settembre 2006

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Peter Maxwell Davies
Dall´Inghilterra, innamorato di Roma

di Livio Aragona

DaviesIn scena c´è un re, un re impazzito, che nella sua pazzia pensa di poter insegnare il canto ai pettirossi, e non riuscendovi, e aumentando la sua frustrazione, rivolge la sua rabbia anche contro di loro. È quel che accade nelle Eight Songs for a Mad King, azione musical-teatrale del 1969, che è forse, ancora oggi, tra le cose più note ed eseguite di Peter Maxwell Davies. La solitudine di quel re, ispirato alla figura di Giorgio III, assomiglia un poco a quella del re del racconto di Italo Calvino divenuto poi il libretto per un´opera di Luciano Berio, Un re in ascolto. Di Berio, Maxwell Davies fu amico e per un tratto compagno di strada; eppure, il compositore inglese potrebbe essere accostato più proficuamente proprio a Calvino, per la densità leggera della sua vena poetica, per la curiosità verso i fenomeni naturali, la scienza e l´arte figurativa, fino a farne fonti di ispirazione, e ancora, per la propensione a mescolare materiali e linguaggi a fini ironici e speculativi. Il re delle Eight Songs, oscilla tra sentimenti di leggera esuberanza e amara ironia; emette un mucchio di suoni – che in realtà sono di un virtuosismo vocale stratosferico –, e nel suo delirio conforta il proprio popolo su echi del Messiah di Haendel, una musica assai amata da Giorgio III. Certo, il collegamento con il re di Berio e Calvino, è estemporaneo e parziale, tuttavia il legame di Davies con l´Italia è stato fondamentale e duraturo. Arrivò in Italia nella metà degli anni Cinquanta, poco più che ventenne (è nato nel 1934) per studiare con Goffredo Petrassi, e fu per lui un vero coup de foudre, e anche un coup de food, come egli stesso ha confessato. Davies fu conquistato non solo dalla musica, dalle bellezze artistiche e architettoniche della città eterna, ma anche dalla cultura gastronomica, di cui ancora oggi è un appassionato cultore. È in Italia che Peter Maxwell Davies, sotto la guida attenta e discreta di Petrassi, è diventato un compositore. Ancora nelle opere di questi ultimi anni, la presenza di Roma è costantemente dichiarata, come nel recente Settimo quartetto per archi della serie Naxos, che è una lunga meditazione sulle forme architettoniche di Francesco Borromini. L´altro baricentro del mondo di Davies è il luogo in cui vive da anni, una piccola, solitaria e brulla isola dell´arcipelago delle Orcadi. In tutta la sua musica strumentale e sinfonica, anche quella apparentemente più astratta, presenze marine risuonano in forme d´onda e a spirale, non tanto distanti, in fondo, dalle cavità mosse e dalle forme convesse del Borromini. Così, tra il brulichio di Roma, l´affastellarsi di memorie storiche e la spoglia e orizzontale essenzialità delle isole Orcadi, interrotta solo dalla verticalità di pietra di tumuli e templi di siti preistorici, si svolge un´attività compositiva ricchissima: azioni teatral-musicali e vere e proprie opere, musica per bambini, concerti solistici, sinfonie e musica da camera. I cinque concerti nel cartellone di Torino Settembre Musica ne coprono ogni ambito con titoli assai rappresentativi: il teatro, con due dei suoi esempi più agili e geniali, le Eight Songs for a Mad King, e Miss Donnithorne´s Maggot; la musica vocale con i Leopardi Fragments e Revelation and Fall su una poesia di Georg Trakl. Si dà poi rilievo alla presenza di antichi inni gregoriani e di echi delle polifonie rinascimentali, che affiorano un po´ ovunque nella musica di Davies, ma in forma più esplicita, ad esempio, nella Missa super l´Homme Armé o in De Assumtione Beatae Mariae; infine, la musica sinfonica, con la Sinfonia Antartica, ma anche con Roma Amor, che oltre a rendere esplicito il gusto per i palindromi e la simmetria (Amor come esatto retrogrado di Roma), è anche, una volta di più, una testimonianza del suo legame con Roma, e con Petrassi, al quale quest´opera è dedicata.

sabato 9 settembre Teatro Vittoria – ore 11

Incontro con il compositore Presentazione del volume Peter Maxwell Davies

domenica 10 settembre Conservatorio – ore 21

London Sinfonietta
Nicholas Kok
direttore
Jane Manning soprano
Kelvin Thomas baritono
Miss Donnithorne´s Maggot per soprano ed ensemble Eight Songs for a Mad King per voce maschile ed ensemble

lunedì 11 settembre Conservatorio – ore 17

London Sinfonietta
Oliver Knussen
direttore
Lucy Shelton soprano
Hilary Summers contralto
Leopardi Fragments, cantata per soprano, contralto ed ensemble
A Mirror of Whitening Light per ensemble Revelation and Fall per soprano ed ensemble

martedì 12 settembre Conservatorio – ore 17

London Sinfonietta
Oliver Knussen
direttore
Lucy Shelton voce recitante
Crossing Kings Reach per ensemble
Missa super L´Homme Armé, messa parodia per voce recitante ed ensemble
De Assumtione Beatae Mariae Virginis per ensemble

mercoledì 13 settembre Auditorium Rai – ore 21

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Peter Maxwell Davies
direttore
Vittorio Ceccanti violoncello
Mavis in Las Vegas, tema e variazioni per orchestra
Strathclyde Concerto n. 2 per violoncello e orchestra
Antarctic Symphony (Sinfonia n. 8)

giovedì 14 settembre Auditorium del Lingotto – ore 21

Bbc Philharmonic
Gianandrea Noseda
direttore
Roma Amor per orchestra