giugno-luglio 2006

cittą di torino/torinosettembremusica


Torna all'indice dei contenuti

Torino Settembre Musica 2006

pagine a cura di Angelo Chiarle

Peter Maxwell Davies

Un pioniere abbarbicato alla tradizione
Oltre trecento lavori in tutti i generi. Più di sessanta partiture orchestrali, diverse opere per il teatro, musica corale, da camera, occasionale… Come non ritenere sir Peter Maxwell Davies uno dei più importanti compositori dei nostri giorni? Classe 1934, enfant prodige votato precocemente alla composizione, pioniere sempre ricco di idee nuove, equilibra la naturale propensione al continuo rinnovamento stilistico con un forte senso di continuità con le proprie origini. Allievo di Petrassi, coltiva con passione la scrittura sinfonica, da A Mirror of Whitening Light del 1977 alla Antarctic Symphony del 2000. Avanguardista piuttosto audace, come nei Leopardi Fragments del 1961, non esita a esplorare la follia in Miss Donnithorne’s Maggot del 1974 e negli Eight Songs for a Mad King del 1970. La sua missione? Classicizzare il Modernismo, a partire dalla Missa super l’Homme armé del 1968 fino al De Assumtione Beatae Mariae Virginis del 2001. (da sabato 9 a giovedì 14 settembre)

Mozart

Due giorni di bellezze
«Mozart riesce a commuovermi grazie alla sua luminosità e, insieme, grazie alla sua profondità. Non si tratta affatto solamente di un divertimento: in quella musica è contenuta tutta la tragicità dell’esistenza». Papa Ratzinger dixit. Sette concerti illumineranno una straordinaria due giorni mozartiana. Per riascoltare capolavori straordinari. Il trittico dei Quintetti per archi K. 406, K. 515, K. 516 della primavera 1787, il Quartetto con pianoforte K. 493, le Sonate K. 332 e K. 450, la Fantasia K. 475 per pianoforte, con il Quartetto Ysaÿe e Elisabeth Leonskaja. Le opere per violino e orchestra, dai Strassburger-Konzerte K. 216 e K. 218 al Concerto “turco” K. 219, con Uto Ughi e i Filarmonici di Roma e con Salvatore Accardo e l’Orchestra Regionale Toscana. I Concerti per pianoforte K. 467 e K. 488 con Freddy Kempf e l’Orchestra Filarmonica di Praga. La grandiosa Linzer K. 425 e la drammatica Prager-Sinfonie K. 504. L’imponente Krönungs-Messe K. 317 con la Bach Akademie Stuttgart di Helmut Rilling. Il tutto, magari, con l’idea di cercare dal «cavaliere Volfango Mozart», come suggeriva Eugenio Montale, il segreto per vivere «in una piena e forse gioiosa accettazione della vita, senza rigorismi e fanatismi». (sabato 23, domenica 24 settembre)

Torino Capitale Mondiale del Libro

Parole, musica e incontri insoliti
Nell’anno di Torino Capitale Mondiale del Libro, Torino Settembre Musica rilancia alla grande sul “piatto” della fantasmagorica BookStock nostrana inaugurata lo scorso 22 aprile. Perché parole, musica, libere contaminazioni e incontri insoliti sono da sempre anche la sua raison d’être. Ecco dunque Ivano Fossati con il suo nuovo album, L’Arcangelo, undici canzoni per «star tranquilli e ballare, ma parlare di cose importanti». Poi Un viaggio alla ricerca della luce, in omaggio a Henrik Ibsen a cent’anni dalla morte, su musiche di Edvard Grieg. Quindi una serata per rivivere la crisi poetica del 1901 di Hugo von Hofmannsthal raccontata dalla Lettera di Lord Chandos. A finire con la raffinata passeggiata Autour de Stéphane Mallarmé animata dall’Ensemble Nuovo Contrappunto con le note di Debussy, Ravel, D’Amico, insieme alla voce di Ugo Pagliai. Non senza il dotto suggello d’una giornata di studio dedicata a Mallarmé e le sue riverberazioni musicali. (lunedì 4, martedì 5, mercoledì 20, giovedì 21 settembre)

