aprile 2006

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George Enescu
Compositore dai mille mestieri

La figura del compositore rumeno George Enescu ricorda molto quelle di altri grandi musicisti del Novecento che, avendo talento da vendere, invece di incanalarlo in una singola disciplina, lo hanno investito in più occupazioni. Personalità come l´italiano Busoni o l´ungherese Dohnányi che costruirono, in questo modo, formidabili carriere a più teste, diventando famosi come esecutori, insegnanti, organizzatori, direttori d´orchestra, pensatori e critici. Come compositori, la loro fama rimase invece offuscata da quella acquisita negli altri campi, così che anche la storia stenta ancora oggi ad annoverarli tra i protagonisti della creazione musicale.
Enescu era appunto un musicista di questo tipo: formidabile violinista (suonava con Cortot, Casella e Lipatti), eccellente pianista (suonava con Thibaud), didatta (Menuhin fu suo allievo), direttore d´orchestra dalla memoria prodigiosa, nonché instancabile animatore della vita musicale del suo paese, che egli frequentò anche dopo essersi trasferito a Parigi nel 1895. A Parigi il quattordicenne Enescu era andato soprattutto per il violino. Ma una volta arrivato nella capitale francese dedicò lo stesso tempo sia al suo strumento sia alla composizione, vocazione che era sbocciata in lui sin da bambino, e che trovò modo di manifestarsi appieno nel fertile ambiente del Conservatoire. La formazione che questa scuola dava era la più rigorosa che si potesse immaginare: a insegnarvi il contrappunto c´erano Dubois e Gédalge, e a garantire che l´arida dottrina si trasformasse in musica pensavano Massenet e Fauré, che pure furono maestri di Enescu. Così non stupisce se la sua musica, affrancatasi in fretta dal folclore rumeno, sia sempre rimasta fedele alle forme della tradizione e all´estetica del tardo Romanticismo.
La sua Seconda sinfonia (1915), una partitura in tre movimenti che dura quasi un´ora, è un esempio della raffinatezza a cui era arrivata l´arte musicale europea: floridi intrecci contrappuntistici, orchestrazione in technicolor, modulazioni sul filo di lama, grandi oscillazioni drammatiche. Insomma: tanto, di tutto, e per noi, oggi, ancora più seducente, dopo un secolo di prosciugate asciuttezze e intellettualismi. (a.b.)




appuntamenti

giovedì 6 aprile ore 20.30
venerdì 7 aprile ore 21
Auditorium Rai
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Lawrence Foster direttore
Radu Lupu pianoforte
Beethoven
Concerto n. 4 in sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 58
Enescu
Sinfonia n. 2 in la maggiore op. 17