febbraio 2006

accademia corale stefano tempia


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Mastroprimiano e Concert sans Orchestre
Quando le Sinfonie si suonano tra amici

di Monica Luccisano

ConcertistiRicerca e passione sono gli imperativi categorici di un ensemble che già nel nome esprime il suo mondo: Concert sans Orchestre. Analisi, indagine, scoperta (frequentando le più importanti biblioteche europee) e la passione rivolta a un ambito speciale: le trascrizioni per piccolo organico dal grande repertorio sinfonico del Sette-Ottocento. Un preziosismo filologico? Un luogo per pochi eletti? Tutt´altro: un orizzonte straordinario per la vastità e il valore estetico e culturale che esprime. Pianista e fortepianista, musicologo e divulgatore (per Ut Orpheus ha curato l´opera omnia di Clementi), Costantino Mastroprimiano ha ideato nel 2002 il Concert sans Orchestre, la cui geometria varia dal trio al più nutrito gruppo da camera.

Quali sono gli autori o gli aspetti che portate alla ribalta?
«Sono autori che per ironia della sorte, e non solo, erano molto eseguiti durante la loro esistenza: Cramer, Hummel, Clementi, Dussek, Moschles, Czerny, solo per fare qualche nome. Di questi compositori ci interessano soprattutto le loro capacità di trascrittori e ristrumentatori di pagine di Haydn, Mozart, Beethoven, ma anche le pagine di musica da camera, che ai nostri giorni sono per lo più dimenticate».

Come si svolge l´indagine e la selezione delle pagine da eseguire?
«L´indagine parte da documenti storiografici come lettere, recensioni, annunci editoriali dell´epoca. La selezione poi si basa sulla reale efficacia della resa timbrica e strumentale. Nel caso delle opere originali, cerchiamo di non sovrapporre il senso progressivo della storia, ciò che noi sappiamo dell´evoluzione degli strumenti, della scrittura o del linguaggio ma che certo non apparteneva a quegli autori».

Quanto è importante il vostro repertorio sul fronte didattico?
«Il risvolto didattico è legato alla funzione che avevano le trascrizioni: far conoscere il repertorio sinfonico o concertistico. Tuttavia ci sono casi, come nelle trascrizioni di Clementi/Mozart o Clementi/Haydn, in cui le innovazioni della scrittura pianistica gettano nuova luce sulla didattica dell´epoca. Suonare quindi è ricercare, nulla di diverso da quello che è – o dovrebbe essere – il compito di ogni strumentista».




lunedì 20 febbraio

Conservatorio G. Verdi
ore 21
Concert sans Orchestre
Musiche di Viotti, Clementi, Haydn, Mozart Torna all'articolo

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