dicembre 2006

lingotto musica


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Roberto Abbado e la Chamber Orchestra of Europe

di Oreste Bossini

CoeIl programma del concerto di Roberto Abbado con la Chamber Orchestra of Europe suscita un´interessante domanda probabilmente senza risposta, ossia perché la musica italiana non è riuscita a raggiungere una posizione originale e autonoma nell´ambito del genere sinfonico. Mettere a confronto la Sinfonia in re maggiore di Luigi Cherubini e il Secondo concerto per orchestra di Goffredo Petrassi da una parte, la Settima sinfonia di Beethoven dall´altra, rappresenta lo specchio fedele di un rapporto complesso e non del tutto risolto degli autori italiani con la musica strumentale "assoluta", per usare una definizione inventata non a caso dai musicologi tedeschi. Né Cherubini, né tantomeno Petrassi erano degli sprovveduti sul piano della scienza musicale. Entrambi si erano formati sullo studio della polifonia classica italiana, in particolare di Palestrina. Cherubini aveva studiato a Bologna con Giuseppe Sarti, grande contrappuntista e tenace musicista conservatore, per il quale l´opera napoletana, allora al culmine della sua parabola, era nel migliore dei casi acqua fresca, altrimenti un tossico da evitare con cura. Cherubini stesso divenne, da direttore del Conservatorio di Parigi, la voce più autorevole in materia di contrappunto, pubblicando un Cours de contrepoint et de fugue rimasto in uso per molti decenni. Non era tuttavia un acido teorico, ma un musicista innamorato del rigore intellettuale della disciplina. Il suo motto era «il libro va bene, ma l´analisi è meglio».
Petrassi, da parte sua, è stato anche un magistrale pittore di strumenti, oltre che un profondo conoscitore della polifonia vocale italiana. Il ciclo degli 8 Concerti per orchestra costituisce nel suo insieme il maggior affresco sonoro della musica italiana del Novecento. In queste opere di stile impeccabile e moderno, ogni strumento agisce all´interno di un panorama unitario e di una coralità d´intenti, ma sempre con una collocazione particolare e un colore speciale. Cherubini compose una sola sinfonia, nel 1815, nel suo stile, così forte e serio, apprezzato sia da Haydn sia da Beethoven, che sembrava il più adatto alla nuova concezione ottocentesca della sinfonia. «Credo che il difetto della Sinfonia – sostiene lo stesso Roberto Abbado – sia il modo di concepire il Finale. I primi tre movimenti sono magnifici, in particolare lo Scherzo minuetto, ma l´ultimo non riesce a sollevarsi del tutto dalle formule musicali, per raggiungere un significato musicale più profondo». A Cherubini non mancava nulla per essere un grande autore di musica strumentale, ma gli sfuggiva probabilmente la filosofia con cui Haydn e Beethoven avevano trasformato la struttura della sinfonia, diventata rappresentazione del mondo, proiettando tutta la musica dei movimenti iniziali verso il loro sbocco ultimo e finale.
Il Secondo concerto di Petrassi aggira invece la questione della sinfonia, con spirito tipicamente novecentesco. Il titolo si riferisce a un´opera, Concerto (1933), che Petrassi aveva scritto quasi vent´anni prima, con l´intenzione evidente di portare avanti alcune caratteristiche della sua brillante opera giovanile. Nel 1951 la scena musicale era ancora dominata dai protagonisti degli anni Trenta. «Si percepiscono vari influssi – aggiunge Abbado –, Stravinskij in primo luogo, ma anche certe energiche sferzate di suono tipiche di Bartók. Ma direi che la figura di Dallapiccola costituisca la presenza più significativa. Petrassi cita espressamente una frase del Prigioniero, che acquista nel corso del Concerto un´importanza strutturale crescente». La musica del Secondo concerto non ha soluzione di continuità, articolandosi in quattro sezioni («a mio giudizio, però, bisognerebbe dividere in cinque parti» sostiene Abbado) che alludono a una forma sinfonica. In questo caso il modello lontano di riferimento è Haydn, con la sua freschezza poetica e la concisione del linguaggio e forse si dovrebbe descrivere quest´opera, un po´ ingiustamente trascurata, come un esempio di Classicismo astratto.




lunedì 11 dicembre

Auditorium del Lingotto ore 20.30
I Concerti del Lingotto
Chamber Orchestra of Europe
Roberto Abbado
direttore
Cherubini
Sinfonia in re maggiore
Petrassi
Secondo concerto
Beethoven
Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92