di Alberto Bosco
Quest´anno,
a Torino Settembre Musica, ci saranno tre concerti organizzati in collaborazione
con il Torino Pride 2006, l´organizzazione che ha dato vita il 17
giugno scorso alla prima sfilata per l´orgoglio GLBT (gay/lesbo/bisex/transgender)
a Torino. La cosa non è di poco conto ed è un buon segno
per chi si augura che i modi e gli stili delle varie comunità omosessuali
diventino oggetto di confronto vero e paritario, come avviene in quei
paesi in cui il relativismo culturale è un dato di fatto e non
un incubo da scongiurare. Nella vetrina prestigiosa del Festival arriveranno
nell´ordine l´ensemble barocco Festa Rustica (6 settembre),
l´icona almodovariana Victoria Abril (8 settembre) e infine, per
l´evento più rappresentativo, il Gay Men´s Chorus di
Londra (12 settembre). Dopo quindici anni di attività, questo coro
di 150 elementi è diventato un riferimento sicuro nella scena musicale
londinese. Andrea De Tomas, torinese trasferitosi nella City, ne fa parte
dal 2003 ed è grazie a lui che la compagine guidata da Charles
Beale canterà per noi al Lingotto.
Andrea De Tomas, com´è riuscito a portare a termine
quest´iniziativa?
«Devo innanzitutto ringraziare Torino Settembre Musica, e in
particolare Claudio Merlo che si è mostrato da subito entusiasta
e aperto all´idea, ed Enzo Cucco di Torino Pride a cui si devono
le tante iniziative di questo 2006. Ad aiutarmi è stato anche il
prestigio del nostro Coro. Siamo abituati a cantare in sale come il Barbican,
la Queen Elisabeth e la Royal Albert Hall; abbiamo fatto tournée
in Europa e negli Stati Uniti e ci capita anche di esibirci con star del
calibro di Elton John, con il quale abbiamo cantato lo scorso 2 luglio
durante l´Europride. Il nostro biglietto da visita è più
che rispettabile e gli organizzatori di un festival di musica capiscono
che offriamo un prodotto musicale di qualità».
Ecco, però la missione musicale è soltanto uno
degli obiettivi del Gay Men´s Chorus.
«Certo, la missione artistica c´è ed è assolta con
successo: ogni nostro concerto è un tutto esaurito, cosa rara per
un coro amatoriale. Senza questa cura della musica la missione sociale
del gruppo avrebbe meno forza. Invece così, il nostro Coro è
diventato un´istituzione a Londra ed è seguito da un pubblico
misto come tante altre realtà musicali. Grazie a questo riconoscimento
chi vive in condizioni sociali in cui l´omosessualità è
fonte di disagio può riconoscersi nella formazione, trovando motivazioni
per vivere la propria identità senza imbarazzi».
Ma voi in questi quindici anni avete vissuto episodi di intolleranza?
«Ora la situazione è molto migliorata, anche se bisogna
sempre restare attenti. Credo che quindici anni fa i nove coristi che
hanno incominciato quest´avventura abbiano dato prova di grande
coraggio. Ancora pochi anni fa, a Belfast, fuori dalla sala dove si teneva
un nostro concerto, c´è stata una manifestazione contro gli
omosessuali con lancio di oggetti. Ma la vita dei cori GLBT è in
continua crescita. Negli Stati Uniti esiste una grande e potente organizzazione
con sponsor facoltosi, ma anche in Europa i cori sono sempre di più.
In Inghilterra (ma anche in Germania e in Olanda) la situazione è
particolarmente buona, vista la tradizione corale di questi paesi in cui
tutti, sin da piccoli, sono abituati a cantare in gruppo».
Infatti in Italia, dove saper leggere le note è ancora
considerata una virtù sovrumana, non ci sono cori gay. O mi sbaglio?
«Per quanto ne so io, non ce n´è nessuno. E, come
dice lei, ciò è anche dovuto al fatto che in Italia non
esiste la pratica amatoriale della musica. Chi fa musica sono solo i professionisti,
gli altri stanno ad ascoltare. Guardi, la mia più grande soddisfazione
sarebbe che il nostro concerto facesse capire a chi ancora non lo sa quanto
è vitale e bello cantare in un coro e fare musica insieme ad altre
persone. Niente mi farebbe più piacere se al prossimo Various Voices,
il festival europeo per cori GLBT che si terrà a Londra nel 2009,
dovessi vedere un coro italiano tra i partecipanti».
Un´ultima domanda: che cosa avete preparato per il vostro
concerto torinese?
«Abbiamo in repertorio un insieme di canzoni sia di tradizione
classica sia pop, con alcune aggiunte effettuate esplicitamente per Torino
Settembre Musica».
In collaborazione con Torino Pride 2006
mercoledì 6 settembre Tempio Valdese ore 17
Ensemble Festa Rustica
Giorgio Matteoli direttore e flauto dolce
Guanluca Belfiori Doro contraltista
venerdì 8 settembre Teatro Colosseo ore 23
Victoria Abril putcheros do brasil
martedì 12 settembre Auditorium del Lingotto
ore 21
London Gay Men´s Chorus
Charles Beale direttore
Simon Sharpe pianoforte