Il pianoforte e l’orchestra sinfonica furono i due strumenti prediletti
da Maurice Ravel. Grande inventore di nuove sonorità pianistiche,
molto spesso si proponeva la sfida di trasportare i nuovi mondi sonori
così disvelati anche all’orchestra, trascrivendo con infinita
pazienza e mano infallibile tanti lavori propri.
Lo scambio tra pianoforte e orchestra mai come in Ravel fu più
stretto, tanto che se la maggioranza dei suoi lavori orchestrali vide
la luce prima nella forma pianistica, non si saprebbe veramente dire se
già al pianoforte l’ispirazione fosse guidata dal suono dell’orchestra.
Solo alla fine della carriera Ravel decise però di trattare insieme
i due mondi che in lui si erano così strettamente compenetrati,
ma mai affiancati. Il risultato saranno i due Concerti per pianoforte,
i suoi due puledri come li chiamava, a cui lavorò contemporaneamente
dividendo il tempo equamente come con due creature amate.
L’Oft offre questo mese l’opportunità di apprezzare
questo lato della produzione raveliana, grazie a un programma attentamente
studiato e alla partecipazione di uno dei più grandi pianisti francesi
in circolazione Jean-Bernard Pommier che, essendo stato allievo di Yves
Nat, è erede diretto della scuola lisztiana di Diemer. Pommier
eseguirà il Concerto in sol, il più solare dei due, e poi
l’orchestra suonerà due delle trascrizioni più riuscite
di opere pianistiche: Ma mère l’oye e Tombeau de Couperin,
dove i nuovi timbri aggiungono all’uno un alone fiabesco e all’altro
una patina di antico. Ad aprire il tutto c’è una nuova commissione
dell’Oft al compositore milanese Maurizio Pisati. Si tratta di una
scommessa, quella di scrivere un Microbolero, che il compositore così
descrive: «Parte del gioco è stata ripercorrere suggestioni
comuni, come immaginare questi pezzi – il suo e il mio – eseguiti
nel luogo della costruzione quotidiana, l’officina.
In questo Microbolero, non troviamo la stratificazione graduale e l’addensarsi
emotivo del Bolero raveliano, bensì la circolarità delle
idee. Non l’inamovibilità di un ritmo ma una sua immagine
mobile che ruota come la luce di un faro». (a.b.)
Anche per la Stagione Hicare-Environment Park l’Orchestra Filarmonica di Torino potrà contare sulla presenza in veste di camerista di Jean-Bernard Pommier, un personaggio che ha segnato la storia dell’interpretazione pianistica europea e che, per l’occasione, dialogherà con alcuni dei più interessanti musicisti torinesi.
Concerti da camera hicare-environment
park
Auditorium dell’Environment Park
ore 21
giovedì 8 giugno
Jean-Bernard Pommier, Giacomo Fuga pianoforti
Sergio Lamberto, Marina Bertolo violini
Simone Briatore viola
Umberto Clerici violoncello
Musiche di Schubert, Campogrande, Brahms
lunedì 19 giugno
Anna Tifu violino
Giuseppe Andaloro pianoforte
Musiche di Franck, Chausson, Ravel, Sarasate