dicembre 2006

de sono associazione per la musica


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Dvorák e Janácek
Il sotterraneo filone della tradizione popolare

di Alessio Tonietti

DvorackSarebbe forse un azzardo sostenere che non esista una melodia che non sia popolare. Tuttavia, si può certamente osservare come ogni compositore attinga, consciamente o meno, a un filone sotterraneo di inflessioni e di movimenti melodici appartenente alla sua tradizione. Ciò è vero sia che si parli dello slancio lirico degli italiani come della compostezza e della mestizia di un canto russo. Per quanto "colta" e complessa possa essere l´elaborazione personale del compositore, la sua musica "canterà" sempre con quella voce particolare, a meno che l´autore non la voglia mascherare deliberatamente. Sarebbe quindi riduttivo assegnare a semplici contingenze storiche e culturali il merito della straordinaria fioritura, nella seconda metà dell´Ottocento, delle scuole nazionali dei paesi slavi. La particolare importanza che il Romanticismo aveva dato alle culture nazionali e la crescita dei fermenti indipendentisti nei paesi annessi all´Impero asburgico non bastano a spiegare l´immensa produzione musicale che in questo periodo proviene dai compositori russi o boemi. È probabile invece che questi avvenimenti abbiano innescato una "riserva di energia" che non aspettava altro per liberarsi, svelando un patrimonio e uno spirito che in quel periodo i vicini teutonici sentivano esaurirsi. Lo stesso Brahms, parlando del suo collega Dvor?ák, ammise: «sarei veramente contento se mi venissero in mente idee musicali splendide come quelle che sbocciano naturalmente dalla sua mente e dal suo cuore».
Il compositore boemo incarna forse l´esempio più chiaro della situazione culturale del suo paese, che qualche decennio più tardi si chiamerà Cecoslovacchia, in bilico fra la volontà di sostenere un´autentica espressività nazionale e la preoccupazione di inserirsi e farsi riconoscere dalla cultura europea, in particolare tedesca. La passione e il talento di Dvor?ák affondano le radici proprio nella musica popolare della sua cittadina natale, di cui subito si innamorò. Tuttavia, trasferitosi a Praga, importante centro di diffusione della musica classico-romantica (molte opere di Mozart, fra cui il Don Giovanni, riscossero i primi successi in questa città), sentì subito la necessità di adeguarsi ai modelli tedeschi e di accantonare, seppur a malincuore, quei fremiti trattenuti, quegli slanci verso un orizzonte indefinito, scritti nella storia di un popolo abituato a fronteggiare immense pianure inospitali e a custodire gelosamente i propri sentimenti e valori, come se una bufera potesse portarseli via. Fu Smetana, il compositore nazionale ceco per antonomasia, a incoraggiarlo verso una fusione fra le solide strutture formali tedesche e lo spirito del suo paese. Accade così che nella musica di Dvor?ák si possano trovare architetture solidissime, che tuttavia contengono melodie che tendono a straripare, a espandere le emozioni che portano in sé.
Janacèk Persino nelle opere giovanili, l´evidente sussiego accademico tradisce una cantabilità inaspettata, come nell´apparente staticità del Notturno op. 40 oppure nella compostezza della Serenata op. 22. Dvor?ák non poteva però prevedere che il suo giovane ed eccentrico collega, Leós? Janác?ek, sarebbe diventato il più coraggioso sostenitore e ricercatore di quello "spirito" da lui tanto amato. L´originalissimo compositore, proveniente dalla Moravia, spinge la sua ricerca oltre la melodia popolare, rivolgendo la sua attenzione verso le inflessioni della lingua parlata, riempiendo interi quaderni con le trascrizioni di quello che sentiva per strada. La musica di Janác?ek vuole essere l´espressione di una verità ignota, nascosta nel "sangue" del suo popolo. «Avete mai sentito questa musica singolare? Noi la percepiamo dal di dentro, è forse il ribollire del sangue? […] Non amo la musica solo per il suono. Solo una vita completa non si spegne, una vita di suoni».




martedì 5 dicembre

Conservatorio ore 21
Archinconcerto 6
Archi orchestra da camera

Dvorák
2 Valzer op. 54
Notturno in si maggiore per archi op. 40

Janácek
Suite per archi

Dvorák
Serenata per archi in mi maggiore op. 22