Per La mia scena è un bosco il maestro Pietro Borgonovo ha lavorato a una trascrizione per ottetto di fiati delle musiche di Mozart, Rossini, Stravinskij, Prokof’ev, Falla, Ravel, Liszt, Thomas e tanti altri autori. Ha avuto un incontro con Tonino Conte per definire insieme il nuovo spettacolo.
Maestro, come nasce l’esigenza di trascrivere?
«Il motivo scatenante è quello di suonare dal vivo. Spesso a teatro la musica accompagna; qui invece è protagonista. Abbiamo deciso di fare qualcosa che non fosse un’opera ridotta, o peggio una pantomima. Per fortuna il mondo di Luzzati si collega a Mozart e quindi a un modo di concepire il suono che è diverso da quello attuale. Le orchestre di allora non erano come quelle di oggi: gli organici si gonfiavano e si riducevano a seconda delle dimensioni della sala, la musica seguiva l’ambiente, il luogo, le condizioni sociali. Le trascrizioni erano una prassi comune: i compositori erano ben fieri che ci fosse chi si prestava a trascrivere la loro musica, perché era un modo per farla circolare in un tempo privo di registrazioni… E un organico molto usato era l’harmonie, l’ottetto di fiati».
Che cos’altro può significare una trascrizione oggi?
«Oggi lo sguardo può – e forse deve – essere ironico. Pensiamo al timbro degli strumenti: non è più carico di certezza come era nel Settecento, è più flessibile – ci siamo abituati anche alla trasformazione del timbro. Oggi ci permettiamo di far suonare a un oboe quello che è il “gesto” caratteristico di una tromba. In passato invece il rigore era estremo. L’unico personaggio su cui non sono intervenuto è la Regina della notte, per la quale utilizziamo la registrazione originale dell’aria mozartiana; tutti gli altri personaggi, e di conseguenza i loro autori – Rossini, Ravel, Prokof’ev, Stravinskij, Falla – hanno invece subito una “manipolazione” strumentale». (s.n.)
giovedì 13 dicembre
venerdì 14 dicembre – ore 10.30
La Scuola all’Opera
venerdì 14 dicembre – ore 21
Piccolo Regio Laboratorio
Piccolo Regio Puccini
La mia scena è un bosco
di Emanuele Luzzati
Tonino Conte regia
Claudio Orlandini
ripresa della regia
Emanuele Luzzati scene e costumi
Con gli attori della
Compagnia Teatro della Tosse
In collaborazione con
Giovine Orchestra Genovese
Pietro Borgonovo
trascrizione e direzione musical