febbraio 2006

sistema musica


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Basso, De Marchi, Tabacco
La Vivaldi Edition, centoventi cd di meraviglie

di Angelo Chiarle

VivaldiHa un´anima tutta piemontese e torinese la nuova Vivaldi renaissance di questi ultimi anni. La Vivaldi Edition si sta rivelando un logo (sonoro) rappresentativo di una città come Torino, sempre pronta a rilanciare alla grande quando si tratta di scommettere sulla musica. Grazie anche alla vitalità progettuale, manageriale e artistica dell´Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, diretto da Alberto Basso, e dell´Academia Montis Regalis coordinata da Giorgio Tabacco e diretta da Alessandro De Marchi. Facciamo con loro il punto della situazione.

A che punto siamo con la Vivaldi Edition?
Basso: «I dischi editati sono trentaquattro, per un totale di ventuno titoli. Il primo volume è uscito nel 2000. La penultima uscita nell´autunno 2005 è stata il Tito Manlio. Per realizzare tutta la Vivaldi Edition ci vorranno circa centoventi cd. Abbiamo previsto una quindicina d´anni di lavoro, al ritmo di quattro o cinque titoli all´anno… Il progetto l´ho voluto perché la città di Torino finora non aveva mai lasciato un segno. Studi vivaldiani e centri di ricerca sono fioriti dappertutto. Quello che mancava era un´edizione integrale sonora. L´Istituto per i Beni Musicali, grazie alle sovvenzioni della Regione Piemonte, della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, contribuisce per metà alle spese della Vivaldi Edition. Un´operazione del genere poteva anche essere rischiosa, ma si sta rivelando un successo al di sopra di ogni nostra previsione. Finora ha già venduto più di duecentoquarantamila copie…»
Tabacco: «L´Academia Montis Regalis ha registrato proprio il primo volume, la Juditha triumphans, un disco pluripremiato. Abbiamo poi inciso i Mottetti con la Herrmann e la Polverelli, premiati come miglior disco di musica sacra del 2003 dall´Académie de Disque Lyrique. Sono seguiti i Concerti per flauto con Barthold Kuijken e l´Orlando finto pazzo in collaborazione con il Coro del Teatro Regio di Torino. È fresco di stampa il cd dei Concerti per violino e archi con Enrico Onofri, con cui sono previste altre registrazioni. Nel 2007 registreremo il Teuzzone. L´Astrée, invece, ha inciso quattro dischi: l´integrale dei Concerti da camera, due cd di Cantate profane con la Polverelli e la Bertagnolli, per finire con le Sonate per 2 violini e basso continuo».

La Vivaldi Edition costituisce davvero una pietra miliare nella storia dell´interpretazione vivaldiana?
De Marchi: «L´editrice Naïve punta a offrire uno spettro variegato delle possibili interpretazioni vivaldiane, collaborando con più cantanti, orchestre e direttori. Nel modo di eseguire Vivaldi delle nuove generazioni la coscienza stilistica è più sedimentata. C´è maggior naturalezza rispetto alle generazioni precedenti. Per noi moltissime cose sono un dato di fatto: partiamo già con una certa naturalezza che credo ci accomuni molto di più ai musicisti pop, rock, jazz. Gli interpreti che ci hanno preceduto, per staccarsi da un cliché tardo-romantico, dovettero fare un lavoro di pulizia, che però è stato eccessivo. Per togliere tutto quello che "puzzava" di Romanticismo, hanno tolto quasi tutto. È stato quindi compito della mia generazione riportare un pochino di vivacità. Un approccio più naturale, più espressivo, più vivace, secondo me, è una parte integrante del lavoro di filologia musicale».
Tabacco: «Vivaldi, rivisto come facciamo noi, diventa un altro autore, più dinamico, più vario. Si scoprono tutte le sfumature del suo modo di comporre; saltano fuori molte meraviglie timbriche, un´estrema varietà di colori e di dinamiche. Gli strumenti originali e una prassi esecutiva e interpretativa filologica rendono piena giustizia alla grande tavolozza timbrica vivaldiana. Lo abbiamo toccato con mano lavorando alla Juditha triumphans. Abbiamo capito che era necessario un salto di qualità, per restituire la musica di Vivaldi in tutta la sua brillantezza e le sue sfumature. Però, senza cadere in eccessi esibizionistici. Vivaldi ci ha sicuramente aiutati molto a crescere come Orchestra».

Quali sorprese vi ha riservato la Vivaldi Edition?
Basso: «Direi soprattutto la parte vocale e le opere. Torino è l´unica città che conservi i manoscritti delle opere teatrali. Una volta il mondo della lirica non era preparato. Ora gli interpreti sono veramente di alto livello. Le arie sono una più bella dell´altra. A parte il virtuosismo in sé, è proprio la qualità musicale che è veramente straordinaria. Non c´è drammaturgia: è il piacere del suono, della bella musica».
De Marchi: «Adesso abbiamo un´immagine sonora molto viva delle opere di Vivaldi. Il suo talento nel musicare gli affetti è incredibile. Mi colpisce anche la ricchezza armonica dei recitativi. A livello esecutivo, per sviscerare alcuni passaggi solistici dei Concerti per violino o alcuni accompagnamenti strumentali delle arie, bisogna disporre di un bagaglio tecnico davvero notevole…».




appuntamenti

Conservatorio G. Verdi Torino Settembre Musica
ore 21
UNA CITTA' PER VIVALDI
martedì 14 febbraio
Le Concert des Nations
Jordi Savall
direttore e viola da gamba venerdì 17 febbraio
Academia Montis Regalis
Alessandro De Marchi direttore
Paolo Grazzi oboe
Giorgio Mandolesi fagotto
Gabriele Cassone, Luca Marzana trombe
giovedì 23 febbraio
Academia Montis Regalis
Coro Filarmonico «Ruggero Maghini»
Alessandro De Marchi direttore
Anke Herrmann, Roberta Giua soprani
Sonia Prina contralto
Claudio Chiavazza maestro del coroTorna all'articolo