dicembre 2007

teatro regio


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Il Balletto del Teatro Bol’sˇoj
Stelle che ricuciono la storia

di Chiara Castellazzi

Balletto del Teatro Bol’sˇoj di MoscaQuando il corpo di ballo è quello del Bol’sˇoj, nel vedere le perfette, millimetriche file di cigni o di Villi che si intrecciano in magici insiemi, possiamo immaginare che le ballerine di oggi si riallaccino a quelle delle generazioni precedenti, in uno scorrere continuo a ritroso che ci riporta al cuore stesso della tradizione accademica. E le étoiles – come Svetlana Zakharova, Ekaterina Shipulina, Natalia Osipova e Maria Alexandrova, che possiamo ammirare ai nostri giorni, o Ekaterina Maximova e Nina Timofeyeva, dive dei decenni precedenti, o Maija Plisetskaja e Galina Ulanova, già entrate nella leggenda, o ancora Olga Lepeshinskaya e Marina Semyonova, la cui luce è più remota –, di allievo in maestro, descrivono un albero genealogico e artistico che affonda le radici, malgrado i passaggi di regime, in quella magnifica stagione tardoromantica russa che ha raccolto e vivificato le eredità della scuola francese e italiana.
Il Balletto del Teatro Bol’sˇoj, che si compone del repertorio addensato e stratificato nel tempo e dei corpi lavorati, disciplinati, tecnici e spirituali dei ballerini, è materia vitale e ricettiva che rende palpitante la tradizione. Ne son prova gli appuntamenti della tournée torinese. Una Giselle che guarda a Coralli, Perrot e Petipa attraverso le cure di Vladimir Vasil’ev e l’autorevole supervisione di Ulanova, protagonista dagli anni Trenta ai Cinquanta. Un Don Chisciotte del 1999, dove Aleksej Fadeecˇev ravviva l’originale moscovita del 1869 e la versione primi Novecento di Aleksandr Gorskij, che guidò la transizione verso lo stile sovietico. E una neonata ricostruzione di Le Corsaire da parte del giovane coreografo e direttore della compagnia moscovita Aleksej Ratmanskij e dello studioso Jurij Burlaka, esperto della notazione Stepanov. Un’operazione di ritorno al futuro che delle tante edizioni europee, russe e sovietiche del titolo predilige quella del 1899 di Marius Petipa e ricrea nello stile dell’epoca le scene perdute.
Nella sua duecentotrentaduesima stagione il Teatro Bol’sˇoj, nato per volere del principe Piotr Urusov nel 1776 e plasmato nella sua forma attuale dall’architetto veneziano Alberto Cavos, ha il suo palcoscenico ancora in ristrutturazione, ma continua a funzionare senza soluzione di continuità o traslochi grazie al secondo palco inaugurato nel 2002.
Smagliante di atletico virtuosismo e forte d’intensità drammatica come da tradizione, il suo Balletto, che conta attualmente più di duecento danzatori, è da quattro anni guidato da Ratmanskij, esponente della nuova generazione di coreografi, che ha diviso il suo cursus honorum fra scuole e compagnie russe e internazionali, per le quali ha ballato e creato. Nella sua personale visione artistica il repertorio si sta ampliando in direzioni opposte. Da un lato lascia leggere le trame di quell’ordito che si dipana lungo tutta la storia di questo colosso coreutico, dal Petipa ricostruito di La fille du Pharaon, al made in URSS di Grigorovicˇ che è stato a capo del Bol’sˇoj dall’era brezneviana al dopo Glasnost, ai balletti della star e poi direttore Vasil’ev, alle nuove opere e ricostruzioni dello stesso Ratmanskij. Dall’altro si apre gradualmente al Neoclassicismo e Postclassicismo occidentali dei quali la compagnia, depositaria di tanta pura tradizione accademica, diventa subito un’interprete radiosa. Così, in prospettiva, acquistano rinnovato colore anche i titoli votati alle parole d’ordine del Socialismo e del Realismo come Le fiamme di Parigi, opera del 1933 di Vasilij Vajnonen sulla rivoluzione francese, che riprenderà vita nel 2008.
In questa ricca trama di storia trovano posto capisaldi della scuola russo-sovietica delle diverse epoche e di autori moscoviti fuoriusciti come Léonide Massine, accanto a titoli irrinunciabili di George Balanchine, a La dame de pique di Roland Petit, ma anche a Twyla Tharp su Philip Glass e Christopher Wheeldon su Arvo Paert.




mercoledì 5 dicembre
Teatro Regio
Sala Caminetto
ore 12.30
incontro
con i protagonisti
Aleksej Ratmanskij

direttore artistico del Balletto del Teatro Bol’sˇoj
Le étoiles del Balletto del Teatro Bol’sˇoj
Walter Vergnano
sovrintendente
del Teatro Regio

Piero Gastaldo
segretario generale
della Compagnia
di San Paolo

Il Balletto del Teatro Bol’sˇoj di Mosca è ospite al Teatro Regio grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo