dicembre 2006

lingotto musica


Torna all'indice dei contenuti

Dalle antiche società al Torino Vocalensemble
Storia della tradizione corale torinese

di Agnese Fornaris

Cominciamo dal 1853, quando a Torino nasce la Società Corale Protestante pochi anni dopo la costruzione del Tempio Valdese, con l´obiettivo di affrontare un repertorio storico tradizionale delle valli valdesi, noto come Complaint. Quando poi nuovi coristi si aggiungono da altre comunità protestanti e non, il repertorio si arricchisce e ancora oggi il Coro Valdese canta brani che vanno dai salmi ugonotti alla produzione barocca luterana e anglicana. La storia con la S maiuscola parte dal salotto del conte Vittorio Radicati di Marmorito dove, dal 1866, si tenevano delle riunioni musicali alle quali partecipavano professionisti e amatori di musica uniti dal comune interesse per lo studio e la diffusione del repertorio corale italiano. Gli happening canori del conte ispirarono Stefano Tempia di Racconigi, già violinista presso il Teatro Carignano e la Cappella di Corte a Torino e insegnante di canto corale: così, nel 1875, il maestro fondò la prima Accademia Corale Italiana dedita al repertorio polifonico, di cui fu direttore fino alla morte tre anni più tardi.
I suoi "accademici", apprezzati anche dal leggendario Arturo Toscanini, si resero protagonisti di eventi memorabili, come le prime esecuzioni a Torino dell´Oratorio Judas Maccabeus di Haendel nel 1885 e della Nona sinfonia di Beethoven nel 1888, e ancora oggi cantano in onore del loro prestigioso fondatore. La loro attività è parte integrante dei programmi concertistici torinesi e fondamentale punto di riferimento per l´educazione e la divulgazione del repertorio a cappella e sinfonico-corale.
Fatemene raccontare ancora un´altra. Siamo nel 1972, in pieno periodo Jesus Christ Superstar: il maestro torinese Roberto Goitre riunisce un gruppo di bambini con i quali vuole sperimentare il suo metodo di ritmica e di lettura cantata, il "cantar leggendo" (solfeggio cantato). Ed è la nascita di un altro complesso corale fondamentale, I Piccoli Cantori di Torino: questi ragazzini, tra gli otto e i sedici anni (attenzione, non gli originali del 1972 colpiti dalla maledizione della Prima Luna, è un succedersi di generazioni), girano ancora adesso l´Europa partecipando a concerti, rassegne e festival internazionali e cantando a fianco di professionisti del calibro di José Carreras e Cecilia Gasdia.
Se queste tre formazioni sono le fondamentali highlights di una tradizione antica e ormai affermata nella nostra città, potremmo continuare con molte altre storie da raccontare. Qualche esempio? Tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento nascono l´Edelweiss e il Cai-Uget, cori maschili che da cinquanta e più anni ci ricordano la rude vocazione montanara torinese, con struggenti canti alpini e "alpinistici". Nel 1954, dall´idea di un gruppo di studenti decisi a diffondere la musica polifonica, nasce la Corale Universitaria che oggi vanta un repertorio che da Vivaldi arriva fino ai contemporanei; più tardi il maestro Sergio Pasteris (oltre ad avere aiutato con le sue leggendarie audiocassette tutti noi poveri studenti di solfeggio in lotta con il dettato melodico) dà vita anche al Coro dell´Università degli Studi che, nel 1999, ha iniziato una fervente attività concertistica.
Torino e il Piemonte sono poi costellati da una gran quantità e varietà di cori amatoriali, dai più tradizionali, dediti al canto liturgico, ai più recenti e scanzonati che si buttano sullo swing anni Quaranta, dal 1980 tutti sotto l´ala dell´Associazione Cori Piemontesi che ne promuove l´attività in Italia e all´estero. E cosa potremmo dire, che già non si sa, sulle nobili gesta dei due pregiati cori professionisti tout court della nostra città? Il Coro «Maghini» – "ideale erede" del Coro della mitica Orchestra Rai di Torino – che da anni accompagna l´Orchestra Nazionale, o l´illustre Coro del Teatro Regio, che ci regalano a ogni stagione esecuzioni delle più grandi opere e sinfonie mai composte. Ma le loro storie sono ben note, e qui abbiamo voluto raccontare quelle meno celebri, ma forse più "sanguigne", dei cori amatoriali. Per concludere, a dicembre avremo il piacere di sentire una delle formazioni corali più giovani, il Torino Vocalensemble, fondato nel 2000 con la collaborazione del maestro Carlo Pavese, suo direttore artistico. Accanto a pezzi del classico repertorio corale i venti ragazzi del TVE, che amano improvvisare e sperimentare, ci proporranno sicuramente musica nuova, interessante e insolita. Insomma, la tradizione si fa avanguardia.




lunedì 18 dicembre

Sala Cinquecento
Lingotto ore 20.30
Giovani per tutti
Torino Vocalensemble
Carlo Pavese
direttore

Musiche di Duruflè, Olsson, Gallus, Gesualdo da Venosa, Verlingieri, Margutti, Busto, Pärt, Kverno, Lesur