di Gianni Nuti
Capita
che, per descrivere una situazione critica, si utilizzi un ritornello
così tante volte da diventare un tormentone: questo sostituisce
l´azione con la chiacchiera e contribuisce a far restare tutto come
sempre. Per esempio: «la musica, Cenerentola della scuola italiana».
A Torino da tempo si è deciso di fare qualcosa e di non limitarsi
alle geremiadi sul decremento del pubblico ai concerti di musica classica
e sulla mancanza di cultura musicale nella nazione con più talenti
artistici del mondo. Grazie alle Chiavi della musica, interpreti eccellenti
dal 1996 a oggi sono entrati nelle aule come splendide apparizioni, hanno
puntato sull´effetto stregoneria affinché i giovani studenti
si accorgessero che non esiste solo la musica scelta dalle grandi major
americane e si attrezzassero il meglio possibile con filtri interpretativi
più severi contro i bombardamenti mediatici. Per il passaggio successivo
si doveva osare ancora di più: bisognava insinuarsi nelle maglie
delle materie che normalmente si affrontano in una scuola superiore, dimostrando
la trasversalità del linguaggio musicale, che deposita tracce in
ogni disciplina perché fatto di codici profondi, scritti nella
corporeità e nelle dinamiche delle forme, perché riproduce
le evoluzioni, i progressi e le regressioni del tempo esistenziale.
L´Associazione Sistema Musica e l´Assessorato alla Cultura
del Comune di Torino, con l´appoggio della Direzione Regionale Scolastica
del Piemonte, hanno provato a ipotizzare un piano di aggiornamento denominato
Sentieri di musica che, invece di costringere la musica nell´angolo
dove stanno i saperi inutili, rosicchiata dai professori di italiano o
latino preoccupati di «prendere qualche ora in più, se no non riescono
a finire il programma», esortasse gli insegnanti non specialisti a invadere
di suoni ogni materia curricolare. Così sedici insegnanti di licei
e istituti tecnici, esperti delle materie più disparate, si sono
trovati insieme tra dicembre 2005 e giugno 2006 confrontandosi con un
modo psicologico di pensare la musica, un piano di lavoro costruito su
metodologie cooperative e l´uso sistematico di strumenti multimediali.
Il percorso ha suggerito spunti per valorizzare, per esempio, quanto di
musicale dimora in un verso di Dante e stimolare i ragazzi a cantarlo
esaltandone gli accenti, le varietà intonative, dando voce a quello
che sta tra una sillaba e l´altra o nel vuoto bianco del da capo.
Oppure ha investito la matematica di ruoli estetici – garante della proporzionalità
che rende bella una forma compiuta – o ludico-esoterici, avendo molti
compositori azzardato tecniche di scrittura affidandosi alla numerologia.
Nella fase in cui ai partecipanti è stato chiesto di produrre un´ipotesi
di lavoro nelle loro classi, i linguaggi espressivi hanno fecondato la
storia, la filosofia, la matematica, lanciando semi di pragmatismo, gusto
per la bellezza, ricerca di profondità, coinvolgimento responsabile
e democratico di tutti per la realizzazione di un comune progetto con
esiti sorprendenti: questo è l´unico modo per non lasciare
la musica fuori dai cancelli della scuola, renderla accessibile a tutti
liberandola da tecnicismi autoreferenziali, considerarla patrimonio prezioso
tra le conoscenze di norma impartite, farla vivere a ciascuno sulla pelle
come una emanazione di sé. Nel gioco dunque gli studenti non sono
stati ad ascoltare e basta: hanno messo a disposizione del progetto le
abilità creative maturate fuori dalla scuola danzando, cantando,
componendo, hanno interagito con i docenti sfruttando la miccia emotiva
che l´ascolto musicale accende per bruciare riflessioni, richiamare
memorie e costruire mappe di concetti utili a dare una lettura personale
e cosciente del mondo, seppure diviso in celle con il nome di lettere,
storia, geografia... Il prodotto di questo grande studio di gruppo è
sintetizzato in una pubblicazione in formato dvd che vuole raccogliere
materiale utile a chi desideri intraprendere un´avventura simile,
ma soprattutto dimostrare quante risorse umane, intellettuali e scientifiche
nasconda – e talvolta mortifichi – la nostra scuola superiore, sia dalla
parte della cattedra sia da quella dei banchi.
Proposta di didattica modulare interdisciplinare per scuole medie superiori a cura di Gianni Nuti Con i contributi di Emanuele Ferrari, Giacomo Jori, Albino Lanciani e degli insegnanti Paolo Bovino, Luciano Ciamporcero, Elizabeth Dickens, Giuseppe Di Gioia, Maria Cristina Druetto, Gabriella Gavinelli, Marina Grasso, Teresa Graziano, Marilena Messina, Piergiacomo Oderda, Silvia Pianciola, Enzo Sclavo, Mariarosa Trabucchi, Elisabetta Valfré, Claudia Varetto, Daniela Venturini
In preparazione un cd rom con i materiali del progetto.