dicembre 2006

orchestra filarmonica di torino


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Gran partita, piccola partita, partitella
Viaggio semiserio alla scoperta di un genere

di Federico Maria Sardelli

OftLo so, tanto qualcuno riderà, penserà al posticipo di serie B, si domanderà se al tempo di Mozart questa famosa Gran Partita fu disputata allo stadio di Salzburg oppure in trasferta chissà su quale ostile campo tedesco. Era il rischio da correre nel presentare un programma che evoca sfide tra compositori o tra gruppi contrapposti di strumenti, ma anche partenze, addii definitivi o temporanei, separazioni e viaggi verso chissà quale meta lontana o irraggiungibile. La storia della musica è piena di "partite", parthie, "partimenti", "dipartite"; sarà bene gettare uno sguardo più accurato sul senso di questi termini e partire seguendo il loro stesso, interessante tracciato. Anzitutto, a costo di deludere i tifosi della domenica, sarà bene chiarire che "partita" deriva dal verbo "partire" nel senso di "dividere", "ripartire": sono dunque le "partite" delle successioni di pezzi diversi, ciascuno ben caratterizzato, ciò che talvolta viene anche detto suite. Ma ci sono anche i "partimenti" o le "dipartite", genere musicale nel quale l´esecutore-compositore è chiamato a improvvisare su tracce date. Anche qui "partire" sta per "suddividere", spezzettare un tema in note più piccole; ma affiora da questo genere anche un senso del viaggio e della peregrinazione attraverso sentieri ancora inesplorati, con tutti i rischi che ciascun viaggio comporta: da quello di perdersi in una selva armonica inestricabile, a quello di inciampare su note sbagliate, fino a quello di arenarsi definitivamente quando si esaurisce la fantasia creativa. Le nostre partite sono un po´ tutto questo. Dal punto di vista cronologico il calcio d´inizio a questa nostra partita di partite lo dà Telemann, o chi per lui abbia scritto quelle pagine in attesa di certa attribuzione, col manoscritto inedito della sua Partitella, seu Lustige Ouvertur à 13: il gusto della burla e del gioco, così tipici del compositore, trasparirono dal continuo oscillare dei caratteri delineati nei pezzi in cui la musica si trova ri-partita, fino alla sorpresa finale; la palla passa poi a Mozart, che dilata all´inverosimile una forma mai stata così lunga, alla ricerca di raffinatezze ed espressività impensate; chiude il gioco la Piccola Partita scritta con freschezza settecentesca da Chenna, che manipola con rispetto alcuni materiali antichi ma senza fare museo o archeologia: anzi, lancia a sua volta la palla in avanti perché c´è ancora molto da giocare, percorrere, scoprire.




appuntamenti

domenica 10 dicembre
Conservatorio ore 17
prova generale
martedì 12 dicembre
Conservatorio ore 21
Orchestra Filarmonica di Torino
Federico Maria Sardelli
direttore

Gran partita, piccola Partita & partitella

Musiche di Mozart, Chenna, Telemann