aprile 2007

teatro regio/ piccolo regio laboratorio


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Davide Livermore
«Canti dall´inferno: musica a sostegno della poesia»

di Savina Neirotti

Davide LivermoreDavide Livermore in Francia, a Toulon, ha allestito l´Elisir d´amore per la ventitreesima volta. Uno spettacolo che molti teatri d´opera, sia in Italia sia all´estero, continuano a volere nella loro stagione.
Sono straordinari l´energia di questo artista, che è insieme regista, attore e cantante, musicista e organizzatore teatrale, e l´impegno che mette non solo nel creare, ma anche nel comunicare il processo e la ricerca che sta dietro a ogni sua creazione.

Maestro Livermore, che cos´è Canti dall´inferno?
«È una tappa ulteriore di ricerca in quella terra di mezzo che sta tra la parola cantata e quella parlata. Si tratta di "ricercare", di aprire un´ansa che crei la possibilità di nuove esperienze espressive, un percorso che avviene parallelamente in tutta Europa. Tutte le volte che, insieme ad Andrea Chenna e alla Compagnia del Teatro Baretti, abbiamo scandagliato questa terra di mezzo affrontando il teatro musicale di ricerca, abbiamo trovato qualcosa di estremamente potente, che prende le mosse dalla seconda pratica monteverdiana: l´armonia al servizio della poesia. Produttivamente l´Associazione Baretti ha messo insieme parlato e cantato, unendo le forze di Stabile e Regio».

Nel cercare di definire questo spettacolo, lei parla infatti di moderno madrigale rappresentativo…
«Il desiderio è quello di comunicare gli "affetti" della poesia grazie al sostegno della musica, come nel tardo Cinquecento, ma di farlo seguendo quel bisogno primordiale di contemporaneità che accomuna tutti gli artisti coinvolti. È quello che mi piace fare nei miei lavori, opera o prosa che sia: togliere le etichette di ogni repertorio e comunicare la "maraviglia". In fondo, ogni forma teatrale è la sedimentazione di tante esperienze. È chiaro che il madrigale rappresentativo è il nostro fantasma formale – siamo immersi nei fantasmi formali, ogni prodotto artistico ha il suo – ed è ciò che permette a un´opera di essere recepita dal pubblico: paradossalmente più è celato e più è presente. In ogni caso: musica a sostegno della poesia, l´esigenza comunicativa è quella».

Questa volta avete scelto il personaggio di Ramón Sampedro, noto al grande pubblico grazie al libro Lettere dall´inferno e al film Mare dentro.
«Conoscevo già le poesie, poi ho visto il film. Abbiamo scelto le liriche di Ramón Sampedro, siamo stati attratti dalla sua potente poesia, da questo corpo morto in grado di generare tanta vita attraverso la parola. Non si tratta di uno spettacolo che affronta direttamente il tema dell´eutanasia. No, l´arcata drammaturgica segue la tensione interna del personaggio, che vuole trovare un senso alla vita. Ramón estremizza il percorso, la ricerca che è di tutti».

Si può provare a descrivere lo spettacolo, il suo tessuto sonoro?
«L´intero tessuto musicale è concepito con un´orchestra di computer che Andrea Chenna dirige; una meravigliosa macchina elettronica che parte dalla voce. Come unico strumento acustico un salterio. E tutto è rigorosamente live. C´è la possibilità di improvvisare: l´interazione avviene seguendo flussi e velocità diverse ma legati al momento emotivo dell´opera. La musica scritta da Chenna è interamente prodotta da noi, e ognuno mette in campo tutte le sue capacità e conoscenze, alla ricerca del proprio limite espressivo. Tutti gli artisti coinvolti, da Roberta Cortese che è insieme attrice, musicista e cantante, a Manuela Custer, eccellente cantante d´opera, condividono la tensione interna delle liriche di Lettere dall´inferno e dell´opera stessa. Arriviamo da cammini vari e lontani che, allineati a un progetto, portano molte possibilità espressive. Lo scopo, ancora una volta, è che la musica amplifichi esponenzialmente il senso poetico delle parole».

Un desiderio da esprimere, un sogno?
«Che questo tipo di ricerca sia riconosciuto dai teatri di prosa e di opera, che si crei, anche a livello di critica in Italia, una riconoscibilità. Perché questo accada è necessario un impegno produttivo, che già dimostrano teatri come lo Stabile di Torino, il Teatro Due di Parma e il Piccolo Regio Laboratorio, che ci accoglie per la terza volta».




martedì 3 aprile
mercoledì 4 aprile

Piccolo Regio Puccini ore 21
Piccolo Regio Laboratorio

Canti dall´inferno
Il mare dentro il dolore

di Ramón Sampedro (da Lettere dall´inferno) e di Luigi Chiarella, Roberta Cortese, Beatríz de Dia
Musiche
di Andrea Chenna Traduzione di Roberta Cortese
con Roberta Cortese, Manuela Custer, Davide Livermore Christine Angele salterio
Davide Livermore regia e costumi
Nell´ambito di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma

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