aprile 2006


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La critica sta morendo.
Vogliamo fare qualcosa? L´appello dei critici musicali e teatrali italiani

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello, nella speranza che anche i lettori di "Sistema Musica" vogliano fare ascoltare la loro voce su un argomento così scottante.

La progressiva rarefazione, in alcuni casi la scomparsa, minacciata e attuata, dell´informazione critica sui fatti che riguardano la vita teatrale e musicale italiana è un dato di fatto e un segnale allarmante. La cultura – già resa marginale nella vita sociale e oltraggiata dalle ricorrenti contrazioni del finanziamento pubblico statale e locale – non è considerata, come ha più volte chiesto il Presidente della Repubblica, un patrimonio da tutelare come elemento primario e insostituibile di progresso. Condividendo le manifestazioni a favore del diritto al lavoro dei professionisti dello spettacolo che nei mesi scorsi hanno unito artisti e tecnici, autori e operatori, i critici teatrali e musicali ribadiscono che l´esercizio professionale della critica è un mestiere giornalistico specializzato e impegnativo. Utile al pubblico e agli artisti, perché offre strumenti di informazione e documentazione. Indispensabile alla società, perché le recensioni oltre a essere una preziosa notizia e memoria storica dell´attività di interpreti, autori e istituzioni, vigilano sulla qualità della produzione d´arte e sulla conformità e correttezza delle politiche culturali nazionali. L´attuale contrazione in quantità e qualità dell´informazione specifica su quotidiani, periodici e spazi radiotelevisivi, è un malinteso culturale e un grave errore di valutazione editoriale. I lettori-spettatori, in documentato aumento, esigono un´informazione teatrale e musicale più presente e puntuale, cercano riflessioni culturali ampie e qualificate non cronache sensazionalistiche. Un numero crescente di spettatori vuole conoscere con regolarità il parere dei critici sugli eventi spettacolari come sui fatti che riguardano la politica e le strategie del mondo dello spettacolo: comprese quelle relative alla formazione scolastico-professionale e ai criteri che disciplinano la distribuzione dei finanziamenti pubblici. Umiliare la funzione della critica, che è memoria e intervento valutativo consapevole, è un errore di prospettiva storica e culturale. Giornalisticamente controproducente è un´aperta violazione del diritto all´informazione competente, e rischia di diventare una forma di censura preventiva sui fatti della vita teatrale, musicale e ballettistica italiana. I cittadini spettatori e lettori che non nutrono dubbi sulla funzione della critica, e sono amareggiati e preoccupati dell´attuale situazione, facciano sentire anche la loro voce accanto ai protagonisti dello spettacolo, interpreti e istituzioni, che di questa situazione stanno diventando le prime e più penalizzate vittime.

Angelo Foletto
presidente dell´Associazione Nazionale Critici Musicali

Giuseppe Liotta
presidente dell´Associazione Nazionale dei Critici di Teatro