Hans Werner Henze

Uno scontro generazionale all’ombra del Sol Levante
La bella vedova trentatreenne Fusako Kuroda divide le sue giornate tra il lavoro nella sua boutique a Yokohama e le cure verso il figlio tredicenne Noboru. Durante la visita a una nave da carico Fusako s’innamora del secondo ufficiale Ryuji Tsukazaki, che le chiede di sposarlo. Dapprima affascinato dal marinaio, Noboru finisce con l’odiarlo, dopo averlo spiato amoreggiare con la madre. Condannato a morte per i suoi errori da Noboru e altri quattro compagni, Ryuji viene attirato in una trappola mortale. Un’opera dai risvolti foschi questa composta da Henze tra 1986 e 1989, su libretto di Hans-Ulrich Treichel ispirato a un romanzo di Yukio Mishima. Un mix originale di dodecafonia, tonalità, poli- e a-tonalità. Intitolata in origine Das verratene Meer (Il mare tradito), è stata rielaborata nel 2003. Gogo no eiko (Rimorchiare navi nel pomeriggio) viene eseguita per la prima volta in Italia in forma di concerto. (martedì 5 settembre)

Herreweghe, Christie, Albrecht

Tre titani per Bach e Mozart
William ChristieMatthäus-Passion BWV 244. Idomeneo, re di Creta K. 366. Requiem K. 626. Venerdì Santo 11 aprile 1727, Thomaskirche di Lipsia. 29 gennaio 1781, Nuovo Teatro di Corte di Monaco. Estate 1791, uno sconosciuto in maschera bussa alla porta di Mozart per un’ultima fatidica commissione. La più lunga ed elaborata Kirchenmusik mai composta da Bach: un’ineguagliabile “vivisezione” della «natura del Cristo». Il melodramma più enciclopedico e musicalmente ricco di Mozart. La drammatica «elegia di un artista moribondo», il suo congedo dalla vita in un torso di michelangiolesca sublimità. Tre capolavori affidati a tre immense compagini. I mitici Münchener Bach-Chor e Orchester di Karl Richter, affidati a Hansjörg Albrecht dal 2005. Les Arts Florissants dell’infaticabile esploratore del barocco William Christie. Il RIAS Kammer Chor e l’Orchestre des Champs-Élysées di Philippe Herreweghe, maître del pensiero profondo, rigoroso asceta della direzione. (mercoledì 6, lunedì 11, lunedì 18 settembre)

Scala, Philharmonia Orchestra, London Symphony

Chung, Muti e Haitink per Beethoven
Myung-Whun Chung Istituzione culturale. Agenzia formativa. Cantiere di eccellenza artistica. Centro propulsore di innovazione. Business. Storia. Un’orchestra sinfonica non è certo solo un conglomerato di un centinaio di professionisti della musica. Presenza straordinariamente fecondante all’interno di un tessuto sociale, è forse l’emblema quintessenziale del viaggio come categoria dello spirito. Così è stata la Filarmonica della Scala fin dal suo debutto il 25 gennaio 1982 sotto la direzione del suo fondatore Claudio Abbado. Così, dal 27 ottobre 1945, la Philharmonia Orchestra. Così, ormai da centouno stagioni, la London Symphony Orchestra. Ascoltarle dal vivo è un’esperienza culturalmente imprescindibile. Specie se si cimentano con l’assoluto nella forma del sinfonismo beethoveniano. Specie se intervengono bacchette prestigiose come il misteriosofico coreano Myung-Whun Chung, il carismatico Riccardo Muti, l’ecumenico Bernard Haitink. (sabato 2, venerdì 8, venerdì 15, sabato 16 settembre)

Musica dentro la Mole Antonelliana

Towner, Galliano, Dindo
Arditezza. Bellezza e raffinatezza. Potenza e controllo tecnico. Come meglio sintetizzare i quasi 168 metri eretti a sfidare il cielo da Alessandro Antonelli tra 1863 e 1889? Ma anche le innumerevoli sfide raccolte dal polistrumentista Ralph Towner nelle sue peregrinazioni dall’Oregon a Vienna, da New York a Palermo. Un compositore-improvvisatore alla chitarra, alla perenne ricerca di sonorità inaudite. Ma anche le intense delicatezze degli incantesimi sonori evocati dalla fisarmonica di Richard Galliano, il fisarmonicista più abile e smaliziato attualmente in circolazione, erede diretto di Astor Piazzolla, capace di infondere nel tango la raffinatezza di Debussy e di Ravel. Ma anche la forza espressiva del violoncello di Enrico Dindo, la lucidità tecnica, la mobilità di fraseggio con cui il solista torinese ha spopolato in tutto il mondo dopo la vittoria al «Rostropovic?» di Parigi nel 1997. Tre sfide strumentali fantasmagoriche nella cornice architettonica più consona. Da non perdere. (lunedì 4, lunedì 11, lunedì 18 settembre)

