di Agnese Fornaris
Cominciamo dal 1853, quando a Torino nasce la Società Corale Protestante
pochi anni dopo la costruzione del Tempio Valdese, con l´obiettivo
di affrontare un repertorio storico tradizionale delle valli valdesi,
noto come Complaint. Quando poi nuovi coristi si aggiungono da altre comunità
protestanti e non, il repertorio si arricchisce e ancora oggi il Coro
Valdese canta brani che vanno dai salmi ugonotti alla produzione barocca
luterana e anglicana. La storia con la S maiuscola parte dal salotto del
conte Vittorio Radicati di Marmorito dove, dal 1866, si tenevano delle
riunioni musicali alle quali partecipavano professionisti e amatori di
musica uniti dal comune interesse per lo studio e la diffusione del repertorio
corale italiano. Gli happening canori del conte ispirarono Stefano Tempia
di Racconigi, già violinista presso il Teatro Carignano e la Cappella
di Corte a Torino e insegnante di canto corale: così, nel 1875,
il maestro fondò la prima Accademia Corale Italiana dedita al repertorio
polifonico, di cui fu direttore fino alla morte tre anni più tardi.
I suoi "accademici", apprezzati anche dal leggendario Arturo
Toscanini, si resero protagonisti di eventi memorabili, come le prime
esecuzioni a Torino dell´Oratorio Judas Maccabeus di Haendel nel
1885 e della Nona sinfonia di Beethoven nel 1888, e ancora oggi cantano
in onore del loro prestigioso fondatore. La loro attività è
parte integrante dei programmi concertistici torinesi e fondamentale punto
di riferimento per l´educazione e la divulgazione del repertorio
a cappella e sinfonico-corale.
Fatemene raccontare ancora un´altra. Siamo nel 1972, in pieno periodo
Jesus Christ Superstar: il maestro torinese Roberto Goitre riunisce un
gruppo di bambini con i quali vuole sperimentare il suo metodo di ritmica
e di lettura cantata, il "cantar leggendo" (solfeggio cantato).
Ed è la nascita di un altro complesso corale fondamentale, I Piccoli
Cantori di Torino: questi ragazzini, tra gli otto e i sedici anni (attenzione,
non gli originali del 1972 colpiti dalla maledizione della Prima Luna,
è un succedersi di generazioni), girano ancora adesso l´Europa
partecipando a concerti, rassegne e festival internazionali e cantando
a fianco di professionisti del calibro di José Carreras e Cecilia
Gasdia.
Se queste tre formazioni sono le fondamentali highlights di una tradizione
antica e ormai affermata nella nostra città, potremmo continuare
con molte altre storie da raccontare. Qualche esempio? Tra gli anni Quaranta
e Cinquanta del Novecento nascono l´Edelweiss e il Cai-Uget, cori
maschili che da cinquanta e più anni ci ricordano la rude vocazione
montanara torinese, con struggenti canti alpini e "alpinistici".
Nel 1954, dall´idea di un gruppo di studenti decisi a diffondere
la musica polifonica, nasce la Corale Universitaria che oggi vanta un
repertorio che da Vivaldi arriva fino ai contemporanei; più tardi
il maestro Sergio Pasteris (oltre ad avere aiutato con le sue leggendarie
audiocassette tutti noi poveri studenti di solfeggio in lotta con il dettato
melodico) dà vita anche al Coro dell´Università degli
Studi che, nel 1999, ha iniziato una fervente attività concertistica.
Torino e il Piemonte sono poi costellati da una gran quantità e
varietà di cori amatoriali, dai più tradizionali, dediti
al canto liturgico, ai più recenti e scanzonati che si buttano
sullo swing anni Quaranta, dal 1980 tutti sotto l´ala dell´Associazione
Cori Piemontesi che ne promuove l´attività in Italia e all´estero.
E cosa potremmo dire, che già non si sa, sulle nobili gesta dei
due pregiati cori professionisti tout court della nostra città?
Il Coro «Maghini» – "ideale erede" del Coro della mitica Orchestra
Rai di Torino – che da anni accompagna l´Orchestra Nazionale, o
l´illustre Coro del Teatro Regio, che ci regalano a ogni stagione
esecuzioni delle più grandi opere e sinfonie mai composte. Ma le
loro storie sono ben note, e qui abbiamo voluto raccontare quelle meno
celebri, ma forse più "sanguigne", dei cori amatoriali.
Per concludere, a dicembre avremo il piacere di sentire una delle formazioni
corali più giovani, il Torino Vocalensemble, fondato nel 2000 con
la collaborazione del maestro Carlo Pavese, suo direttore artistico. Accanto
a pezzi del classico repertorio corale i venti ragazzi del TVE, che amano
improvvisare e sperimentare, ci proporranno sicuramente musica nuova,
interessante e insolita. Insomma, la tradizione si fa avanguardia.