Ai bambini si raccontano le favole. Poi loro ne imitano i personaggi. Quante volte li abbiamo visti correre con un asciugamano e un mestolo fingendo di essere cavalieri senza macchia o fantastici supereroi, ringhiare corrucciati come lupi feroci o dragoni medievali, oppure atteggiarsi a belle addormentate o sirenette degli abissi? C´è una favola speciale che si racconta ai bambini del Suzuki Talent Center: la favola della musica. Poi, come succede per le favole, loro la imitano. Il principio è lo stesso: per la parola, la favola e la musica. Nei giorni di festa della 14th Suzuki Method World Convention di Torino, protagonisti sono ex-allievi che hanno coltivato la musica imitandola, come un oggetto quotidiano di cui essere complici. Tra i concerti che si rincorrono, quello nel cartellone della «Stefano Tempia» è un´occasione di straordinaria solarità musicale. Sul palcoscenico l´Ensemble Crescendo del Finnish Suzuki Choir, diretto da Päivi Kukkamäki (Premio Vantaa 2003 per i meriti nella didattica); cantanti solisti, cresciuti in seno al metodo Suzuki, provenienti da Argentina, Australia, Spagna e Italia; il Gruppo Teatrale del Suzuki di Torino; l´Ottetto "Rondò di cello" diretto da Chantal Darietto-Latil (fondatrice della Scuola Education du Talent Musical) e l´Orchestra dell´Accademia «Stefano Tempia», sul podio Massimo Peiretti. Ecco il programma, favolistico o favoloso che dir si voglia: l´ultimo atto di Hänsel und Gretel di Humperdinck (chi non ricorda la perfida strega che voleva ingrassare i due fratellini?), Il ricevimento di Gianduja, un gustoso vaudeville di maschere che inneggiano all´unità d´Italia, la cui partitura pianistica di Michele Mondo è orchestrata da Antonio Mosca, direttore del Suzuki Center di Torino, e la parodia per otto violoncelli Offenbach´ment votre di Thomas Mifune, un ritratto musicale del compositore che tanto spazio ha concesso al fantastico e alla meraviglia. (m.l.)
Anche l’Accademia Corale «Stefano Tempia» si unisce ai festeggiamenti per i 250 anni dalla nascita di Mozart. Sul podio Francisco Noya, venezuelano di nascita ma di formazione statunitense, direttore musicale della Longwood Symphony Orchestra e figura di rilievo nella scena musicale di Boston e del New England. In programma il Requiem K. 626, capolavoro di musica sacra del “genio di Salisburgo”.