dicembre 2006

orchestra sinfonica nazionale della rai


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Messa dell´Incoronazione
Mozart nella gabbia di Colloredo

di Luca Del Fra

Steve DavislimUn uomo in gabbia: è l´immagine che si potrebbe avere di un compositore del Settecento che compone una messa e ancor di più del giovane Mozart quando, nel marzo del 1779 a Salisburgo, era alle prese con la Messa K. 317 detta dell´Incoronazione.
Dagli inizi del XVIII secolo, infatti, per mettere in musica il testo dell´ordinario era in uso, per non dire imposto, il cosiddetto stile misto (stilus mixtus) da far risalire al magistero di Alessandro Scarlatti. In pratica al coro spettavano le parti del testo i cui contenuti erano avvertiti come immutabili, eterni e dottrinali. Benché spesso alleggerito, lo stile era polifonico para-palestriniano, dal momento che nel culto romano Palestrina restava l´exemplum per eccellenza e, caso unico fino allora nella storia della musica, aveva creato una tradizione. Erano bensì concessi degli interventi dei solisti, in uno stile più vicino a quello profano, nelle parti, rare, del testo sacro che apparivano dialettiche e soggettive. Queste le sbarre verticali della gabbia, ma Mozart ne aveva anche di orizzontali. Il Cardinale di Salisburgo, Colloredo, da cui era a servizio, aveva stabilito ulteriori regole per l´intonazione musicale della messa: trasparenza del testo, speditezza, stringatezza per una durata che non doveva superare in nessun caso i quarantacinque minuti.
L´Incoronazione è considerata unanimemente il risultato più alto tra le messe scritte a Salisburgo da Mozart, e non è difficile capirne i motivi: il compositore riesce a dominare le numerose e un po´ vessatorie regole impostegli grazie a una sintesi trasparente, multiforme e calibrata.
Il Kyrie si apre con un brillante contrasto espressivo tra la solennità del coro, scandita dal ritmo puntato dei violini, e il successivo intervento solistico del soprano accompagnato dall´oboe. È una logica che troveremo spesso nel resto della partitura, a iniziare dai successivi Gloria e Credo dove coro e solisti, sezioni omofoniche e polifoniche, si alternano con grande rapidità e sicurezza all´interno di forme sinfoniche, solenni.
Eva MeiEsemplare è il largo uso per il coro dello stile mottettistico, dove i cantori intonavano linee musicali spiccate sullo stesso ritmo – omoritmiche – e sulla stessa linea melodica – omofoniche – e che perciò non avevano quella indipendenza delle parti tipica della polifonia. Una scrittura che naturalmente permetteva di abbreviare i tempi, secondo i voleri di sua Eminenza, ma il ritmo indiavolato con cui procede la Messa – si perdoni l´antinomia – sembra trasmettere urgenza metafisica e grande assertività, in particolare nella sezione del Credo, che non a caso è una dichiarazione di fede. Qui troviamo un "madrigalismo", nel movimento discendente intonato da coro e orchestra che corrisponde alle parole «descendit de cœlis»: un luogo comune per l´epoca che Mozart, attraverso un fugato, trasforma in vertigine musicale. Ma la sorpresa è nel conclusivo Agnus Dei, un´aria per soprano dove si dispiegano evidenti le radici melodiche di «Dove sono i bei momenti» e «Come scoglio», che saranno segni distintivi di Mozart operista maturo. L´interpretazione musicale del testo sacro è oltretutto facilmente riconducibile ad affetti e sentimenti contenuti nelle due arie: la nostalgia per un momento passato – l´innocenza perduta con il peccato originale per cui l´Agnello di Dio si è sacrificato e l´innocenza dell´amore appena iniziato di Rosina e del Conte d´Almaviva –, mentre la solidità dello scoglio vale sia per la fede religiosa che per la fedeltà di Fiordiligi.
La musica qui attinge dunque a un misticismo più istintivo, semplice, corporeo, se vogliamo popolare. Una fede che non ha bisogno né della ragione né del fanatismo, e che molto potrebbe insegnarci ancora oggi. E soprattutto viene il dubbio che, in questo finale, Mozart sia riuscito addirittura a sgattaiolare tra le sbarre della gabbia.

concerti fuori sede

sabato 16 dicembre
Assisi – Basilica Superiore di San Francesco
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Keri-Lynn Wilson
direttore
Musiche classiche e del repertorio tradizionale natalizio Il concerto sarà mandato in onda il giorno di Natale – dopo la benedizione del Pontefice – su RaiUno e in Eurovisione

sabato 16 dicembre
Vercelli – Teatro Civico
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Rafael Frühbeck de Burgos
direttore
Musiche di Mozart

domenica 17 dicembre
Mondovì – Palazzetto dello sport «Nino Manera»
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Rafael Frühbeck de Burgos
direttore
Musiche di Mozart




appuntamenti

giovedì 14 dicembre ore 20.30
venerdì 15 dicembre ore 21
Auditorium Rai
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Coro Filarmonico «Ruggero Maghini» di Torino
Rafael Frühbeck de Burgos direttore
Eva Mei soprano
Katarina Kammerlocher mezzosoprano
Steve Davislim tenore
Alfred Reiter basso
Claudio Chiavazza maestro del coro
Musiche di Mozart