi
soprano
Roberto De Biasio tenore
Corrado Giuffredi clarinetto
Lucio Degani violino
Patrizia Di Paolo viola
Patrick Monticoli violoncello
Matteo Liuzzi contrabbasso
Antonio Ballista pianoforte
Musiche di Tosti, Donizetti, Bixio, Mascagni, De Curtis, Leoncavallo, Puccini, Gastaldon
Trascrizioni di Roberto Negri