settembre 2006

orchestra sinfonica nazionale RAI


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La Stagione 2006-2007 dell´Osn Rai
Musica contemporanea e grande repertorio

Arming

L´Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai presenta la sua tredicesima stagione lasciandosi finalmente alle spalle la lunga fase di provvisorietà in cui era entrata pochissimo tempo dopo la sua formazione. Dal gennaio 2006 programmiamo, proviamo e suoniamo i nostri concerti nell´Auditorium di piazza Rossaro: sede storica dei concerti Rai a Torino, anche logisticamente collegata alla maggior parte delle altre istituzioni musicali e di spettacolo della città, familiare al pubblico che lo frequentava in carne e ossa da più di mezzo secolo come agli innumerevoli spettatori della televisione. Un recupero di normalità che oltre a saziare un´esigenza avvertita anche duramente dai musicisti dell´orchestra ci apre nuove possibilità per quanto riguarda il servizio che sentiamo di dover svolgere nei confronti del pubblico. Un recupero di regolarità che ci aiuta a guardare al futuro con ambizioni ancora maggiori.
E al futuro guardiamo anche con questa serie di ventotto concerti sinfonici. Anzitutto per lo spazio dedicato alla musica contemporanea. Le tre edizioni di Rai NuovaMusica che abbiamo alle spalle hanno consolidato il ruolo dell´Osn Rai come punto di riferimento insostituibile nel panorama italiano. La crescita costante degli ascoltatori e l´incoraggiamento straordinario datoci dal Premio «Abbiati» si sono rispecchiati nell´invito al Festival di Salisburgo 2006 per la prima assoluta della nuova versione di Gogo No Eiko di Hans Werner Henze, e nelle collaborazioni sempre più frequenti alle rassegne più importanti in questo campo, dalla Biennale di Venezia a Milano Musica, a quel Torino Settembre Musica che costituisce il nostro interlocutore più importante e solidale in città. Anche in questo cartellone figurano dunque prime assolute e prime italiane, con la presenza in prima persona come direttori, interpreti di musiche proprie e altrui, di due fra i massimi compositori di oggi, Krzysztof Penderecki e Peter Eötvös: esponenti di generazioni e orientamenti artistici diversi, a testimoniare l´imparzialità attenta con la quale ci rivolgiamo alla cultura attuale.
Bilancia questo impegno la ricognizione instancabile del grande repertorio: da Bach, saldatura formidabile fra l´età barocca e quel sinfonismo moderno che ha il suo capostipite nel nostro caro e sempre presente Haydn, a Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms, Bruckner, Mahler e Strauss. Gli amici inseparabili di un´orchestra sinfonica innervano anche quest´anno la nostra programmazione, insieme con autori meno consueti o meno inseriti nella tradizione storica europea: i ritorni periodici dei massimi capolavori, affidati ogni volta a interpreti anagraficamente e culturalmente diversi e affiancati alla proposta di cose nuove o in qualche misura anomale ci consentiranno, nel confronto tra letture differenti, un ulteriore arricchimento culturale. Tra gli interpreti, molti i nomi familiari al nostro pubblico: in testa a tutti Rafael Frühbeck de Burgos, che corona il suo secondo triennio come direttore principale con uno dei capolavori operistici della sua cultura d´origine, La vida breve di Manuel de Falla; Jeffrey Tate, il nostro direttore onorario, che continua a proporci programmi fra i più stimolanti e ricchi di fascino. Molti i nomi nuovi, da quelli di favolosa celebrità, come Daniel Barenboim, che siamo orgogliosi di poter ospitare come pianista, ai tanti giovani che per una scelta precisa coinvolgiamo in numero sempre maggiore nella nostra attività, e che in molti casi salgono sul nostro podio o collaborano con noi come solisti per la prima volta. Certezza e proposte, coerenza e verità: estremi solo apparentemente opposti, in realtà complementari, tra i quali oscilla il lavoro artistico di un´orchestra che chiede, e ha diritto, di essere riconosciuta come una delle componenti più dinamiche e attive della cultura musicale del nostro paese.