dicembre 2007

piccolo regio laboratorio


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La Fontaine delle favole
Un serbatoio di tradizioni per tre coreografie contemporanee

fiabe Ha deciso di attingere al dovizioso patrimonio delle Favole di Jean de La Fontaine la casa di produzione indipendente Petite Fabrique, quando si è riproposta di mettere in rete un gruppo di artisti della danza su un progetto finalizzato all’allargamento e all’educazione del pubblico di settore. Un serbatoio scintillante di fantasia e riverberante di tradizioni e insegnamenti di portata universale, a cui i coreografi coinvolti hanno potuto metter mano creando sviluppi e interpretazioni personali, intersecando stili e immagini che molto hanno a che fare con il mondo giovanile della nostra epoca. Per questo tre Fables à La Fontaine (altre tre erano già state presentate in passato), firmate da altrettante creatrici dalla diversa origine e griffe coreutica, giungono a Torino nella stagione del Piccolo Regio Laboratorio, aperto per missione alla formazione del pubblico giovane.
Commedia umana (sotto mentite spoglie animali), francese, secentesca, la sorgente delle Fables si mantiene materia fresca e plastica e viene trattata con segno complementare da Béatrice Massin – la nota coreografa cui da anni riesce l’alchimia di sposare la danza barocca al contemporaneo –, dalla franco-giapponese Satchie Noro – anche interprete premiata nel classico – e dalla temperamentosa brasiliana Lia Rodrigues, del vivaio della compagnia di Maguy Marin.
«La favola che segue è la lezione che il forte ha sempre la miglior ragione». La Massin affronta di petto un caposaldo della raccolta, Il lupo e l’agnello, e mette in scena i due interpreti che si fronteggiano in un gioco delle parti di cui si conosce in anticipo il sopraffattore e il sopraffatto, malgrado le argomentazioni pretestuose del predatore. Con esplosioni di sequenze ed enchaînements barocchi su un tessuto di impianto contemporaneo, la coreografa crea un gioco di specchi fra le epoche perché i rigidi ruoli alla corte del Re Sole – un re ballerino nei cui spettacoli pubblici si riproduceva la struttura della società di Versailles – sono spesso ben rintracciabili anche oggi. E non è difficile capire chi è il lupo e chi l’agnello.
Brava danzatrice e animatrice in Francia di un «cantiere d’improvvisazione permanente fra danza e video», Satchie Noro, in duo con l’attore-narratore Alain Rigout, sceglie invece la fiaba dell’Airone. Scarpe da punta che ne allungano le gambe e gonna di piume, la Noro si trasforma nel nobile animale che non si accontenta di tinche e lucci, per lui indegni bocconi, e finisce, per la fame, a pasteggiare con un viscido lumacone.
Balletto del Teatro Bol’sˇoj di MoscaLia Rodrigues, invece, si sofferma su questioni metodologiche scovando i versi Contro gli incontentabili dove – quasi un Queneau ante litteram – La Fontaine fa esercizi di stile erudito, epico e bucolico, per mostrare come sempre e comunque presterà il fianco a qualche critico insoddisfatto, perché «è da matto voler far la pappa a tutti i gusti». La Rodrigues, che dopo esperienze europee lavora in patria anche con i ragazzi delle favelas, indaga con questo lavoro gli schemi e i preconcetti, la rigidità spesso opprimente dello sguardo dell’altro. Le sue due danzatrici che prima si sfidano sui Chants de lutte del gruppo Les Motivés e si scontrano arroccate su posizioni opposte, si sciolgono poi in danze che le avvicinano e lasciano spazio al divenire e ai sogni.
Scriveva il novellista al gran Delfino, figlio di Luigi XIV: «Canto gli eroi progenie alma d’Esopo / di cui l’istoria, anco se falsa, in fondo / di verità nasconde alti concetti. Tutto parla nel mio novo poema / il can, la volpe e fin parlano i pesci; / ma ciò che l’uno e l’altro gli animali / dicon fra lor, di te, lettor, si dice». Con l’ausilio del pensiero e della creatività di coreografe contemporanee, si dice anche del nostro mondo attuale in questa serata di Les Fables à La Fontaine. (c.c.)




mercoledì 19 dicembre
Piccolo Regio Puccini
ore 21
Piccolo Regio Laboratorio
LES FABLES
À LA FONTAINE

Le Loup et l’agneau
Béatrice Massin
coreografia
Le Héron
Satchie Noro,
Alain Rigout
coreografia
Contre ceux qui ont
le goût difficile
Lia Rodrigues

ideazione e direzione