di Savina Neirotti
Davide
Livermore in Francia, a Toulon, ha allestito l´Elisir d´amore
per la ventitreesima volta. Uno spettacolo che molti teatri d´opera,
sia in Italia sia all´estero, continuano a volere nella loro stagione.
Sono straordinari l´energia di questo artista, che è insieme
regista, attore e cantante, musicista e organizzatore teatrale, e l´impegno
che mette non solo nel creare, ma anche nel comunicare il processo e la
ricerca che sta dietro a ogni sua creazione.
Maestro Livermore, che cos´è Canti dall´inferno?
«È una tappa ulteriore di ricerca in quella terra di mezzo che
sta tra la parola cantata e quella parlata. Si tratta di "ricercare",
di aprire un´ansa che crei la possibilità di nuove esperienze
espressive, un percorso che avviene parallelamente in tutta Europa. Tutte
le volte che, insieme ad Andrea Chenna e alla Compagnia del Teatro Baretti,
abbiamo scandagliato questa terra di mezzo affrontando il teatro musicale
di ricerca, abbiamo trovato qualcosa di estremamente potente, che prende
le mosse dalla seconda pratica monteverdiana: l´armonia al servizio
della poesia. Produttivamente l´Associazione Baretti ha messo insieme
parlato e cantato, unendo le forze di Stabile e Regio».
Nel cercare di definire questo spettacolo, lei parla infatti
di moderno madrigale rappresentativo…
«Il desiderio è quello di comunicare gli "affetti" della
poesia grazie al sostegno della musica, come nel tardo Cinquecento, ma
di farlo seguendo quel bisogno primordiale di contemporaneità che
accomuna tutti gli artisti coinvolti. È quello che mi piace fare
nei miei lavori, opera o prosa che sia: togliere le etichette di ogni
repertorio e comunicare la "maraviglia". In fondo, ogni forma
teatrale è la sedimentazione di tante esperienze. È chiaro
che il madrigale rappresentativo è il nostro fantasma formale –
siamo immersi nei fantasmi formali, ogni prodotto artistico ha il suo
– ed è ciò che permette a un´opera di essere recepita
dal pubblico: paradossalmente più è celato e più
è presente. In ogni caso: musica a sostegno della poesia, l´esigenza
comunicativa è quella».
Questa volta avete scelto il personaggio di Ramón Sampedro,
noto al grande pubblico grazie al libro Lettere dall´inferno e al
film Mare dentro.
«Conoscevo già le poesie, poi ho visto il film. Abbiamo scelto
le liriche di Ramón Sampedro, siamo stati attratti dalla sua potente
poesia, da questo corpo morto in grado di generare tanta vita attraverso
la parola. Non si tratta di uno spettacolo che affronta direttamente il
tema dell´eutanasia. No, l´arcata drammaturgica segue la tensione
interna del personaggio, che vuole trovare un senso alla vita. Ramón
estremizza il percorso, la ricerca che è di tutti».
Si può provare a descrivere lo spettacolo, il suo tessuto
sonoro?
«L´intero tessuto musicale è concepito con un´orchestra
di computer che Andrea Chenna dirige; una meravigliosa macchina elettronica
che parte dalla voce. Come unico strumento acustico un salterio. E tutto
è rigorosamente live. C´è la possibilità di
improvvisare: l´interazione avviene seguendo flussi e velocità
diverse ma legati al momento emotivo dell´opera. La musica scritta
da Chenna è interamente prodotta da noi, e ognuno mette in campo
tutte le sue capacità e conoscenze, alla ricerca del proprio limite
espressivo. Tutti gli artisti coinvolti, da Roberta Cortese che è
insieme attrice, musicista e cantante, a Manuela Custer, eccellente cantante
d´opera, condividono la tensione interna delle liriche di Lettere
dall´inferno e dell´opera stessa. Arriviamo da cammini vari
e lontani che, allineati a un progetto, portano molte possibilità
espressive. Lo scopo, ancora una volta, è che la musica amplifichi
esponenzialmente il senso poetico delle parole».
Un desiderio da esprimere, un sogno?
«Che questo tipo di ricerca sia riconosciuto dai teatri di prosa e di
opera, che si crei, anche a livello di critica in Italia, una riconoscibilità.
Perché questo accada è necessario un impegno produttivo,
che già dimostrano teatri come lo Stabile di Torino, il Teatro
Due di Parma e il Piccolo Regio Laboratorio, che ci accoglie per la terza
volta».
martedì 3 aprile
mercoledì 4 aprile
Piccolo Regio Puccini ore 21
Piccolo Regio Laboratorio
Canti dall´inferno
Il mare dentro il dolore
di Ramón Sampedro (da Lettere dall´inferno)
e di Luigi Chiarella, Roberta Cortese, Beatríz de Dia
Musiche
di Andrea Chenna Traduzione di Roberta Cortese
con Roberta Cortese, Manuela Custer, Davide Livermore Christine
Angele salterio
Davide Livermore regia e costumi
Nell´ambito di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma