di Livio Aragona
In
scena c´è un re, un re impazzito, che nella sua pazzia pensa
di poter insegnare il canto ai pettirossi, e non riuscendovi, e aumentando
la sua frustrazione, rivolge la sua rabbia anche contro di loro. È
quel che accade nelle Eight Songs for a Mad King, azione musical-teatrale
del 1969, che è forse, ancora oggi, tra le cose più note
ed eseguite di Peter Maxwell Davies. La solitudine di quel re, ispirato
alla figura di Giorgio III, assomiglia un poco a quella del re del racconto
di Italo Calvino divenuto poi il libretto per un´opera di Luciano
Berio, Un re in ascolto. Di Berio, Maxwell Davies fu amico e per un tratto
compagno di strada; eppure, il compositore inglese potrebbe essere accostato
più proficuamente proprio a Calvino, per la densità leggera
della sua vena poetica, per la curiosità verso i fenomeni naturali,
la scienza e l´arte figurativa, fino a farne fonti di ispirazione,
e ancora, per la propensione a mescolare materiali e linguaggi a fini
ironici e speculativi. Il re delle Eight Songs, oscilla tra sentimenti
di leggera esuberanza e amara ironia; emette un mucchio di suoni – che
in realtà sono di un virtuosismo vocale stratosferico –, e nel
suo delirio conforta il proprio popolo su echi del Messiah di Haendel,
una musica assai amata da Giorgio III. Certo, il collegamento con il re
di Berio e Calvino, è estemporaneo e parziale, tuttavia il legame
di Davies con l´Italia è stato fondamentale e duraturo. Arrivò
in Italia nella metà degli anni Cinquanta, poco più che
ventenne (è nato nel 1934) per studiare con Goffredo Petrassi,
e fu per lui un vero coup de foudre, e anche un coup de food, come egli
stesso ha confessato. Davies fu conquistato non solo dalla musica, dalle
bellezze artistiche e architettoniche della città eterna, ma anche
dalla cultura gastronomica, di cui ancora oggi è un appassionato
cultore. È in Italia che Peter Maxwell Davies, sotto la guida attenta
e discreta di Petrassi, è diventato un compositore. Ancora nelle
opere di questi ultimi anni, la presenza di Roma è costantemente
dichiarata, come nel recente Settimo quartetto per archi della serie Naxos,
che è una lunga meditazione sulle forme architettoniche di Francesco
Borromini. L´altro baricentro del mondo di Davies è il luogo
in cui vive da anni, una piccola, solitaria e brulla isola dell´arcipelago
delle Orcadi. In tutta la sua musica strumentale e sinfonica, anche quella
apparentemente più astratta, presenze marine risuonano in forme
d´onda e a spirale, non tanto distanti, in fondo, dalle cavità
mosse e dalle forme convesse del Borromini. Così, tra il brulichio
di Roma, l´affastellarsi di memorie storiche e la spoglia e orizzontale
essenzialità delle isole Orcadi, interrotta solo dalla verticalità
di pietra di tumuli e templi di siti preistorici, si svolge un´attività
compositiva ricchissima: azioni teatral-musicali e vere e proprie opere,
musica per bambini, concerti solistici, sinfonie e musica da camera. I
cinque concerti nel cartellone di Torino Settembre Musica ne coprono ogni
ambito con titoli assai rappresentativi: il teatro, con due dei suoi esempi
più agili e geniali, le Eight Songs for a Mad King, e Miss Donnithorne´s
Maggot; la musica vocale con i Leopardi Fragments e Revelation and Fall
su una poesia di Georg Trakl. Si dà poi rilievo alla presenza di
antichi inni gregoriani e di echi delle polifonie rinascimentali, che
affiorano un po´ ovunque nella musica di Davies, ma in forma più
esplicita, ad esempio, nella Missa super l´Homme Armé o in
De Assumtione Beatae Mariae; infine, la musica sinfonica, con la Sinfonia
Antartica, ma anche con Roma Amor, che oltre a rendere esplicito il gusto
per i palindromi e la simmetria (Amor come esatto retrogrado di Roma),
è anche, una volta di più, una testimonianza del suo legame
con Roma, e con Petrassi, al quale quest´opera è dedicata.
sabato 9 settembre Teatro Vittoria – ore 11
Incontro con il compositore Presentazione del volume Peter Maxwell Davies
domenica 10 settembre Conservatorio – ore 21
London Sinfonietta
Nicholas Kok direttore
Jane Manning soprano
Kelvin Thomas baritono
Miss Donnithorne´s Maggot per soprano ed ensemble Eight Songs
for a Mad King per voce maschile ed ensemble
lunedì 11 settembre Conservatorio – ore 17
London Sinfonietta
Oliver Knussen direttore
Lucy Shelton soprano
Hilary Summers contralto
Leopardi Fragments, cantata per soprano, contralto ed ensemble
A Mirror of Whitening Light per ensemble Revelation and Fall per
soprano ed ensemble
martedì 12 settembre Conservatorio – ore 17
London Sinfonietta
Oliver Knussen direttore
Lucy Shelton voce recitante
Crossing Kings Reach per ensemble
Missa super L´Homme Armé, messa parodia per voce recitante
ed ensemble
De Assumtione Beatae Mariae Virginis per ensemble
mercoledì 13 settembre Auditorium Rai – ore 21
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Peter Maxwell Davies direttore
Vittorio Ceccanti violoncello
Mavis in Las Vegas, tema e variazioni per orchestra
Strathclyde Concerto n. 2 per violoncello e orchestra
Antarctic Symphony (Sinfonia n. 8)
giovedì 14 settembre Auditorium del Lingotto – ore 21
Bbc Philharmonic
Gianandrea Noseda direttore
Roma Amor per orchestra