di Alessio Tonietti
L´abbagliante sonorità del complesso di ottoni, così "concreta" e al contempo così misteriosamente insinuante, ha sempre rivestito una funzione aggregante, "di popolo", conquistandosi un posto nelle più diverse epoche storiche e nei contesti culturali più eterogenei, dalle luminose celebrazioni del Barocco alle marce militari del Novecento americano, passando per le processioni popolari di ogni tempo e luogo. Attorno a questa non comune capacità di suggestione ruota il programma della serata che si svolgerà al Tempio Valdese. Tale concerto si trova a preparare la strada alla Giornata delle libertà, che cade il 17 febbraio, nella quale vengono ricordate le Lettere Patenti con cui Carlo Alberto, nel 1848, riconobbe i diritti civili e politici alla comunità valdese. Verrà infatti eseguito Il giuro di Sibaud, appartenente a tale tradizione, accanto ad altri inni estratti dalla cultura protestante. La serata offrirà poi un´ampia panoramica del repertorio per ottoni. L´ineguagliabile capacità di suggestione "visiva", propria di questi strumenti, conquistò infatti irresistibilmente i compositori del Settecento ai quali la prima parte del concerto fa riferimento. Di tutt´altro genere è invece la sonorità cercata dalle Brass Band della New Orleans di inizio Novecento, a cui attinge la seconda parte. Gli ottoni si innestano prepotentemente nelle radici della musica americana con le marce militari e patriottiche, per poi cadere tra le braccia della comunità afro-americana, che ne recupererà anche i significati cerimoniali e celebrativi, aggiungendovi però un´inedita espressività, più viscerale e istintiva, che darà linfa ai nascenti germogli del jazz e del rag-time.