di Nicola Pedone
È recente ma molto intensa la liaison tra Daniel Kawka – direttore francese fiero delle proprie origini polacche – e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Un legame fiorito inizialmente sul terreno della musica contemporanea, in quell’originale laboratorio che è Rai NuovaMusica: la prima volta il 31 marzo 2006 con musiche di Solbiati, Dutilleux e Corghi, poi nell’edizione successiva (concerto del 12 febbraio 2007) con musiche di Stroppa, Antignani e Adamek. E in entrambi i casi prime assolute (Solbiati, Corghi, Antignani) e prime esecuzioni italiane. «In effetti è stata una magnifica esperienza - ricorda Kawka - un bellissimo incontro intorno alla musica del ventesimo secolo. In quel periodo abbiamo anche registrato per Stradivarius le opere per orchestra di Alessandro Solbiati, lavoro elogiato in particolare dalla critica tedesca. L’intesa artistica è stata subito eccellente, con un grande impegno da parte dell’Orchestra e una complicità musicale che ci ha permesso concerti di alto livello».
Poi c’è stato l’incontro di quest’estate al Festival Berlioz di La-Côte-Saint-André, dove lei, tra le diverse formazioni con cui da anni collabora, ha scelto di invitare proprio l’Orchestra della Rai per un programma tutto imperniato sul tema dell’amore: la tragedia di Romeo e Giulietta ricreata nell’orchestra romantica di Berlioz e nel lirismo novecentesco di Prokof’ev; il traboccante erotismo del Don Juan di Strauss; le vertigini del Preludio e morte di Isotta di Wagner. Le cronache parlano di accoglienza trionfale del pubblico, con oltre dieci minuti di applausi.
«Sì, in effetti. Con un’osmosi tra il tema del programma, l’impegno individuale e collettivo dell’Orchestra, la risonanza espressiva delle opere, la cultura dell’Orchestra e la nostra complicità musicale, sensibile, affettiva che ha permesso di arrivare a questo alto livello interpretativo».
Tornando a Berlioz: il suo prossimo concerto a Torino propone Harold en Italie, viola solista di Simone Briatore, prima parte dell’Orchestra. Qual è la sua lettura di questo lavoro – bellissimo e originale – che, ricordiamolo, nacque da una sorta di fraintendimento tra Berlioz e Paganini?
«Harold per me è un capolavoro assoluto, al di là dell’aneddoto, di rara poesia, che si colloca tra Beethoven e Mahler. L’energia dell’orchestra è immensa. Lontano dal poema sinfonico e lontano dalla narrazione descrittiva, Berlioz ci conduce nelle alte sfere del vagabondare, dell’errance, della sehnsucht romantica, con un’energia e una poesia ineffabili. E siamo nel 1834!»
Come dobbiamo dunque considerare i titoli che Berlioz ha posto ai vari movimenti: una sorta di utile guida all’ascolto (Cook parlerebbe di «metafore illuminanti») o qualcosa di pittoresco e tutto sommato superfluo?
«Penso che in effetti siamo nella sfera della musica pura. Certo, i titoli ci guidano, ma in fondo hanno poca importanza perché Berlioz, di fatto, non descrive nulla; piuttosto suggerisce una condizione: una proiezione della viola nostalgica e solitaria in uno spazio orchestrale sontuoso e una concatenazione di movimenti formali che rispettano l’alternanza della sinfonia convenzionale. In questo non è un’opera descrittiva».
Nella prima parte della serata avremo un solista del livello di Domenico Nordio per il Concerto per violino di Sibelius. Ci sono legami tra le due opere, poste in qualche modo all’inizio e alla fine della grande stagione romantica?
«Forse lo stesso modo non convenzionale di trattare il solista, perché nessuno dei due è un concerto convenzionale! Il solista diventa quella “grande voce” piena di virtuosismo sì, ma di un virtuosismo senza eccesso, non dimostrativo, che incarna la poesia romantica. Infine, se le opere sono distanti e lontane sul piano stilistico, sono invece assai vicine sul piano dell’immaginario».
giovedì 6 dicembre
ore 20.30 – turno rosso
venerdì 7 dicembre
ore 21 – turno blu
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Daniel Kawka direttore
Domenico Nordio violino
Simone Briatore viola
Sibelius
Concerto in re minore per violino e orchestra op. 47
Berlioz
Harold en Italie, sinfonia per viola e orchestra
op. 16