giugno-luglio 2006

accademia corale stefano tempia


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Dobrogosz, Copland e Barber
Quando la musica americana sembra cinema

di Andrea Malvano

Bandiera USAOggi per attraversare l’oceano basta un click. L’America è vicina, entra ogni giorno nelle nostre case, nei nostri uffici, nelle nostre abitudini. Siamo più informati sulle vicende sentimentali del presidente degli Stati Uniti che sulla vita del nostro vicino di pianerottolo. Caso più unico che raro, solo la musica cosiddetta colta continua a seguire percorsi paralleli all’Europa. Steve Dobrogosz, ad esempio, viene dal North Carolina, non ha paura di scrivere messe nel ventunesimo secolo ed è uno dei compositori più amati dal pubblico americano di oggi. I suoi Agnus Dei non sembrano risentire di quella tradizione millenaria che pesa sulle scelte degli europei: è il vantaggio di chi non ha un passato vincolante con cui fare continuamente i conti, ma nello stesso tempo lo svantaggio di chi deve costruire su radici poco solide. Da sempre gli americani vivono in questa condizione particolare, difficile ma nello stesso tempo privilegiata. Quando Samuel Barber nel 1929 componeva la sua Serenade op. 1, Anton Webern a Vienna scriveva i capitoli più rivoluzionari della sua produzione da camera; il confronto tra due atteggiamenti così diversi fa impressione; ma Barber non poteva raccogliere le angosce di Webern, perché la sua cultura musicale non gli imponeva di andare alla disperata ricerca di un nuovo linguaggio.
Sono categorie diverse quelle che ci aiutano a capire la musica d’Oltreoceano. Prendiamo il cinema, ad esempio. Oggi Dobrogosz scrive messe che non ci stupiremmo di ascoltare tra le colline di Hollywood. Nella prima metà del Novecento Barber sapeva parlare all’immaginazione dell’ascoltatore, trasformando l’orchestra in un caleidoscopio di visioni suggestive. E nel 1942 Aaron Copland basava il suo balletto Rodeo sul fascino tutto cinematografico del mondo dei cow-boy, tra uomini duri e stivali sporchi di fango: c’è una lei, ci sono due lui e c’è un lieto fine all’insegna del chi s’accontenta gode. Niente di più comune; eppure Rodeo da sempre conquista il pubblico di tutto il mondo. Sarà il suo ritmo incalzante, saranno le sue tinte brillanti, sarà quel sapore particolare tipico dei film western. Quel che è certo è che si tratta di musica da vedere ancor prima che da ascoltare: i suoni come le immagini e le immagini come i suoni. Stupirci? E perché mai. Negli Stati Uniti la musica è nata quasi contemporaneamente al cinema: è normale quindi che vi si trovi poco Johann Sebastian Bach e molto John Ford.

FAYE NEPON

Masterclass di canto jazz, etnico, musical
sabato 24, domenica 25 giugno
Conservatorio «G. Verdi» ore 10-18

Faye Nepon
, nata a Chicago, ha studiato canto e pianoforte presso il Chicago Musical College e presso l’Università di San Francisco. Ha svolto attività concertistica come solista e in trio con Igor Polesitsky e Mauro Grossi, coltivando l’amore per il jazz e l’interesse per il patrimonio musicale della tradizione ebraica. Ha insegnato canto alla prima scuola professionale di musical in Italia, la Bernstein School of Musical Theater di Bologna, e all’Accademia Musicale di Firenze. Dal 1999 tiene corsi di perfezionamento per gli Amici della Musica di Firenze. La masterclass di Faye Nepon verterà sulle tecniche della voce al servizio del coro, nel repertorio jazz, etnico e del musical americano. Unico requisito per la partecipazione: esperienza in ambito corale. È previsto un concerto finale con la partecipazione degli allievi. Informazioni e iscrizioni: Accademia Corale «Stefano Tempia»
tel. e fax 011 55 39 330
segreteria@stefanotempia.it




lunedì 19 giugno

Conservatorio ore 21
Coro e Orchestra dell’Accademia «Stefano Tempia»
Corale Universitaria di Torino
Massimo Peiretti direttore
Michele Frezza pianoforte
Michele Frezza, Paolo Zaltron maestri del coro
suggestioni d’America

Musiche di Dobrogosz, Copland, Barber

rinnovo abbonamenti

Stagione Concertistica
2006-2007

lunedì 19 giugno
dalle ore 19 alle ore 20
presso il Conservatorio
e da martedì 20 giugno,
presso la segreteria dell’Accademia «Stefano Tempia», orario 15.30-18.30