Stefano Bollani

Un ironico maratoneta del jazz
Stefano Bollani«Born to run» canterebbe di lui Bruce Springsteen. Stefano Bollani, fuoriclasse del pianoforte jazz italiano e poliedrico artista di fama ormai mondiale. Ex enfant prodige affermatosi a soli 15 anni. È sempre un’avventura fascinosa seguire questo trekker del jazz su e giù per i sentieri dell’improvvisazione. Lungo i quali mai egli dà l’impressione della fatica, lievitando a un palmo da terra, su una nuvoletta di passione e di gioco. Solo davanti alla tastiera. Spalleggiato dall’eclettica fisarmonica di Antonello Salis. Rapito dagli amici del Danish Trio nelle rarefatte atmosfere dei song scandinavi. Ispirato dalle Visions fugitives di Prokof’ev a oggettivare il proprio composito universo espressivo nel nuovo doppio cd I visionari. Trascinando con sé un quintetto di splendidi strumentisti e la voce della moglie Petra Magoni. Già, perché «fare cose diverse, con la loro componente di divertimento ma anche di rischio, è il modo per non annoiarmi, vivere sempre nuove emozioni ed essere creativo ogni sera». (domenica 10 settembre)

Ryuichi Sakamoto

Un pianoforte per il demolitore di barriere
«Voglio buttar giù i muri tra generi, categorie, o culture. Invece di costruire muri o confini, io cerco sempre di combinare cose differenti. Per me è una sfida eccitante». Una carriera vissuta attraversando confini. Sperimentando gli stili musicali più disparati, dall’elettro-pop al jazz, dalla bossanova al funky, dal modern classical alla world music. Collaborando con artisti di ogni estrazione, da Bowie, Byrne, Sylvian, a Iggy Pop, Youssou N’Dour, Caetano Veloso. Mai sazio dei risultati raggiunti, per quanto eccellenti, come le colonne sonore dell’Ultimo imperatore e del Piccolo Buddha di Bertolucci. In mezzo a questo oceanico sincretismo musicale è nel pianoforte che l’ex tastierista prodigio della mitica Yellow Magic Orchestra continua a trovare il più intrigante ubi consistam artistico. Da Thousand Knives del 1978 a Vrioon nel 2003, Chasm nel 2004 fino a Insen del 2005. (giovedì 7 settembre)

Torino Pride 2006

Victoria Abril, Gay Men’s Chorus, Festa Rustica
Victoria Abril«Far maturare una progettualità più piena». Torino Settembre Musica risponde all’appello del Comitato Organizzatore del Torino Pride 2006. Tre concerti nel segno di tre diverse progettualità. Quella del violoncellista e flautista Giorgio Matteoli, fondatore nel 1992 di Festa Rustica, brillante ensemble barocco con strumenti antichi dall’organico variabile, votato alla riscoperta del repertorio barocco meno frequentato. Quella dell’attrice spagnola Victoria Abril, che dopo quindici anni di cinema e un centinaio di pellicole, trova l’estro di reinventarsi come cantante. Incidendo Putcheros do Brasil, croccante cd di bossanova, con il superbo sostegno di cinque eccezionali musicisti cubani. Quella che da quindici anni ha portato il London Gay Men’s Chorus a sfidare ogni preconcetto, sociale e musicale. Mettendo insieme quasi centocinquanta voci per cantare un po’ di tutto, dalla classica al folk, dal jazz al pop. (mercoledì 6, venerdì 8, martedì 12 settembre)

Alla scoperta del Viet Nam

Musica popolare, etnica, colta
La millenaria unità del Viet Nam e la sua straordinaria ricchezza culturale trovano espressione nel panorama musicale di questo paese, che ha saputo assimilare e sintetizzare, nel corso del tempo, apporti delle culture straniere e contributi della molteplicità di etnie sul suo territorio. A testimonianza complessiva di un repertorio dove consuetudine popolare e arte dotta costantemente dialogano, per la prima volta a Torino la rassegna presenta la tradizione musicale vietnamita: la musica popolare (Ca Trù, eseguita sin dall’Anno Mille nella regione settentrionale dalle cantatrici, Hát Chèo, canto di intrattenimento, Hát Châu Vân, insieme a vocazione “artistico-ipnotica”, Dòn ca tài tu, musica rituale da camera, tipica della regione del sud), la musica “etnica”, rappresentata dai Cong Chiêng Tây Nguyên, gong degli altipiani centrali, la musica cosiddetta “colta” o d’arte, Nhà Nhac, in uso presso l’antica Corte di Huê, con la sua elaborata codificazione, fonte di identità e creatività, oggi patrimonio mondiale dell’umanità. (da lunedì 18 a venerdì 22 settembre)